Il cielo non è un limite è il titolo dell’ultimo EP di M¥SS KETA, fuori il 13 novembre per Island Record / Universal.
Quello di M¥SS KETA è un intro per i cuori impavidi, per tutti i piloti in ascolto che si apprestano a planare sulla tracklist della leonessa milanese. Una sorta di poesia che recita così:
A tutti i piloti in ascolto che bramano il cielo quello che appare come un limite dispiega invece l’infinito… siamo atomi.
Un invito a sognare in un periodo in cui i limiti sono imposti e sono sempre più numerosi, la M¥SS come sempre viaggia in contro tendenza, riuscendo ad imporsi ancora una volta come un’icona.
Si parte da ciò che è più familiare alla ragazza di Porta Venezia, che stavolta accantona solo per pochissimo la visione Milano centrica per dare vita ad un album più organico e ricercato.
Scrive in un attico finestrato vista Milano Centrale, ma con la mente è in un Medioevo digitale, sdoppiamento della personalità che la vede indossare i panni di Dee e Bitches, di rider e modelle foto shockate.
Dalla Torre Galfa, grattacielo progettato dall’architetto Melchiorre Bega, tira fuori i suoi nuovi beat e le sue barre. Le produzioni sono riconoscibili e sono state affidate a Stefano Riva e a Populous.
Si parte con “Pronto chi sei? Non ti sento… “ Siamo nel pieno di un rave bucolico, con il palco in fiamme, rogo eretico per una Jeanne d’Arc che cavalca l’ Hardcore. Il mio condominio la conosce già a memoria, i beat suonano in cassa dritta, il dancefloor è caldo.
Il contemporaneo diventa soffocante, i limiti sono esasperati, una nuova era oscura si è abbattuta su di noi, tutto ciò ci porta ad una voglia estrema di libertà, che sfocia nell’eccesso a porta ad un estremismo delle proprie passioni.
L’angelo dall’occhiale da sera vuole tutto ed è pronta a sognare sull’Internazionale: canta in inglese, in tedesco e in greco antico diventando una Cougar Diana insieme ad una Priestess in splendida forma.
Basi dance, anni ’90, primi 2000, che tanto ci mancano, riconducibili a primi videogame della Playstation 1, KETA si immerge nei propri mondi interiori in 3D attraverso il singolo Due e nei propri peccati, evidentemente ispirata da James G. Ballard, generando un EP consapevole e maturo: M¥SS da ragazza sei diventata sciura di Porta Venezia.
Come una maschera del teatro greco, presta la sua voce seducente e il suo linguaggio al vetriolo, tirando su beat e affidandosi al sarcasmo più acuto con l’accento che disturba una cifra, ma che crea dipendenza.
M¥SS KETA non dimentica le sue origini e i suoi natali, non dimentica la sua prima performance al Glitter, tornerà il venerdì al Plastic e poi al Blanco, girerà ancora al Bar Picchio da Paolo, ma è anche ora di crescere e di evolversi, M¥SS KETA ci stai riuscendo, nemmeno il cielo riesce ad essere un limite per te, ti sta bene anche il frisè.










