Venerdì 6 ottobre si è svolto il sesto appuntamento del format First Club, pensato come spazio per conoscere e ascoltare dal vivo gli artisti emergenti dell’etichetta Sony Music Italy.
Questa volta sui 3 palchi si sono esibiti Camilla Magli, gli Equarantacinque e Isabel van Gelder, oltre a scambiare quattro chiacchiere con il presentatore della serata, Carlo Sabatucci di Est Radio.
La nuova stagione di Camilla Magli
Camilla Magli ha presentato da poco al Giffoni Film Festival “Dammi un po’ di zucchero, baby!”, cortometraggio che rappresenta la prima parte di un percorso artistico più ampio, che includerà l’album omonimo e segna per lei un ritorno alle radici.
È stato molto potente perché ho preso parte attivamente a tutto il progetto della scrittura, l’immaginario alla fine è la mia vita, infatti ho girato tutto a casa mia e quindi è stato molto emozionante con la mia famiglia e tutte le persone che ci hanno lavorato.
Il suo palco dei sogni è quello del Primavera Sound, un festival che frequenta spesso e che ha “una bella vibe”: concordiamo pienamente.
Per la sua collaborazione dei sogni, almeno al momento, sceglierebbe Charlotte Gainsbourg.
Il suo eroe dell’infanzia è Mulan, la canzone che avrebbe voluto scrivere è “I Giardini di Marzo”, andrebbe a cena con Marina Abramović.
Il suo talento nascosto è cucinare, mentre la canzone che le ha cambiato la vita è “Between the Bars” di Elliott Smith.
Il percorso vecchia scuola degli Equarantacinque
Gli Equarantacinque arrivano da Mestre e il loro nome deriva dalla strada più lunga d’Europa, che parte dalla Norvegia e arriva fino in Sicilia: la band è nata su quella strada, andando a suonare a Roma per un progetto solista.
Il loro primo EP, “In Doppia Fila”, è appena uscito.
Raccontano che crescere musicalmente in laguna non è semplice, almeno per quello che è stata la loro esperienza. Non è sempre stato facile avere la giusta situazione, il giusto riconoscimento, ma non si sono mai arresi e hanno sempre cercato di suonare ovunque fosse possibile, avendo la fortuna di riuscire a farlo.
Le ispirazioni della band sono molto varie: da chi guarda all’indie italiano di Fulminacci, Frah Quintale, Pinguini Tattici Nucleari e Calcutta, passando dai Dirty Loops, fino ad arrivare a Pink Floyd, Toto e al Britpop. C’è anche chi menziona Arctic Monkeys e Cesare Cremonini.
Noi portiamo la nostra quotidianità nelle nostre canzoni, quindi dall’amore al viaggio insieme, alla compagnia, alle paure, alle difficoltà, alle fragilità, alle insicurezze. “In Doppia Fila” per noi è un momento, noi siamo in un momento della nostra carriera in cui siamo nel vivo delle cose, quindi siamo super entusiasti, super stimolati, però ci stiamo rendendo conto che è importantissimo per godersi le cose potersi fermare un po’.
Il palco dei sogni sarebbe un po’ per tutti i membri uno stadio, romanticamente sceglierebbero San Siro ma non pensano di fare in tempo prima che venga abbattuto.
Sulla collaborazione dei sogni avranno bisogno di discutere un po’ per mettersi d’accordo: si passa da Adele a Cremonini, da Bruno Mars a Vasco.
Come eroe dell’infanzia scelgono Javier Zanetti, avrebbero voluto scrivere “Yesterday” dei Beatles e andrebbero a cena con Freddie Mercury.
Il loro talento nascosto è “fare aperitivi”, ma non vale, perché sono veneti e quindi non era per niente nascosto.
La canzone che ha cambiato la loro vita è “Last Train Home” di John Mayer.
Isabel van Gelder, next big thing del pop?
Isabel Van Gelder arriva da Amsterdam, è nata nel 2003, il suo EP “Lovesick” è in uscita il 16 ottobre e ha tutte le carte in regola per indossare una corona da principessa del pop in un futuro non troppo lontano. Ha una voce angelica e scrive testi con cui è facile entrare in empatia.
Gli artisti che ascolta da quando era molto piccola sono Amy Winehouse, Radiohead e Daft Punk.
Mentre tra gli artisti più moderni che la ispirano davvero tanto sceglie RAYE, Olivia Dean e Olivia Rodrigo.
Isabel ha conquistato un grande pubblico sui social prima di iniziare a pubblicare i suoi brani: dice che è molto contenta di aver avuto questa opportunità e cerca semplicemente di mostrare il più possibile che persona è, la sua personalità.
In Lovesick annuncia che troveremo un sacco di oversharing, di condivisione eccessiva di cose molto personali ed emotive.
Mi scuso con tutte le persone che ho frequentato per averle, in un certo senso, messe a nudo.










