Ogni settembre X Factor riparte più o meno dalla stessa domanda, anche se la risposta cambia continuamente: che cosa significa, oggi, avere davvero il fattore X? Avere una bella voce non basta più da tempo. Probabilmente non basta neanche avere una bella canzone. In un momento storico in cui un artista può diventare virale nel giro di una notte e in cui pop, rap, elettronica e cantautorato continuano a contaminarsi, riconoscere qualcuno capace di durare oltre una performance televisiva è forse diventata la vera sfida del programma.
È da qui che parte X Factor 2026, al via oggi, giovedì 10 settembre, su Sky e NOW. La nuova stagione è stata presentata martedì 8 settembre a Milano e porta con sé una formazione parzialmente rinnovata: Giorgia torna alla conduzione, mentre Francesco Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi ritrovano il tavolo dei giudici. Accanto a loro c’è la vera novità dell’edizione, Irama, per la prima volta giudice del talent.
Irama è la novità, Giorgia il punto fermo: il nuovo volto di X Factor 2026
Questa volta Irama non dovrà convincere nessuno. Dovrà essere lui a lasciarsi convincere. Ed è probabilmente questa una delle curiosità maggiori della nuova edizione. Vederlo dall’altra parte del tavolo significa osservare un artista ancora pienamente immerso nelle dinamiche della discografia contemporanea mentre prova a riconoscere qualcosa negli artisti che ha davanti.
D’altronde, il suo percorso racconta bene quanto velocemente possa cambiare una carriera musicale. Da Sanremo Giovani alle successive partecipazioni al Festival, fino agli stadi. Adesso dovrà capire chi, dall’altra parte, può iniziare un percorso altrettanto riconoscibile. Il resto del tavolo mette insieme sensibilità molto differenti. Francesco Gabbani torna per il secondo anno, mentre Jake La Furia e Paola Iezzi raggiungono la terza edizione. Paola riparte, tra l’altro, da vincitrice in carica dopo il successo ottenuto con Rob.
Se il tavolo cambia, Giorgia resta. Per il terzo anno consecutivo sarà lei a condurre il programma, mantenendo soprattutto quel ruolo nel backstage che nelle ultime stagioni è diventato parte della sua cifra. È il posto forse meno spettacolare di X Factor, ma anche quello in cui cade più facilmente la costruzione televisiva, pochi secondi prima di salire sul palco o subito dopo un verdetto. Giorgia si ritrova proprio lì, nel momento in cui entusiasmo, paura e delusione sono ancora difficili da nascondere.
La strada verso i dodici
Prima dei Live, però, c’è ancora parecchia strada da fare. Si parte con tre serate di Auditions, durante le quali saranno necessari almeno tre sì per andare avanti. Poi arriveranno i Bootcamp, quest’anno con quattro sì necessari per ottenere direttamente il passaggio al turno successivo e con la possibilità, per ciascun giudice, di utilizzare l’X Pass. Infine le Last Call, tre sedie per ogni squadra e il ritorno degli switch. Solo al termine di questa fase conosceremo i dodici protagonisti che accederanno ai Live Show.
E forse il dato più curioso delle selezioni è proprio quello che racconta quanto sia difficile, ormai, tracciare un identikit del concorrente di X Factor. Le candidature di questa edizione vanno dai 16 ai 70 anni e sono arrivate anche da Spagna, Germania, Regno Unito e Stati Uniti. Dentro c’è praticamente tutto, dal rock al pop, urban, cantautorato e proposte più sperimentali. Una fotografia abbastanza fedele della musica di oggi, dove le etichette servono sempre meno.
Dai Live alla finale: X Factor torna a Milano
Dal 22 ottobre la selezione lascerà spazio alla gara vera e propria. I dodici artisti scelti dai giudici saliranno sul palco del Teatro Repower di Milano per i Live Show, fino ad arrivare a uno dei momenti che interessa maggiormente anche fuori dalla dimensione televisiva: la presentazione degli inediti, ancora una volta con la collaborazione di Warner Music Italy.
Poi, il 3 dicembre, X Factor cambierà nuovamente dimensione. Dopo due finali in Piazza del Plebiscito a Napoli, l’ultimo atto della stagione torna a Milano, all’Unipol Forum di Assago. Ma prima degli stadi, degli stream, dei singoli e delle classifiche c’è ancora quel momento molto più semplice in cui qualcuno entra alle Auditions con un microfono e pochi minuti per farsi ricordare.
Ed è probabilmente questo il motivo per cui, dopo vent’anni, continuiamo a guardare X Factor: non tanto per scoprire chi sa già essere una popstar, quanto per provare a riconoscerla quando ancora non lo sa nessuno.









