Facciamo colazione con le Fette biscottate dei Fanoya

da | Ott 29, 2020 | News

Dopo l’ottimo consenso di pubblico e critica specializzata per il debut-album Generazione sushi (Ventidieci, 2019), è uscito il 16 ottobre Fette Biscottate, il nuovo singolo dei Fanoya, prodotto da Ventidieci e distribuito da Artist First. In Fette Biscottate raccontano di Anna, che vive sullo sfondo di una Milano fatta di lavoro e centri commerciali, dove non esiste […]

Dopo l’ottimo consenso di pubblico e critica specializzata per il debut-album Generazione sushi (Ventidieci, 2019), è uscito il 16 ottobre Fette Biscottate, il nuovo singolo dei Fanoya, prodotto da Ventidieci e distribuito da Artist First.

In Fette Biscottate raccontano di Anna, che vive sullo sfondo di una Milano fatta di lavoro e centri commerciali, dove non esiste fuga dalla prigione che lei stessa si è creata. Nonostante la dolcezza musicale del ritornello, il testo esprime in tutta la sua severità quelle che sono le conseguenze di una scelta di vita che logora corpo e anima. 

Facciamo colazione con le fette biscottate, col palato bruciato dalle nottate…

Accostamento di sapori dolci(fette biscottate) con sapori “amari”(bruciato), di giorni grigi e piovosi, di rassegnazione e traguardi irraggiungibili. 

La melodia è scandita dalla batteria di Roberto Calabrese (La Rappresentante di Lista) e dalle tastiere di Donato Di Trapani (Nicolò Carnesi, Paolo Nutini), che sembrano rimarcare i battiti del cuore, sempre più potenti e decisi, a tempo con i doveri imposti dalla vita e coi ritmi sempre più veloci a cui la società ci costringe. La canzone termina con delle parole in lontananza che ci ricordano, come un mantra inevitabile, le promesse che facciamo a noi stessi

Non voglio perdere più giorni, perdere più sogni, perdere più pugni, perdere te…

Per chi ancora non li conoscesse, i Fanoya sono un duo indie-pop composto da Giacinto Brienza (chitarra e voce) e Leone Tiso (piano e synth), la loro è una ricerca musicale rivolta al synth-pop più moderno, in cui analogico e digitale si confondono, si mescolano, si intrecciano come passato e futuro.

Il loro primo album sulla lunga distanza Generazione sushi (Ventidieci, 2019), è un bignami che condensa 9 fotografie di una generazione tutta sushi e aperitivo, che lavora in ufficio ma ha sempre il pensiero di scappare altrove, che sceglie di vivere attraverso convenzioni che poi diventano prigioni. Hanno aperto i concerti di importanti artisti come Calcutta, Max Gazzè, Achille Lauro, Simone Cristicchi e Carl Brave e partecipato nel 2020 a Primo Maggio Next e il Premio Fred Buscaglione, arrivando rispettivamente in finale e semifinale di concorso.

Si apre un nuovo capitolo nella storia della band pugliese, in cui una scrittura più matura, a tratti agrodolce, evoca un caleidoscopio di istantanee colorate e profumate: le luci della città, la vita quotidiana marcata da ritmi lavorativi alienanti ma anche il caos dei pensieri e l’amore come unica salvezza.

 

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