Ci sono progetti che provano a stupire cambiando pelle, e poi ci sono quelli che confermano un’identità. Non ho bisogno di niente, il nuovo EP di Coco, appartiene decisamente alla seconda categoria, è uno di quei progetti in cui riconosci l’artista fin dal primo ascolto, per la musicalità, per la scrittura e per quel modo così personale di trasformare fragilità e pensieri in musica.
Non è un EP che ha la pretesa di essere capito da tutti. E forse è proprio questo il suo punto di forza. Si apre con la title track, Non ho bisogno di niente, che ci riporta alle atmosfere di “Acquario“. Segue Soltanto tu, introdotta da un campione tratto da “Echo di Swizz Beatz“. “L’eco della vita è l’eco dell’amore“, una frase dal significato profondo, che suggerisce come la vita ci restituisce l’amore che siamo disposti a donare agli altri. Riceviamo sempre ciò che diamo. Su questo filone Coco costruisce un dialogo con l’altra persona, mettendosi a nudo e mostrando la propria vulnerabilità:
“Mi conosci soltanto tu
Mi spaventa qualsiasi cosa
Mi trovi soltanto tu
Puoi cercarmi a qualsiasi ora
Mi conosci soltanto tu
E avrei cose da dirti ancora
Rimani soltanto tu
Quando il mondo è una stanza vuota“
E allora viene spontaneo chiedersi, quanto costa oggi mostrarsi fragili? Quanto è difficile prendersi i propri tempi in un’epoca che misura tutto attraverso numeri, visualizzazioni e algoritmi? In Blue Monday Coco sembra essersi finalmente liberato anche di questo peso. Si rivolge direttamente alla sua community rimasta sempre molto solida, prendendo le distanze dalle logiche dei social e dell’industria.
“Posto quattro volte l’anno (Fuck that)
Perdo followers, cala l’engagement
Il mio mood è black, Comme des Garçons
Junya Watanabe, no Chrome
Magazine mi snobbano da un po’
Lo svantaggio è la mia comfort zone
Non ho più niente da dimostrare
Vado lento per non scivolare
Se va bene, bene, oppure amen
So cadere е non farmi notare“
Ma il cuore dell’EP arriva con la chiusura, Negli occhi giusti. È il brano che racchiude tutto il senso del progetto dalle paure, ai dubbi, alle insicurezze, tutto trova risposta qui, racchiuso in una semplice frase: “Negli occhi giusti sarai sempre arte“. Basta una frase per riassumere un concetto che spesso dimentichiamo, non potremo mai piacere a tutti. Cercare continuamente l’approvazione degli altri finisce soltanto per consumarci. Ci sarà sempre qualcuno pronto a criticare quello che facciamo, e per quelli come Coco, artisti di una sensibilità rara, questa è probabilmente una condanna con cui imparare a convivere.
“I dubbi danno alla testa più del successo, più di un fallimento
E se sparisco spesso, è solo perché così mi proteggo“
Allora ci si protegge scappando, isolandosi, facendo silenzio. Sparendo per un po’. Ma anche questa fuga, nel corso del brano, lascia spazio a una nuova riflessione:
“Anche se ho preso spesso mille strade in controsenso
Per molti ho perso il treno anche se non lo dicono
È dal modo in cui mi parlano che riesco ad avvertirlo
Spesso più resti solo, più diventi selettivo
E non cercare approvazione mi ha ridato un motivo“
Ed è proprio qui che Non ho bisogno di niente trova il suo significato più profondo. Non è un progetto costruito per convincere tutti, né per inseguire classifiche o trend. È un disco liberatorio, sincero, che racconta un artista arrivato al punto in cui l’unica cosa davvero importante è essere fedele a sé stesso. Forse Coco oggi non ha davvero bisogno di niente. O meglio, non ha più bisogno dell’approvazione di tutti. Gli basta continuare a fare musica come ha sempre fatto, a modo suo, con i suoi tempi e quella sincerità oggigiorno sempre più rara. E allora, bentornato, Coco.










