È uscito il 2 luglio 2026 per Oyster Music e Universal Music Antidoto, il nuovo album di Tormento.
Quando un artista con quasi trent’anni di carriera pubblica un nuovo album, il rischio è sempre quello di cadere nell’effetto nostalgia. Con Antidoto, invece, Tormento compie la scelta opposta: guarda al presente, dialoga con la nuova scena e costruisce un disco fresco, essenziale e sorprendentemente contemporaneo.
Non ci sono ballad né facili sentimentalismi, nessuno sguardo rivolto al passato, ma una riflessione lucida sul presente e su come affrontarlo con leggerezza, senza perdere forza e consapevolezza.
Tracklist dell’album
Anche la composizione dell’album è essenziale, solo 7 brani che compongono l’intera tracklist, per una durata complessiva di circa 25 minuti. Di alcuni singoli avevamo già avuto qualche anticipazione durante i mesi appena trascorsi ma ecco la tracklist completa:
- Veleno
- Allontanarsi (feat. Ernia, Leslie Sackey e WADO)
- Fredda come l’inferno (feat. Rkomi)
- Un’altra bugia (feat. Gaia, Promessa ed Eiemgei)
- Self Control (feat. Noyz Narcos e Junior K)
- Sofia (feat. Sayf)
- Certe cose
Già dalla scelta delle collaborazioni emerge chiaramente la volontà di guardare al presente.
Piuttosto che affidarsi a una sfilata di nomi storici del rap italiano, Tormento costruisce un ponte tra generazioni coinvolgendo artisti provenienti da percorsi e sensibilità differenti. Ed è proprio questa una delle intuizioni più riuscite di Antidoto.
Featuring e freschezza
Le collaborazioni non sono semplici featuring di facciata, ma tasselli fondamentali dell’identità del disco.
Ogni ospite contribuisce ad ampliare il linguaggio del disco senza snaturarlo, dimostrando come il confronto tra esperienze differenti possa diventare un autentico valore artistico.
Tra gli ospiti convivono anime diverse: il rap più crudo di Noyz Narcos insieme a Junior K in “Self Control”, quello più melodico rappresentato da Ernia e Rkomi, le contaminazioni afro di Leslie Sackey e WADO, fino alla nuova scuola incarnata da Sayf, protagonista di “Sofia”, e da Promessa ed Eiemgei in “Un’altra bugia”, dove Gaia aggiunge una sfumatura pop e soul.
Tra l’altro Tormento non è nuovo a queste contaminazioni, ad esempio con Junior K già precedentemente era stato protagonista di un featuring estivo, “Ragione e follia”.
Questa varietà di voci ed intenzioni rende Antidoto un album che fotografa il rap italiano contemporaneo nelle sue molteplici sfaccettature, senza rinunciare alla personalità e alla storia trentennale di Tormento.
Differenti generazioni, un linguaggio comune
Il vero punto di forza dell’album è proprio l’incontro tra sensibilità differenti, sia dal punto di vista generazionale sia da quello musicale.
Tormento conserva il suo inconfondibile approccio narrativo, fatto di metrica precisa, pause studiate e un flow capace di trasmettere esperienza senza risultare autoreferenziale.
Gli artisti coinvolti portano invece una scrittura più istintiva e contemporanea, alternando passaggi melodici e rap che si fondono con naturalezza nel linguaggio dell’artista milanese.
Ne nasce un dialogo credibile, dove nessuna personalità prevale sull’altra: i diversi flow si completano, costruendo un racconto coerente e sorprendentemente omogeneo.
Un sound essenziale ma ricco di sfumature
Dal punto di vista musicale, Antidoto si sviluppa su una produzione essenziale, costruita attorno a beat morbidi, batterie asciutte e progressioni armoniche che spaziano tra soul, R&B e hip hop contemporaneo.
Le sonorità lasciano grande spazio alle voci, evitando arrangiamenti ridondanti e privilegiando dinamiche leggere che accompagnano il racconto senza mai sovrastarlo.
La produzione punta su una tessitura sonora calda, impreziosita da texture atmosferiche e linee melodiche fresche che rendono ogni brano fluido e piacevole all’ascolto.
Anche il mix valorizza costantemente il dialogo tra gli interpreti, mantenendo al centro la forza delle parole. La scrittura resta infatti diretta, priva di artifici, concentrandosi sulle emozioni quotidiane, sulle relazioni e sulla ricerca di un equilibrio personale. I testi lasciano respirare i versi senza rincorrere la punchline a tutti i costi, preferendo immagini semplici ma efficaci.
È una scelta che riflette perfettamente lo spirito di Antidoto: un progetto che mette al centro la persona, cercando nella musica uno spazio di riflessione ma con leggerezza, e un antidoto alla frenesia del presente.
Un antidoto ai deliri
La capacità di dialogare con artisti della nuova generazione senza perdere la propria identità conferma ancora una volta la solidità del percorso artistico di Tormento.
Antidoto non è un esercizio nostalgico, ma un disco che guarda avanti, dimostrando come il rap italiano possa trovare nuovi punti di contatto quando al centro restano scrittura, credibilità e qualità della produzione.
Dopo quasi trent’anni di carriera, Tormento dimostra di avere ancora molto da raccontare, riuscendo a conservare il proprio DNA musicale pur confrontandosi con linguaggi e sonorità contemporanee.
Lo stesso artista ha presentato così il progetto:
“Finalmente fuori il mio Antidoto personale ai deliri giornalieri che ci tocca affrontare. Spero diventi anche il vostro.”
Ed è proprio questa la sensazione che lascia l’ascolto: quella di un disco capace di alleggerire il rumore del presente senza rinunciare alla profondità, accompagnando l’ascoltatore con un sound fresco, curato e mai banale.










