Ieri sera al Parco della Musica di Milano è andato in scena il ritorno attesissimo di Halsey in Italia, a sei anni di distanza dal suo ultimo concerto. Un’unica data che, fin dai primi istanti, ha confermato l’idea di non essere semplicemente uno show guidato dall’effetto nostalgia, ma una vera e propria ricostruzione narrativa di oltre dieci anni di carriera.
Artista da più di 50 miliardi di stream e più volte candidata ai Grammy Awards, Halsey ha portato sul palco il suo “Back To Badlands Tour” nel momento forse più rappresentativo possibile: il decimo anniversario di Badlands (2015), album di debutto tornato sotto il mirino dell’attenzione anche grazie a “BADLANDS: Decade Edition Anthology” pubblicato nel 2025. Un disco che, ancora oggi, resta sorprendentemente attuale per temi e linguaggio, capace di intercettare la sensibilità della Gen Z con brani come “Colors”, “Control” e “Gasoline”, tuttora centrali nell’immaginario pop contemporaneo.
Halsey, tra passato e presente sul palco
Il live ha attraversato tutte le fasi della carriera dell’artista: dal mondo crudo e simbolico di “Badlands”, passando per le sfumature più introspettive di “Manic” (ma con una veste decisamente rock), fino alla dimensione più viscerale e alternativa di “If I Can’t Have Love, I Want Power”, senza tralasciare i brani più recenti.
Ne è nato uno spettacolo capace di mettere in dialogo passato e presente, in cui ogni capitolo della sua evoluzione artistica ha trovato nuovo spazio e una nuova lettura sul palco.
Arrangiamenti più duri e dimensione teatrale
Sul palco, diversi brani hanno subito trasformazioni nette (“Colors” per citarne uno). Alcune tracce originariamente pop sono state riscritte in chiave più ruvida, con una componente rock e teatrale molto più marcata rispetto alle versioni in studio. Il risultato è stato un concerto ricco di colpi di scena, adrenalinico e infuocato (letteralmente).
Una setlist viva e imprevedibile quella di Halsey
Un altro elemento chiave è stata la variabilità della scaletta. Lo show di Milano ha confermato l’idea di un progetto non rigidamente cristallizzato ma in continua evoluzione, tra scenari gotici e interpretazioni da 10 e lode.
La parte conclusiva dello show ha avuto una chiara direzione: un crescendo emotivo pensato per provocare una sorta di catarsi collettiva. Troppi ricordi sbloccati per i bimbi della Generazione Tumblr.










