Eros Ramazzotti a San Siro: 40 anni di storia importante

da | Giu 10, 2026 | Flash News

Eros Ramazzotti arriva a San Siro per festeggiare un traguardo: i suoi 40 anni di 'Una storia importante'

C’è un momento preciso, stasera a San Siro, che racconta questo concerto meglio di qualsiasi cifra o record di biglietti venduti. È quando Eros smette di cantare, si guarda intorno, sorride con quella solita faccia un po’ scanzonata da eterno ragazzo di periferia e lascia che sia lo stadio a spingere sull’acceleratore. 

Più di sessantamila persone che cantano a squarciagola, mentre lui si gode il momento. Una delle prime tappe del suo tour mondiale che non si limita ad essere uno show ma è sembrato più l’abbraccio gigante di un vecchio amico che non vedevi da tempo.

40 anni della storia di Eros

Il tour si chiama  “Una Storia Importante” e celebra 40 anni di musica, ma sul palco la nostalgia non ha trovato spazio. Eros è salito con addosso una carica pazzesca, partendo forte con “Taxi Story” e mettendo subito in chiaro le cose: stasera si canta, ci si emoziona e, soprattutto, ci si diverte.

La scaletta è stata una specie di viaggio nel tempo che ha messo d’accordo tutti. Ed è stato incredibile guardarsi intorno nel parterre: di fianco a chi ha pianto nell’85 per “Una storia importante” c’erano ventenni che stasera saltavano su “Terra promessa” come se fosse l’ultimo pezzo uscito in radio ieri sera. La verità è che canzoni come “Adesso tu” o “Un’altra te”  le abbiamo nel DNA, le abbiamo sentite in macchina con i genitori, nei viaggi estivi, e ritrovarle stasera suonate da una band pazzesca sotto il cielo di Milano fa sempre un certo effetto.

Lo show diventa una sorpresa continua quando iniziano ad arrivare gli ospiti, quelli veri, gli amici di una vita

Sulle note di “Credici sempre” il palco si accende per l’arrivo di Giorgia, duettando complici davanti a tutto lo stadio. Neanche il tempo di riprendere il fiato che sale sul palco il suo “fratellone”, Max Pezzali, per cantare insieme “Come nei film”, trasformando San Siro in un coro gigantesco. E non è finita qui, perché anche Elisa ha voluto esserci per il suo grande amico Eros cantando insieme la loro “Buona stella “, un gioiello di rara delicatezza che ferma il tempo.

Ma questo San Siro di Eros non è “Eros-centrico”

c’è tantissimo spazio anche per la sua band con i musicisti che si prendono la scena regalandoci lunghi assoli di tromba, chitarra e sax, e le coriste duettano con lui da vere co-protagoniste. C’è spazio anche per la sperimentazione e la contaminazione, come quando infila un mash-up tra “Un’altra te” e “No woman no cry” di Bob Marley, unendo questi due mondi con naturalezza.

Un importante gesto profondo arriva quando Eros decide di parlare al cuore della gente, spogliando la serata da ogni logica del grande evento per farla diventare vita vera. Sullo schermo gigante iniziano a scorrere parole intrise di impegno sociale: abbraccio, libertà, uguaglianza e pace. Eros guarda la folla e dice quello che pensa:

“Cosa stiamo vivendo, cosa stiamo passando, ma penso ci sia ancora gente meravigliosa al mondo. L’amore vincerà sempre”.

Subito dopo parte “Se bastasse una canzone”, cantata con una forza liberatoria, e quando il brano finisce, sullo schermo gigante rimane impressa un’unica parola: PACE, come unica certezza universale che mette d’accordo tutti.

Il finale, come c’era da aspettarsi, è un crescendo

Quando arrivano le prime note di  “Fuoco nel fuoco” e poi di “Più bella cosa“, lo stadio da il massimo e si accende con migliaia di telefoni, trasformando San Siro in un mare di luci.

Eros saluta Milano sudato ma soddisfatto. Ci lascia addosso quella bella sensazione di quando esci da un gran bel concerto e hai la certezza che certe canzoni non hanno scadenza e che, in fondo, abbiamo ancora tutti maledettamente bisogno di cantarle insieme per sentirci un po’ più vicini.

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