“La fine della Naspi” è la rinascita di Pippo Sowlo

da | Mag 17, 2026 | Recensioni album

Il maestro indiscusso del lol rap torna con un disco figlio dei nostri tempi e narrato da chi questi tempi li sta vivendo davvero. Il tuo migliore amico che fa il comico, solo molto ma molto più bravo.

Capita di trovarsi ad ascoltare musica per emozionarsi, per urlare e per sfogarsi. Capita di ascoltarla per pensare, per rilassarsi e per gasarsi con gli amici. Raramente però e solo in casi veramente fortuiti, capita di farlo per ridere. Dopo i cani, questo biennio segna il ritorno di un’altra delle punte di diamante della vecchia lega della scena Italiana: il 6 Maggio 2026, Pippo Sowlo ha pubblicato il suo nuovo disco La fine della Naspi a distanza di 6 anni dall’ultimo progetto.

Da “Ok Computer però trap” del 2019, Pippo non è cambiato di una virgola. L’arrivo di nuove figure comiche nel panorama musicale come la FUCKYOURCLIQUE e il ben più famoso Tony Pitony non hanno smussato né reso inefficace la forza lirica del nostro.

Pippo in la fine della Naspi, riprende la satira hip/hop già presente nei suoi vecchi brani quali “Always do the spia” e nel suo massimo capolavoro di autoironia “Re:Inoki”. Brani quali Il piano di Pippo, Matto de strada e Accreditato vanno a minare la figura del rapper boom bap fedelissimo alla doppia h ma anche il coattismo tipico di certi atteggiamenti presenti nella nuova scena hip/hop, sempre rendendo quegli stessi personaggi, dei pagliacci veri e propri. Ma senza mai macchietizzarli. I pagliacci in questo caso sono veri esseri umani, di cui non si può fare a meno di ridere

Pippo Sowlo VS The World

La forza di Pippo è sicuramente la sua abilità nell’utilizzare riferimenti, citazioni e elementi appartenenti alla cultura di riferimento in maniera sempre estremamente ficcante. Dove il già citato Tony Pitony può fare affidamento su una scrittura tipicamente nota e già utilizzata, con stereotipi ed elementi talvolta un po’ abusati, Pippo indaga semplicemente meglio. Il disco contiene brani come Airtag, una versione 2.0 di “Sirvia” del disco precedente, o come La merda umana (forse il brano migliore del lotto) che delinea il rapporto madre figlio in maniera esilarante e fortemente reale, solo talvolta affidandosi agli eccessi e al personaggio Pippo Sowlo.

Ci sono anche alcune sbavature: brani come Vale todo season e Presunte lesbiche seppur con i loro momenti di carattere, risultano un po’ datati e anche abusatissimi in termini di scrittura e riferimenti, quasi come fossero un compitino. Chiudono il disco Poro Lollo e la strumentale Dont’s: la prima, un “possibile omaggio” a “Ieri l’altro” di Franco126, la seconda un calembour esilarante e surreale di luoghi comuni. Difficile capire quanto di vero ci sia nel brano Er poro lollo e quanto invece sia proprio pura presa in giro. Questo non modifica in alcun modo l’apprezzamento del brano: anzi.

La fine della Naspi è il graditissimo ritorno di una delle figure più divertenti del panorama musicale italiano, che seppur costretto a guardare il tempo che passa non perde un momento per ricordarci che è molto più facile far commuovere nella musica, che strappare una risata. Dove nuovi artisti cercano di prendere il suo posto vacante da 6 anni, ancora nessuno sembra essere riuscito a sostituirlo egregiamente, incapace di mantenere la sua cultura e la sua comprensione per i meccansimi della società all’interno dei testi. Senza mai risultare forzato e caricaturale.

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