C’è un momento preciso in cui un artista decide di smettere di guardarsi dentro per iniziare a guardare oltre i confini del proprio personale universo. Per Lorenzo Girotti, quel momento sembra coincidere con l’alba del nuovo anno e – dopo aver dissolto il velo di malinconia che come nebbia ammantava “Flegreo” (suo disco d’esordio uscito nell’ottobre 2024) – il cantautore partenopeo torna con una rinnovata consapevolezza, frutto di una sperimentazione che guarda al futuro costruendo al contempo un solido ponte con il suo passato.
Il risultato è Che cosa stupida, un brano che strizza l’occhio all’R&B più contemporaneo e all’urban, dove il groove si fa più marcato e le sonorità più orecchiabili e vibranti. Questa transizione dalla nudità acustica a una dimensione più stratificata, non segna semplicemente un cambio di registro, quanto l’emergere di una precisa necessità comunicativa. Se in pezzi come “Scacchi” o “Zampironi” la narrazione si muoveva in spazi intimi e circoscritti, la nuova direzione sembra voler valicare questi confini. Viene infatti conservato uno sguardo introspettivo che riesce a toccare corde profonde, trasformando vissuti personali in emozioni condivise.
Ah, diventare grandi è una merda
anche se non abbiamo altra scelta,
Ah, ci fosse anche solo una festa,
per farmi dimenticare,
una ad una ogni cosa che mi fa male.“Zampironi” – Lorenzo Girotti
Se fino ad ora pezzi crepuscolari come “Un Altro Giro” frutto di notti insonni e vissute “in cerca di un miracolo” intrise anche di quel sentimento, forse un po’ comune a molti di noi, che tutto sta per perdere di vitalità dietro uno scrolling effimero ed evanescente, in cui finiamo per smarrire noi stessi dimenticando quasi di vivere il tempo presente, l’unico su cui abbiamo davvero il controllo – il nuovo singolo segna invece un cambio di prospettiva. Che cosa stupida racconta infatti del risveglio da un sogno, cui segue l’automatismo di controllare il telefono nell’attesa di leggere un messaggio – quello della persona amata – che si rivela soltanto una dolce illusione, poiché alla fine: “pure dentro un sogno, ci siamo persi”.
Cercavo un tuo messaggio appena sveglio
mi sono accorto solo dopo che stavo sognando,
a volte parlo ma non so che sto dicendo
e faccio cose ma senza trovarne il senso.“Che cosa stupida” – Lorenzo Girotti feat. Ugo Crepa
Il singolo inaugura una fase più matura, sospesa tra groove contemporaneo e scrittura introspettiva
Le strofe di Ugo Crepa si inseriscono con naturalezza nel brano, accompagnando il flow verso territori più leggeri, segnati da un umorismo sottile che si incrina sul finale, lasciando un retrogusto comunque amaro: “ho confessato che mi manchi / però a bassa voce”.
Ci sono allora tutte le premesse per un disco davvero interessante il cui percorso inizia proprio da questo brano in cui Lorenzo Girotti costruisce una sinergia autentica col rapper di “Grande, non ancora” – che nell’ultimo anno ha collaborato con Willie Peyote, Clementino, Dutch Nazari e Nico Arezzo. Il brano si inserisce così in un percorso di crescita artistica ben definito e dopo il disco d’esordio, il tour estivo e la firma con Futura Dischi, il cantautore mostra infatti una crescente volontà di ampliare i confini del proprio immaginario poetico e sonoro, aprendosi alla sperimentazione e alla contaminazione musicale, con l’obiettivo non dichiarato di consolidare un’identità artistica già ben riconoscibile e al tempo stesso in costante e magmatica evoluzione.
Il primo tassello ce l’abbiamo, ora non ci resta che aspettare il disco per lasciarsi trascinare ancora dentro quel mix di nostalgia e disincanto che Girotti sembra saper raccontare così bene.










