Dopo l’intrigante esordio con “FreddissiMAlinconia”, la cantautrice alt-pop Artefatta (progetto di Francesca Marchetti, classe 2002) torna con un nuovo frammento del suo primo lavoro discografico. Il 22 aprile 2026 segna l’uscita di “Deperita”, brano presentato in anteprima live all’Ultra Cromo di Lecce. Il singolo è destinato a consolidare il posizionamento dell’artista nella scena elettronica indipendente.
Prodotto da Giacomo Greco (Inude), il brano si muove in un perimetro sonoro stratificato dove le influenze UK garage e hyper-pop si scontrano con una scrittura instabile e viscerale.
La metafora vegetale di “Deperita”: tra nutrimento e veleno
In “Deperita”, Artefatta utilizza un lessico botanico rigoroso – foglie, radici, concimi e potature — per descrivere un processo di consumo interiore. L’artista paragona l’organismo umano a una pianta la cui sopravvivenza è mantenuta artificialmente da un sistema che, invece di nutrire, impoverisce.
La potatura diventa mutilazione e la cura si trasforma in gestione tossica. In questo “mondo elettrico” sotterraneo, il brano esplora la fragilità del restare in ecosistemi che ci tengono in piedi ma ci svuotano lentamente.
Chi è Artefatta
Nata tra la Liguria e la Puglia, Francesca Marchetti unisce gli studi accademici al DAMS di Lecce a un background in danze urbane e canto.
Il progetto Artefatta è una provocazione lessicale: una scomposizione del linguaggio dove le parole vengono riassemblate per generare nuovo senso attraverso il suono, mimando il ritmo dinamico dei pensieri ossessivi.
Il sound di “Deperita”, caratterizzato da una jangle elettronica e tensioni club-oriented, conferma la cifra stilistica del sodalizio con Giacomo Greco e Pierluigi Conte (Eropi), portando l’alternative pop italiano verso derive techno e drum and bass di respiro internazionale.










