Il 20 febbraio esce stanca, nuovo singolo di sedici per Honiro Label e Luppolo Dischi. Il titolo descrive già tutto, descrivendo una condizione fisica e mentale, ma anche sentimentale. stanca lascia già trasparire l’usura di chi continua a investire energie in una relazione che restituisce poco, l’attrito di attese che si accumulano fino a cambiare postura e tono.
L’artista romana usa l’immagine dei binari che si separano per descrivere due direzioni che, a un certo punto, divergono e andare verso una traiettoria comune richiede uno sforzo che non trova più corrispondenza. La voce di sedici resta controllata mentre racconta un rapporto sbilanciato fatto di rincorse, messaggi che arrivano tardi, parole che si perdono prima ancora di essere comprese. I dettagli costruiscono pian piano tensione, si accumulano la sensazione di chiedere troppo, il timore di esporsi ancora, l’impressione di occupare uno spazio secondario.
Sedici mette a fuoco la fatica di chi si sente costantemente fuori asse dentro una relazione. Il brano si muove in coordinate itpop, con una struttura lineare che lascia al testo il peso più rilevante. La scrittura resta aderente al vissuto e si concentra su gesti e conseguenze. Quando canta il desiderio di essere vista, parla di attese che si allungano e dialoghi che si trasformano in monologhi.
Sofia Palozzi, romana, classe 2005, ha iniziato a scrivere molto prima di pubblicare. Le prime canzoni sono rimaste chiuse in camera, poi a sedici anni decide di metterle online. non sembra da me supera i 200 mila ascolti e le consente di costruire un pubblico che cresce brano dopo brano. Con Luppolo Dischi firma Tutto okokok e porta i pezzi dal vivo tra Roma e altre città. Pubblica poi brivido, eco // non esiste solo l’ansia, stare al passo. Il 13 giugno arriva l’EP 0 ore di sonno, seguito da 1-0 x il mondo a novembre.
In “stanca” c’è una presa di consapevolezza precisa: continuare a inseguire significa perdere terreno. Quando la distanza tra ciò che si offre e ciò che si riceve diventa troppa, restare non è più un gesto spontaneo.










