Negli ultimi anni, i dischi d’esordio della nuova scena rap Italiana hanno avuti tutti quanti gli stessi problemi: tracklist interminabili, tracce poco incisive, produzioni molto monotone oppure completamente randomiche, con l’idea di seguire un trend piuttosto che fare quello che ha reso famosi questi artisti in primis: il rap. Artie 5ive, in questo, si è dimostrato molto più coscienzioso dei suoi colleghi. Dopo un ottimo esordio con La Bellavita a Marzo di quest’anno, il rapper Milanese è tornato con un nuovo ep, BIG 5.
BIG 5: Artie non ha bisogno di cambiare
Cercare di cavalcare l’onda del successo di un disco con deluxe e tracce aggiuntive è ormai un’usanza rinomata nella scena urban italiana. Quindi, l’idea di rilasciare un progetto completamente distaccato dal disco almeno nel concept, è una scelta che va sicuramente premiata in anticipo. BIG 5 non è una rivoluzione per Artie, o un cambio radicale nel suo percorso. Ma va benissimo così
5 tracce, quasi praticamente solo banger. Artie rappa duro, su produzioni di sempre altissimo livello da parte del fidato Ddusi. E basta. Qualche ritornello, qualche momento di cantato di dubbio gusto (problema già presente nel disco d’esordio) ma quando si tratta di attitudine, Artie ha ben pochi rivali nel game.
Tra produzioni puramente trap come in “Marlboro” e “Life is Life”, qualche influenza da 50 Cent in “Fucili” e “Macchinoni” e incursioni rage come in “7ELEVEN”, il sound è certificato Artie 5ive. Una sola collaborazione, quella di Nerissima Serpe e Papa V in “Life is life”. Nonostante stiano diventando il prezzemolo della nuova scena, fa sempre piacere sentire una così alta aderenza alle basi. I due sono nati per fare questo, e si sente. “Troppo vero sembro finto” dice lo stesso Papa V nel pezzo, e mai fu scritta barra più azzeccata.
Artie fa sempre la sua musica, ma la fa dannatamente bene
In conclusione, BIG 5 è un buon lavoro a cornice del grandissimo anno di Artie, che si riconferma tra i maestri del non dire niente ma dirlo bene. Le tracce non spiccano per picchi lirici o tematiche emotivamente struggenti, ma riescono a fare bene quello che Artie 5ive sa fare meglio: musica per divertirsi, grazie anche allo straordinario lavoro di Ddusi alle produzioni. Tra le barre più significative da questo punto di vista citiamo “Orologio giallo, fa pika pika” e la deilziosa “Sua figlia 21enne mi fa una s**a” detta in maniera randomica e completamente fuori tempo. BIG 5 è un progetto coerente e ben riuscito, seppur leggermente ripetitivo e non particolarmente diverso dai precedenti dell’artista. Ma per un ep uscito a pochi mesi di distanza dal disco, questo è un risultato più che discreto.










