Irama incanta il Forum di Milano

da | Mag 24, 2025 | #Cromosomiintour

Irama trasforma il Forum in un cuore che batte all’unisono: il 23 maggio a Milano, tra luci, lacrime e canzoni d’amore, ha raccontato tutte le sfumature di un sentimento eterno.

È un Irama in stato di grazia quello salito sul palco del Forum di Assago di Milano il 23 maggio 2025 per la tappa milanese del suo tour “Live 2025”. Un concerto che ha saputo unire spettacolarità e intimità, energia pura e momenti di toccante delicatezza, confermando l’artista come uno dei performer più completi della scena italiana.

L’apertura è affidata a un’intro cinematica in cui vediamo chiaramente Filippo dietro le sue intime parole. Si parte con “Bazooka” e poi “5 Gocce”. Si parla di amore, quel tipo di amore che ti resta addosso come un profumo, anche quando è finito. Parla di una dipendenza sottile, fatta di abitudini, sguardi, messaggi lasciati a metà. Cinque gocce non bastano a curare, ma servono a ricordare che certe persone non si dimenticano: si diluiscono dentro di noi, lentamente.

Segue “Ali “e Irama alterna successi intramontabili come “Senz’anima”, “Arrogante” e “Mediterranea” (quest’ultima arricchita da una performance scenografica con fuoco) a momenti più riflessivi, come “Tu no” e “Un giorno in più”, cantate in una suggestiva postazione sopraelevata.

C’è tutta la fragilità di chi vorrebbe solo un altro giorno, un’ora, un istante. Di chi si aggrappa ai ricordi perché la presenza è ormai un miraggio. Ascoltarla è come guardare una vecchia foto che non riesci a buttare. Consigliatissimo a chi pensa di aver superato una relazione: il concerto di Irama riapre ferite con stile. 

“Senz’anima” è il momento in cui capisci che amare non basta se dall’altra parte c’è il vuoto. Ogni parola è una cicatrice che si riapre, ma anche un atto di dignità.

Ma il cuore del live batte forte durante “Giulia”: qui Irama sorprende tutti invitando il pubblico a sedersi a terra, mentre lui si posiziona al centro dell’arena. Un momento sospeso, quasi sacro, in cui confessa che quella è una canzone “che non sa se farà mai uscire”. Un inedito, dunque, vissuto in una dimensione collettiva e intima al tempo stesso.

Irama fa ballare Milano con sonorità latine ed energia pura

Non mancano le incursioni latine con “Yo quiero amarte” ed “È la luna”, né la travolgente energia di “Pam Pam Pam Pam” e “Nera”. Altro momento clou: “Another Love”, cover del celebre brano di Tom Odell, eseguita insieme a una guest d’eccezione, Annalisa. I due si abbracciano in una sinergia vocale perfetta, facendo sognare il pubblico.

La parte finale è un crescendo: inizia “Goodbye”. Qui non si piange: si esplode. È la rabbia di chi deve andarsene anche se non vuole. Di chi ha dato tutto e adesso deve imparare a perdersi. Ma dentro quel goodbye c’è ancora amore, anche se fa male. 

“Baby”, “Galassie”, fino all’emozione pura di “Ovunque sarai”, cantata ancora una volta soprelevandosi. Non è solo una dedica a chi non c’è più: è un giuramento. Di esserci, anche quando si va via. Di portarsi dentro una persona come una preghiera silenziosa. E ogni volta che la canta, è come se ci dicesse che il vero amore non finisce, cambia forma. 

La chiusura è affidata all’inno generazionale “La genesi del tuo colore”, tra cori, applausi e una pioggia di coriandoli. È la rinascita, il momento in cui l’amore ti salva. Ti prende per mano e ti fa vedere il mondo con occhi nuovi. È luce dopo il buio.

Irama ha dato vita a uno show che è molto più di un concerto: è stato un racconto emozionale, uno specchio sincero della sua evoluzione artistica.

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