Welfare Pop è il primo Ep del collettivo più famoso di Italia, di quelli che “Lo Stato Sociale non esiste, allora lo facciamo noi”.
Era il 26 marzo 2010 il trio formato da Lodo Guenzi, Alberto “Bebo” Guidetti e Alberto “Albi” Cazzola debuttano con Welfare Pop, scaricabile gratuitamente dal loro Myspace.
Un piccolo Ep registrato con la lentezza della botta, sotto una quantità di alcol e THC senza senso. Andando in orari a caso in uno studio della Bolognina e facendosi venire a trovare da amici a caso che portavano il fumo, che svenivano sul divano.
Sono gli stessi regaz che in 10 anni di attività hanno come non mai dimostrato di saper fare di tutto, di aver voglia di cambiare, di provare, magari sbagliando, ma comunque buttandosi. Tentare di comunicare, di parlare con quelli lì fuori, con il loro pubblico da sempre, con coloro i quali lo sono diventati dopo “la vecchia che balla”. Addirittura con quelli a cui sono sempre sembrati degli scappati di casa che magari se la credono troppo e a cui continueranno a stare sul cazzo.
Welfare Pop è stato solo l’inizio di quello che oggi tutti noi conosciamo bene. Ad oggi, il collettivo vanta due EP, tre album, due romanzi, una graphic novel, un programma radiofonico su Radio2 e, da non dimenticare, una partecipazione al Festival di Sanremo che li ha visti sul podio con il secondo posto in classifica.
E’ come guardarsi da lontano
la coscienza era solo un vago riflusso mentale
io sono l’apatico
giro in tondo ma sono statico
- L’apatico è il primo singolo dell’album, un pezzo che sta bene su tutto, soprattutto nella quotidianità di ognuno di noi. Quando un po’ ci perdiamo, un po’ non ne possiamo più e soprattutto quando ci chiudiamo in circoli viziosi mentali che sono come un cane che si morde la coda e ci fanno stare fermi.
Sei bella da chiudersi in ascensore
con un testimone di Geova
- Febbre va a celebrare quella vena un po’ giocosa e tutto tranne che romantica peculiare nei loro racconti amorosi. Gli stessi di cui, una volta, Lodo Guenzi scrisse dicendo “Non ho mai scritto di amore”. Era forse solo attrazione o sesso?
E vediamo come fare per tornare a lamentarci
di un’altra giornata di merda che ho passato con te
sono storie d’altri tempi
abitudini e posti marci
meraviglie del mercato
arti sociologiche
- Pop ci racconta di quegli amori che in fondo ci hanno già stancato ancor prima di iniziare, quelli che sembrano qualcosa di così banale che quasi sfiora l’osceno. Amori fatti di parti già prestabilite.
La rima è facile: …motore
- On The Rocks un pezzo policromatico, a tratti incomprensibile. On the Rocks è pieno di casino e suoni tra loro a tratti contrastanti, un misto tra pop, rock, indie ed elettronica.
Si sarà una meraviglia
magari non è gay
però si fa le sopracciglia…
-
Magari non è gay ma è aperto è forse il fiore all’occhiello di questo Ep.
Perché doversi sempre prendere estremamente sul serio? Perché dover sempre toccare da lontano un argomento come quello dell’omosessualità? Ai regaz importa poco, e arrivano dritto al punto. Ci scherzano su, sembrano prenderlo poco sul serio, ma la verità è che dieci anni fa avevano le idee ben chiare perché sì, “Sono solo dettagli”.
Se non vuoi avere guai
e io mai ne vorrei
vieni a fare anche tu
la 626
- La 626 parla di un argomento sempre stato a cuore, fin dal primo EP, alla band e che ritroviamo oggi in ogni loro opera, che sia musicale o editoriale: il lavoro. Con la solita ironia e la sonorità buttata un po’ a casaccio, si immolano nel tema della sicurezza sul luogo di lavoro.
Sono cosi indie che ho iniziato a fare il dee jay
sono così indie e fra poco uscirà un ep!
- Sono così indie (demo). “Questo pezzo l’abbiamo scritto 10 anni fa e ci ha portato culo”, così è stato definito da Bebo durante il concertone del primo maggio del 2018. “Finalmente un po’ di autocritica nella sinistra italiana” aggiunge ironicamente Lodo durante l’esibizione. Penso di poter tranquillamente affermare che ai regaz siano sempre stati tutti un po’ sul culo tutti quelli che si sono sempre definiti indie. Avallando questa tesi, ad oggi, è davvero difficile definire un panorama indie chiaro.
E se fuori si muore
prova a spostare un po’ l’antenna
che qua giù non si vede
- Maiale (demo) è l’ultimo singolo dell’album, un pezzo che gioca tra luoghi comuni, detti che tutti conosciamo ed una più profonda verità nascosta. Tutto quello che facciamo e che pensiamo ci è indotto da un modello che abbiamo ormai assorbito, che abbiamo fatto nostro, che è diventato parte di noi.
Ascoltare Welfare Pop è come fare una chiacchierata tra amici.
Sì, ma tra amici di un certo livello. E’ un viaggio tra temi come quelli della sicurezza sul lavoro, la perdita di stimoli, l’omosessualità, l’autoironia e, anche un po’ di sana autocritica. Dieci anni dopo, niente di più attuale.










