Il 2019 è stato un anno incredibile per quanto riguarda il panorama indie italiano. Alcuni artisti si sono riscoperti, molti si sono rinnovati, altri ancora sono stati delle vere e proprie rivelazioni.
Oggi, come in un viaggio nel tempo, noi di Cromosomi cercheremo di stilare la top 10 degli album indie che ci hanno accompagnato nel caro e non così vecchio 2019.
10: Vivi Per Sempre (Canova)
Iniziamo il nostro viaggio a ritroso con i Canova. Alcuni li amano, altri li odiano ma ciò che è certo è che i Canova non possano passare inosservati. Nove canzoni, ognuna appartenente ad un proprio mondo ma che si ricollegano tutte alla stessa ed unica band. Il piedistallo dell’album spetta a mani basse a Shakespeare con la quale anche noi, così come loro, possiamo alzarci e “volare”.
9: Eman (Eman)
A primo impatto sembrerebbe un album dettato dall’egocentrismo ma è tutto fuorché questo. In Eman l’artista spogliandosi di se stesso si mostra come uomo facendo trasparire gli aspetti più profondi: i sentimenti, le paure, le incertezze, i dolori del cuore, tutto si mescola ad un velo di ricordi che accompagna il susseguirsi delle note. Lo stesso Eman, in una nostra intervista, ha definito l’album come bello e complicato: “bisogna ascoltarlo per capire, non si riesce a cogliere tutto con il semplice skip rapido.”
8: 2001/1002 (Psicologi)
Gli Psicologi sono stati, senza alcun dubbio, la rivelazione di questo 2019. In pochissimo tempo ci hanno regalato non uno ma ben due album che, “tra un calo di pressione e un calo di autostima”, li hanno fatti entrare meritatamente in questa classifica. Le loro canzoni sono forse l’innovazione che l’indie necessitava? Non spetta a noi dirlo ma Marco e Alessio sono destinati a sorprenderci ancora, ne siamo certi.
7: Tenebra è la notte e altri racconti di buio e crepuscoli (Murubutu)
Come da tradizione, Murubutu ci regala un altro “concept album” incentrato, questa volta, sul tema della notte. L’artista cura ogni dettaglio, niente viene lasciato al caso. Murubutu è un cantastorie e non si tradisce: le canzoni sono intrecciate tra di loro, i testi colmi di autentici riferimenti letterari, storici, filosofici ma, dopotutto, se intitoli una canzone Le notti bianche meriti a priori tutta la stima del mondo.
6: Hype Aura (Coma Cose)
Al sesto posto ritroviamo i Coma Cose con Hype Aura. Rimanendo fedeli a se stessi, i Coma Cose trascinano nel loro mondo fatto di giochi di parole, di significati nascosti e di accenti capaci di modificare ogni interpretazione. Nonostante le canzoni abbiano un certo adattamento, in Mancarsi trattano, per la prima volta, del loro amore mai del tutto definito. Nel loro album riescono a bilanciare perfettamente i sentimenti alla pura e semplice voglia di divertirsi il che, non è affatto banale.
5: Stanza Singola (Franco126)
A fare da spartiacque a metà classifica si posiziona, meritatamente, Franco126. E’ un album strano il suo: malinconico ma al tempo stesso dolce. L’amore viene osservato da tante prospettive ma è sempre ed unicamente vero, reale. Necessita di più ascolti per comprenderlo al meglio ma se desiderate lasciarvi andare e piangere, da soli o in compagnia, Brioschi e Stanza Singola vi attendono.
4: Iodegradabile (Willie Peyote)
Ci avviciniamo al podio e la situazione si fa interessante. Al quarto posto ritroviamo un artista che ormai si è confermato da tempo nel panorama musicale italiano. In Iodegradabile c’è il solito Willie Peyote forse un po’ più critico, pungente. In questo album descrive e contesta una società allo sbaraglio dove tutto sembra dettato da una superficialità perenne, la nostra quotidianità sostanzialmente, ma lo fa mantenendo sempre il suo stile impeccabile. Mango, Miseri e La tua futura ex moglie ne rappresentano le punte di diamante.
3: Natura Viva (Eugenio in Via di Gioia)
Sul podio ho messo loro. Si, nessuno se lo sarebbe aspettato ma credo se lo siano meritati. Ci avevano abituati piuttosto bene con Tutti su per terra ma qui è tutto diverso. La musica assume un altro gusto quando a suonare sono loro. Il ripetersi dei ritornelli che entrano in testa per non lasciarti più, il candore delle parole leggere ma che lasciano il segno, le critiche velate che solo loro sono in grado di costruire insomma, sono stati bravi e bisogna dargliene atto. Con loro potete perdervi sicuramente Altrove.
2: Post Punk (Gazzelle)
Nato come sequel di Punk, questo album ha convinto tutti. Malinconico e strappalacrime al punto giusto, il caro vecchio Gazzelle non si smentisce mai. L’amore è il tema dei testi, un amore doloroso che assume una sfumatura diversa in ogni canzone. L’empatia che si prova ascoltando l’album è unica e straziante: l’artista voleva coinvolgere il pubblico e ci è riuscito in maniera esemplare.
1: Fuori dall’Hype (Pinguini Tattici Nucleari)
La medaglia d’oro del 2019 spetta ai Pinguini Tatti Nucleari. Nel corso degli anni il gruppo bergamasco ci ha convinto con canzoni ed album di tutto rispetto. Fuori dall’Hype non è da meno, anzi è un capolavoro. Si può interpretare come un viaggio, un percorso nelle vite private del gruppo che si riconnettono a quella dell’ascoltatore. Quest’album è un insieme di cose: si ride e si piange, si grida e si sussurra, ogni canzone ha una propria valenza, rimane impressa, non si scorda più. Sono canzoni semplici da cantare su un palco, in mezzo alla gente, dopotutto non bisogna scordarsi che “la felicità sta dentro alle piccole cose”.










