Gli Zero Assoluto hanno sempre avuto la capacità di raccontare il quotidiano con una leggerezza malinconica che li ha resi unici nel panorama pop italiano. Il duo romano formato da Matteo Maffucci e Thomas De Gasperi, tornano con 5cm, il nuovo singolo uscito il 28 febbraio per Artist First. Un brano inedito che ha anticipato l’evento speciale “Milano canta gli Zero Assoluto” del 1° marzo all’Unipol Forum di Milano, una serata che si è svolta per celebrare la loro musica, diventata colonna sonora di intere generazioni.
Il titolo del nuovo singolo degli Zero Assoluto, 5cm, racchiude in sé un concetto tanto semplice quanto potente: la distanza tra due persone prima di un bacio, quel piccolo spazio carico di attesa, emozione, incertezza e desiderio. È un brano che non racconta una storia d’amore nel senso classico, ma piuttosto un momento sospeso nel tempo, un ricordo che riaffiora tra nostalgia e realtà.
Il pezzo nasce da una struttura narrativa immediata e spontanea: un dialogo via messaggio, frammentato e autentico, che si apre con un semplice “Oi, sei sveglio o stai già dormendo?”. È il tipo di conversazione che riporta alla mente le notti insonni passate a scambiarsi parole che sembrano banali, ma che in realtà nascondono emozioni profonde. La canzone cattura quella sensazione di rivivere momenti condivisi con qualcuno di speciale, di ritornare a quegli attimi fatti di musica accesa, serate tra amici, feste e piccole scuse per rimanere ancora un po’.
Gli Zero Assoluto, da sempre maestri nel trasformare frammenti di quotidianità in versi malinconici e melodie leggere, regalano un’altra fotografia di vita vissuta, di quelle che risuonano dentro ognuno di noi.
Nostalgia tra passato e presente in 5cm
“Oi, sei sveglio o stai già dormendo?”
È quel tipo di messaggio che si manda o si vorrebbe mandare a qualcuno con cui si ha condiviso un pezzo di vita. La mente corre veloce a “quelle stupide cazzate che solo noi”, perché i dettagli, anche quelli apparentemente insignificanti, sono quelli che restano più impressi.
E poi arriva la riflessione sul tempo:
“Che sembra ieri, è una vita fa
dodici gradi di felicità”
Un’espressione poetica, quasi matematica, per definire la nostalgia. Un tempo passato che si misura non in anni, ma in intensità emotiva. E nel passaggio successivo, l’amara constatazione:
“Ma come cambiano le cose
Dall’altra parte delle storie”
Un giro di parole che sottolinea la distanza tra il “prima” e il “dopo”, tra il ricordo e la realtà presente, tra quello che si era e quello che si è diventati.
L’atmosfera sospesa tra routine e poesia
Un’altra forza della canzone sta nella descrizione della quotidianità attraverso immagini semplici eppure dense di significato:
“La musica è accesa, la doccia, la spesa, la scuola è una scusa”
Questa sequenza di azioni comuni diventa il sottofondo di una riflessione più profonda. È il racconto di una vita che va avanti, con i suoi gesti ripetuti, mentre nella testa riaffiorano i ricordi di una storia passata. Ma il cuore della canzone si trova in quei 5cm, una distanza minima eppure infinita, carica di tensione emotiva. È il momento sospeso in cui tutto può succedere, il punto esatto in cui passato e presente si sfiorano senza mai toccarsi davvero.
“E la tua faccia l’hai lasciata là tra paranoie ed università
Tra magazzini vuoti e scale rotte”.
Emerge il senso di smarrimento che accompagna la crescita: le preoccupazioni, i cambiamenti, i luoghi che un tempo erano il centro del mondo e ora sono solo gusci vuoti. Ma forse la chiave per riconciliarsi con il passato sta proprio nel movimento:
“Sotto sotto lo sai più di me
che servirebbe un giro in macchina per ricordarci che è più bello di notte”
L’idea di prendere l’auto e lasciarsi guidare dai ricordi è un cliché romantico, ma funziona alla perfezione in un pezzo che fa della nostalgia il suo motore principale.
Gli Zero Assoluto in 5cm hanno sempre giocato con sonorità leggere e testi che oscillano tra introspezione e semplicità. Ci riportano in quei momenti di sospensione in cui si ripensa al passato con un misto di malinconia e dolcezza. 5cm è la colonna sonora perfetta per quelle notti in cui si torna a casa, la radio accesa, e si pensa a quello che è stato e a quello che, forse, avrebbe potuto essere.










