Joan Thiele ci regala Operazione Oro, un album che ci fa fermare in un momento in cui siamo obbligati a fermarci e a restare con noi stessi. Si apre con noi, mi lascia entrare nella sua intimità .
Ciò che percepisco in questo album, Operazione Oro, è una storia, che non mi appartiene in modo personale, ma sono racconti che mi son stati narrati. Mi sento come la sua confidente. Come la sua amica intima, di quelle a cui racconti dei tuoi demoni.
Mi racconta de Le Vacanze che faceva quando era piccina, e questa ne è la colonna sonora. Sono vacanze che durano una vita. Con quel ritmo calmo di chi racconta consapevolmente della ricerca di una stabilità autonoma, del volersela cavare da sola. Ma che al contempo sa che quando cadrà ci sarà sempre quella mano che la aiuterà a rialzarsi.
Io mi arrampicavo su quegli alberi cercando sponde,
ballavo in fondo al mare,
pensavo fosse più facile poi potere risalire ma poi ti ho vista arrivare e tu mi vieni a salvare
Racconta poi di questa lettera oltreoceano che avrebbe voluto mandare e che non ha mai mandato. Una lettera che parla di violenza, di fragilità . Di un papi che chiama Puta, poi?
Poi faceva un Padre Nostro, sai? Lui si sentiva a posto con sé.
No, non è colpa tua eri solo un po’ distratto.
Ora a messa non ci vado più.
Io prego per me, io prego per me
È un amore malato, che non si prende responsabilità , affida il perdono ad una religione. È come se lei lo perdonasse, volesse quasi giustificarlo, nonostante i segni sulla pelle che rimangono, nonostante lei voglia cambiare pelle. Chi non si è sentito chiamare o è stato trattato da Puta.
Le è rimasta comunque Sempre La Stessa. Come quando ti guardi allo specchio e ti riconosci, prendi confidenza col tuo viso. Conscia della sua identità .
Joanita, sei sempre la stessa anche se poi ti sembro diversa,
cambia lingua, non cambia la faccia
Con un suono più leggero, sembra faccia meno paura.
Poi si ferma, con L’Attesa si dedica una pausa di riflessione. Ricorda i suoni della sua Colombia.
Cambia. Ora annuncia la sua Operazione Oro. Quell’oro che risiede in tutti noi. Ora sa qual è. Si è ritrovata con il Viso Blu tra le mani. Come alla ricerca di acqua nel deserto inizia la ricerca della vera se stessa.
Sai, io mi sento diversa dall’altra me stessa di poco fa.
Ora mi prendo per mano, io mi porto lontano da me dall’altra me
Ormai sa quale strada le appartiene.
I miei passi non pesano più.
Sono leggera, leggera, volo sempre più su
Racconta di un amore alternato da amore e desiderio di stare insieme di due apparenti estranei. Due conosciuti che si guardano. Forse allora non lo sono per davvero. Forse allora è solo una mancata conoscenza approfondita.
Sei come sei, anche se non lo sai.
Siamo lingue che non si parlano, che si comprendono e poi si abbracciano
Sei come sei, anche se tu lo sai, siamo estranei che però si guardano, che si amano e poi spariscono
Come quella che puoi avere con un padre che sta lontano da te, tipo dall’altra parte del mondo. Magari un padre malato che prende le sue bambine, le Medicine. Immagino mi stia parlando del padre cantando
Sei un gran casino, baby, ma mi hai messo al mondo te
Ritorna Bambina riportando la memoria ai momenti in cui aveva paura. Con coraggio urla al mondo che
Voglio tornare bambina per fermare il tempo
Oggi mi sento così
Voglio tornare bambina per non cancellare
Ma che male
E con orgoglio ora urla al mondo che si è trovata. Ha trovato la forza di guardarsi dentro, di salvarsi. Da sola.
Farebbe bene farsi bene
Meno male già l’ho fatto io, l’ho fatto io
Porto avanti le stagioni col pensiero
Per vedermi sempre più
Cosi, conclude il suo album alla Operazione Oro con La Rivelazione.
Joan Thiele ha dato prova di fiducia nell’orecchio di chi ascolta. Si è spogliata di ricordi, di emozioni, e manda un messaggio. Un messaggio di forza e di coraggio nel non aver paura di chiedere aiuto, ed esporsi.










