Una voce raffinata, un’anima cosmopolita e un sound che intreccia elettronica, indie e influenze sudamericane: Joan Thiele è pronta a fare il suo esordio sul palco del Festival di Sanremo 2025 con il brano Eco. Un debutto atteso, che segna un nuovo capitolo della sua carriera e anticipa l’uscita del suo primo album in italiano, “Joanita”, disponibile dal 21 febbraio per Sony Music/Numero Uno.
Eco è un viaggio tra paure, identità e condivisione. Nel presentare Eco, Joan lo descrive come un brano carico di significato, un invito a guardare in faccia le proprie paure, affrontarle e superarle. Una dedica speciale a suo fratello minore, ma anche un messaggio universale sull’importanza di difendere le proprie idee e sul valore della condivisione. La canzone, scritta dalla stessa Joan, porta la sua firma anche in produzione, insieme a Emanuele Triglia.
Nata nel 1991 a Desenzano del Garda, con un’anima divisa tra Italia e Colombia, Joan Thiele ha sempre avuto un approccio alla musica libero e internazionale. Ha mosso i primi passi reinterpretando brani di artisti internazionali e condividendoli sulle piattaforme digitali, fino a catturare l’attenzione con la sua versione sofisticata e minimale di “Hotline Bling” di Drake. Da lì, il passo verso una scrittura più personale è stato naturale.
Nel 2023, il suo talento è stato premiato con un David di Donatello per “Proiettili“, brano realizzato in coppia con Elodie e colonna sonora del film “Ti mangio il cuore”, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.
Un Sanremo da vivere senza paura
Timida e sincera, ma con una grande voglia di mettersi in gioco, Joan Thiele ha deciso di affrontare questo Sanremo senza ansia da competizione, ma con il desiderio di esprimersi al meglio. Il suo debutto all’Ariston arriva dopo il singolo “Veleno“, un primo assaggio dell’universo di “Joanita”, album che promette di essere un ritratto autentico della sua evoluzione artistica.
Noi di Cromosomi l’abbiamo incontrata ieri negli uffici di Sony Music a Milano. Ci è apparsa emozionata, ma determinata: pronta a portare sul palco una parte di sé, con la sua musica e la sua voce. Ecco cosa ci ha raccontato!
Joan, sei per la prima volta in gara tra i Big a Sanremo. Cos’è per te questo debutto? Emozione, sfida o un nuovo inizio?
Sono felicissima di poter partecipare a Sanremo per la prima volta! Sto cercando di affrontarlo con una certa serenità e, soprattutto, con lo spirito di chi lo vive come un gioco. Lo vedo come una sfida e una grande emozione. Anche se, in generale, non sono una persona particolarmente competitiva, anzi, non lo sono mai stata, nemmeno a scuola! Ero sempre quella che prendeva il sei stiracchiato, senza preoccuparsene troppo. Per me, più che una competizione, Sanremo è un’occasione per portare qualcosa che sento davvero importante. È un’emozione gigantesca: già ora, a due settimane dal Festival, mi sento emozionata, quindi immagino che quando sarò lì sarà ancora più intenso!
Tre aggettivi per descrivere Eco?
Direi che Eco è sincera, arancione ed esplosiva.
Ci vuoi raccontare un po’ Eco, il brano in gara?
È un pezzo che farà parte del mio nuovo album “Joanita”, in uscita a febbraio. Parla di qualcosa di molto importante per me: il percorso personale, l’attraversarlo, il viverlo, il comprenderlo. L’ho scritto pensando a mio fratello, ma spero che tante persone possano ritrovarsi in questa canzone. È un brano che lascia spazio all’identità, perché credo sia fondamentale riconoscere chi siamo davvero e il nostro cammino.
Eco è il brano con cui ti presenti all’Ariston. Hai detto che parla di affrontare le paure e combattere per le proprie idee. Qual è stata la paura più grande che hai dovuto affrontare nella tua carriera?
La mia più grande paura è stata crescere.
Il palco di Sanremo è iconico, ma anche molto intenso a livello emotivo. Come ti stai preparando per questo momento?
Con ordine e disciplina. Ho un metodo preciso: sto facendo tanto sport, medito, passo molto tempo in studio e lavoro davvero tantissimo sulla musica.
Qual è il tuo primo ricordo di Sanremo?
Ne ho diversi, ma sicuramente Loredana Bertè con il pancione, anche se ai tempi non ero ancora nata! Ci sono video iconici che restano nella storia. E poi Anna Oxa, che è stata incredibile.
Canterai la serata delle cover con Frah Quintale, come mai questa scelta e come è nata questa collaborazione?
Ho voluto portare con me un amico, una persona che stimo tantissimo, sia a livello umano che artistico. Sentivo il desiderio di condividere questo palco con qualcuno della mia scena, perché penso sia bello vivere momenti così importanti con chi c’è sempre stato per te. E lui era la persona giusta.
Quanto pensi sia importante mantenere le proprie idee in un mondo sempre più omologato?
Le idee sono fondamentali, bisogna difenderle, perché sono l’eco di tante cose e hanno il potere di cambiare il mondo, nel bene e nel male. L’importante è che siano idee rispettose degli altri e che sostengano ciò che per noi ha valore.
Hai sempre dimostrato grande attenzione ai dettagli sonori. Se dovessi descrivere il tuo universo musicale con colore, quale sceglieresti?
Direi l’arancione, perché lo adoro! È uno dei miei colori preferiti.
Dopo Sanremo e l’uscita del nuovo album, cosa possiamo aspettarci? Live?
Voglio che il disco esca e portarlo dal vivo. E poi… ricominciare subito a scrivere nuova musica!
C’è un sogno artistico che vuoi realizzare?
Fare un disco interamente strumentale… per la gioia della mia casa discografica! Mi piacerebbe chiudermi in studio e suonare liberamente.










