Fumo passivo de I Giocattoli è fuori e non può che abbracciare questo nostro tempo.
Fuori la primavera si sta già facendo spazio, possiamo solo guardarla da lontano. Eppure, c’è qualcosa che sboccia e che possiamo tenere accanto a noi annullando le distanze: è Fumo passivo, il nuovo singolo de I Giocattoli feat. Management, che si fa spazio attraverso parole che ti attraversano gli occhi e ti portano esattamente nel luogo che vogliono evocare.
In un momento storico così delicato, in cui tutti ci sentiamo in bilico e contiamo con cura i passi da fare, Fumo passivo sembra incastrarsi alla perfezione tra la nostalgia e la necessità di contatto.
Cromosomi ha fatto loro qualche domanda, partendo dall’ultimo singolo per arrivare a scoprire anche qualcosa di più.
Ho scritto delle cose che vorrei dire ma aspetto, le tengo per me cantate nel vostro precedente singolo Tutto è sempre uguale. La situazione che tutti stiamo vivendo sembra quanto mai legata a doppio filo col vostro nuovo singolo Fumo passivo, il momento giusto per le cose che volevate dire. Com’è nato questo brano?
Questo brano in realtà è nato inizialmente come poesia molti anni fa e solo da quasi un anno l’abbiamo concepito come brano. Avevo pensato (Duilio, ndr) potesse essere il brano perfetto per descrivere l’inquinamento globale, ma poi con le ultime vicende sembra essere ahimè ancora più attuale. “Ci baceremo con maschere antigas dimenticando il sapore delle labbra”.
Tra le vostre canzoni abbiamo già potuto apprezzare un featuring con il cantante Cimini. In Fumo passivo invece il featuring è con il Management: come ha preso forma questa idea?
Con il Management siamo amici già da molto tempo. Quando abbiamo ultimato il provino della canzone abbiamo subito pensato a loro. Una volta proposta la canzone si sono visti subito entusiasti di collaborare e non possiamo che essere felici di aver fatto questa scelta, perché quel che è uscito fuori ci soddisfa moltissimo.
Il video di Fumo passivo è un corto animato che nasce da un’idea di Duilio e porta la firma di Carla Di Benedetto. Il modo di raccontare una canzone attraverso le immagini è sempre una decisione importante: da dove nasce la scelta di un video animato, diverso da tutti gli altri usciti finora?
La canzone nasce come visione di un futuro non troppo lontano ed è ricca di immagini ben chiare che volevamo rappresentare al meglio. Abbiamo pensato subito ad un video animato quindi, per poter rappresentare questo mondo al meglio. Carla è un’illustratrice fantastica, con una sua cifra stilistica già ben distinguibile ed abbiamo scoperto solo per caso che realizzava anche piccole animazioni. Così le abbiamo subito proposto di realizzare il video ed ha tirato fuori un lavoro a dir poco fantastico, la ringraziamo ancora per questo!
Ascoltando Fumo passivo, il primo pensiero che mi viene in mente è che nessuno si salva da solo. Abbracciami, ho paura di perderla cantate sul finire della canzone. Quanto è importante per voi il concetto di empatia e quanto si riflette nelle vostre canzoni?
Per noi è importantissimo. L’amore è la forza più forte che possa esistere in questo pianeta. C’è bisogno di questo per sopravvivere e di emozioni sincere. Siamo quindi legatissimi al concetto di empatia e si riflette spesso sulle nostre canzoni. Trovare qualcuno che possa capirci e che ami stare al nostro fianco è la ricchezza più grande dell’universo.
La produzione artistica di questo nuovo “capitolo” della vostra band, come lo avete definito voi, porta la firma di Alessandro Forte. Come descrivereste questa avventura?
Con Alessandro ci siamo trovati benissimo sin da subito. Stessi gusti musicali e stesso modo di divertirsi. Ha capito subito cosa volevamo da questo disco ed abbiamo lavorato in totale serenità al punto tale da diventare anche amici. Non possiamo che essere felici di aver scelto lui per questa produzione artistica.
Nel panorama indie attuale, così variegato, è molto importante riuscire a lasciare una chiara impronta all’orecchio di chi ascolta. Cosa distingue I Giocattoli dagli altri?
Sinceramente non saprei rispondere. Quello che posso dire però è che cerchiamo sempre di essere noi stessi in tutto. Di scrivere musica in maniera naturale, senza pensare troppo alle logiche di mercato. Abbiamo tanto da dire e vogliamo farlo in maniera sincera!
Su Spotify avete creato una playlist, IO RESTO A CASA, da ascoltare in questi giorni in cui ognuno di noi è obbligato a restare a casa per il bene di tutti. Ci dite qual è l’artista/il gruppo che maggiormente ha influenzato la vostra produzione musicale?
Ce ne sono tanti, è difficile da dire. Molto spesso le influenze sono anche “involontarie”. Per quel che mi riguarda (Duilio, ndr) il gruppo che per me è al centro di ogni cosa sono i Radiohead!










