“Solo un uomo” di Jeson tra ambivalenza e ambiguità

da | Apr 15, 2024 | Recensioni album

Solo un uomo, è il nuovo EP di Jeson, uscito il 12 aprile; tra passato e presente, accettazione e rifiuto, ambivalenza e ambiguità. Un particolare rilievo l’autore dà alla coscienza della musica che ogni cultura manifesta. Infatti Solo un uomo, EP dell’artista romano Jeson, si confronta con la mescolanza di generi che attingono alle culture […]

Solo un uomo, è il nuovo EP di Jeson, uscito il 12 aprile; tra passato e presente, accettazione e rifiuto, ambivalenza e ambiguità.

Un particolare rilievo l’autore dà alla coscienza della musica che ogni cultura manifesta. Infatti Solo un uomo, EP dell’artista romano Jeson, si confronta con la mescolanza di generi che attingono alle culture europee ed extrauropee.

Ma ancora una volta, come succede sempre più spesso nella musica italiana, si torna sulla questione tormentata della fase romantica che non riesce più in larga gamma a motivare consapevolmente riflessioni semiologiche, soprattutto se si considera che si tratta di un concetto proprio della musica quello di esprimere sentimenti.

Tuttavia, Solo un uomo tratta le precedenti questioni considerando l’ambivalenza e l’ambiguità della parola legata al suono tra demarcazioni di scrittura -come nel caso della prima traccia dell’EP- e trascrizione simbolica -come le successive due tracce-. 

Le ultime tre tracce pongono un’attenzione diversa alla gestazione della componente musicale che si eleva in maniera evidente.

L’armonia diventa più densa, gli accordi minori scavano nelle parole di Jeson la vera essenza dell’artista. Gli accordi di settima iniziano a creare appagamento e gli astri si allineano in favore di una penna che ora scorre veloce sul foglio. 

Molteplici fonti di ispirazione per Solo un uomo di Jeson

Jeson spiega che la focus track del suo nuovo EP è proprio l’omonima canzone Solo un uomo, una parola che un servo di Marco Aurelio gli sussurrava sempre all’orecchio mentre lo incensavano di lodi nell’antica Roma. Proprio per rimanere in tema con l’antica Roma e con il film che ha ispirato l’artista per il suo concept, apriamo una brevissima parentesi sui tratti che in comune descrivono la musica nell’antica Roma e quella di Jeson.

Roma è stata da sempre una città multietnica dedita all’accoglienza. Si può essere contrari o meno, ma la storia parla chiaro. E la musica altrettanto: i contadini durante le feste stagionali, i musici nei castelli e gli artigiani e i lavoranti al tempo delle feste patronali facevano musiche contaminate da poetiche e grammatiche assorbite in giro per i vari imperi.

Così, anche il nuovo EP di Jeson afferra culture come il rap, si appropria del soul con velature di R&B, cita il Gospel e amplifica il pop. 

Solo un uomo è un EP accogliente sotto tutti i punti di vista; ascoltandolo è come se la musica di Jeson divenisse anche spettacolo del corpo.

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