Venerdì 1 marzo è uscito il nuovo singolo del progetto musicale Karakaz, fondato e condotto da Michele Corvino: si chiama IO. E’ potente, drammaticamente sincero e profondo da far male allo stomaco.
La strumentale, con uno stile che ricorda quello dei Viagra Boys, attacca con un synth che già dai primi secondi lascia presagire un principio di esplosione. La tensione iniziale è tagliente, cruda e al limite dell’inquieto, per poi fare spazio a una voce che viaggia su un treno deragliante e pronto all’impatto. Il testo che ne deriva procede per sensazioni cupe, scoperchiando l’oscurità omertosa della mente, mettendo in luce il dramma personale spogliandosi di tutto, pezzo dopo pezzo. Come lo descrive Karakaz stesso, “IO esprime l’insoddisfazione, la paura del futuro e di non fare o non essere mai abbastanza. A volte credersi vittima e lamentarsi è la soluzione più semplice per non affrontare i problemi.“
A nostro avviso rappresenta un urlo di ribellione, un monito verso se stessi. Lo specchio di una generazione disillusa da tutto, alla quale sono state fornite tante risposte senza le domande necessarie, isolata e insicura, martoriata e condannata.
E IO di Karakaz è la pura e semplice bile che ne deriva.
Non voglio diventare grande, e poi morire di tristezza
Non voglio diventare grande, diventare grande, io voglio essere
IO, IO, IO, tutti tranne, IO, IO ,IO, IO
Questo brano esce dopo i singoli Essenza nucleo e Teatro dell’assurdo. Un 2024 che inizia molto ispirato per Michele Corvino, che d’altronde non ha mai smesso di dedicarsi al suo progetto che ormai porta avanti da un po’ di anni. Sempre e comunque in modo personale, fuori da ogni tipo di logica di mercato, rimanendo fedele a ciò che vuole essere, a ciò che vuole comunicare e diffondere. Per sé e per chi lo ascolta.
Vi invitiamo ad ascoltare questo pezzo. Provate a digerirlo, immergetevi nel fango e uscitene stravolti. Mescolatevi con il fetore dei reietti, senza pregiudizi o sguardi precompilati. Spogliatevi di tutto, lasciatevi tagliare il trucco.










