Vale LP, classe ’99, è un’artista di origini napoletane. Si trasferisce ben presto nel casertano dove vive la sua adolescenza ed è proprio in provincia che la sua passione per la musica e la scrittura diventano condizione essenziale per comunicare a se stessa e poi agli altri ciò che prova, poiché frenata da un senso costante di incomprensione e inadeguatezza con gli altri.
Abbiamo avuto il piacere di incontrarla per fare due chiacchiere sulla sua vita, sul suo primo EP e sono felice e i progetti futuri.
Ciao Vale, come va? Come stai vivendo l’arrivo dell’estate?
Io sto bene, sto vivendo questo periodo molto bene, io amo il caldo. Sono nata a Napoli e per me il sole e il calore sono linfa vitale. In più è uscito il mio primo EP e sono davvero tanto felice.
Per iniziare vorrei che mi parlassi un po’ di te, vorrei che ti presentassi e ti raccontassi a chi magari ti scopre adesso per la prima volta. Cosa pensi sia importante sapere su di te?
Sono una ragazza di ventitré anni che ha il sogno nel cassetto di fare la cantante da sempre. Sin da piccola avevo una passione per la scrittura, che per me è stata sempre una sorta di via di fuga, una passione che pian piano si è riversata sulla musica: ero una di quelle bambine che fingeva di essere su un palco con il microfono in mano. Questo bisogno di scrivere e cantare si è amplificato quando ho conosciuto Angela, Lil Jolie, che per me è una grande amica, una sorella quasi. Condividevamo la passione per la musica e abbiamo iniziato a lavorarci su, senza aspettative, con solo un sogno in mano. Era il 2018, l’anno in cui la piattaforma SoundCloud catturava l’attenzione di tutti, permetteva a chi scriveva o produceva di farsi conoscere, non a caso è stato un trampolino di lancio per molti degli artisti della scena attuale. Anche noi facevamo musica e la pubblicavamo, sempre senza aspettarci nulla, fino a quando non siamo state notate. Mi sono resa conto di voler dare tutta me stessa a questo progetto ed è così che ho iniziato a lavorare con vari professionisti, oltre che con un management. Ben presto si è presentata l’occasione di presentarmi a X Factor: ho sempre pensato fosse un tipo di esperienza lontana da me, però in quel momento della mia vita sentivo di voler fare qualcosa di più, di mettermi in gioco il più possibile e ho pensato fosse il contesto giusto per farlo. Conservo dei bei ricordi di quell’esperienza, è stato infatti stimolante e produttivo lavorare ogni giorno su me stessa, oltre che con dei professionisti, mettermi alla prova e fare i conti con i giudizi della gente.
Parliamo ora della tua musica. Il 30 giugno è uscito il tuo primo EP, che contiene quattro brani che abbiamo avuto modo di conoscere in passato e due inediti. Ti va di parlarcene?
Tutti questi anni, da quando ero in stanzetta a fare musica con Lil Jolie ad ora sono racchiusi in questo EP. Rappresenta la mia crescita, la mia identità musicale. L’EP è la chiusura di un viaggio durato quattro anni, parla delle mie esperienze, delle persone che ho conosciuto e che mi hanno aiutata. Oggi sono questa, so cosa posso dare agli altri e voglio continuare a farlo con la mia musica. Lo immagino come un insieme dei pezzi che hanno composto la mia vita fino ad ora e che sono essenziali per capire chi sono oggi, per questo sono presenti dei brani vecchi oltre agli inediti. Ogni brano rappresenta una parte di Valentina, c’è tutta me stessa in questo progetto. CHÉRI, ad esempio, rappresenta la mia partenza, il momento in cui ho capito che la musica era tutta la mia vita, l’inizio del mio viaggio. Porcella è stato un esperimento stilistico che racconta di me e delle mie radici, è stato ispirato dalle tradizioni e dal luogo da cui provengo, oltre che dalla mia vita personale. Giardino è stato il primo brano che ho scritto dopo X Factor, un modo per esprimere chi fossi e la voglia di superare i miei limiti. Saliva rappresenta una scrittura più consapevole, interiorizzata, va più nel profondo della mia essenza. Infine, ci sono Cosa mi fai? e Nessuno scopo che rappresentano invece la conclusione di questo progetto, anche se sono i primi brani dell’ep. In particolare in Nessuno scopo parlo della fine di questo viaggio come l’inizio di una nuova consapevolezza e rifletto sul viaggio stesso, sulle emozioni provate, sulle esperienze vissute.
C’è un brano a cui sei a cui sei più affezionata? E se sì, perché?
Sono tutti importanti in un modo o nell’altro, perché appunto rappresentano una parte di me. Forse quello che ritengo più speciale è Giardino, perché è un brano che non mi stanca mai, ogni volta che lo ascolto o lo canto mi lascia una sensazione magica, ne sono molto affezionata.
Parliamo dei live adesso. Il 16 luglio sarai al Pinewood Festival all’Aquila. Sei emozionata? Cosa ti aspetti?
Sono molto felice al riguardo, sarà una bella esperienza e soprattutto una grande opportunità. Ho avuto modo di essere diverse volte su palchi grandi e importanti, tipo il Rock in Roma l’anno scorso, e sinceramente la vivo bene, darò il massimo come sempre. Se devo essere sincera sento maggior pressione all’idea di cantare in situazioni più piccole, magari con gente che è venuta a vedere solo me, perché quelle persone sono lì e si aspettano qualcosa, quindi sento la responsabilità di non deluderne le aspettative. Al riguardo un po’ di tempo fa, mentre ero in studio a fare delle prove per dei live, una persona che per me è super speciale mi disse “Valentina ricordati che per muovere tante persone non ci vuole nulla, ma farlo con tre è più complicato, ci vuole passione e profondità, bisogna avere qualcosa da dire” e quello ha cambiato molto il mio modo di vedere e vivere i live.
Ci sono altri live in programma?
Ci stiamo lavorando. Vorrei poter suonare ovunque, perché per me è davvero la cosa più speciale di questo lavoro, però in questa fase della mia vita preferisco la qualità alla quantità e quindi suonare dove c’è qualcuno che vuole ascoltare quello che dico.
L’EP è il risultato della prima parte del tuo percorso e tu stessa hai detto di avere ancora tante cose da cantare. Parliamo quindi di futuro: quali sono i prossimi passi?
L’EP rappresenta la definizione di chi sono e di quello che sarò in futuro. Ho capito che la musica è il centro della mia vita e ho messo da parte le cose che ho capito essere inutili. Fino a qualche tempo fa la musica per me rappresentava un sogno da rincorrere, ora sento che mi accompagna per mano. Ho fatto degli incontri speciali, sto lavorando con gente che ammiro e stimo e mi sento onorata nel farlo. Adesso so chi è Vale LP, so che ho ancora tanto da dire e da dare e non vedo l’ora di farlo.










