Quattro chiacchiere con Lil Jolie: da SoundCloud al successo

da | Mag 27, 2021 | Interviste

Angela Ciancio, in arte Lil Jolie, è una giovane artista classe 2000, originaria della provincia di Caserta. La cantautrice campana si racconta a noi di Cromosomi: dalla prima chitarra al contratto con la Warner. Ciao Lil Jolie, anzi, Angela! Partiamo subito dicendo che sei giovanissima, hai solo 21 anni, quindi la prima domanda che sento […]

Angela Ciancio, in arte Lil Jolie, è una giovane artista classe 2000, originaria della provincia di Caserta. La cantautrice campana si racconta a noi di Cromosomi: dalla prima chitarra al contratto con la Warner.

Ciao Lil Jolie, anzi, Angela! Partiamo subito dicendo che sei giovanissima, hai solo 21 anni, quindi la prima domanda che sento di farti è: com’è nata la tua passione per la musica?

Da piccola, precisamete a 5 anni, mio nonno mi regalò una chitarra e da lì non ho più smesso di suonare, di cantare. Mi iscrissi pure ad un corso di chitarra uno o due anni dopo averla ricevuta. E’ successo tutto all’improvviso!

Sei di Caserta, ma durante l’adolescenza hai iniziato a spostarti verso Napoli. Avevi già iniziato a fare musica in quel periodo?

Io mi spostavo a Napoli perché non avevo tanti amici a Caserta, non mi trovavo bene con le persone del mio paese. Avevo un gruppo di amici a Napoli e ci riunivamo spesso e volentieri il sabato pomeriggio. Un giorno di quelli un mio amico produttore mi fece ascoltare alcuni suoi beat e da lì in poi iniziai ad andare a Napoli per fare musica insieme a lui. Diventò una vera e propria routine, ogni sabato pomeriggio ci chiudevamo in casa per scrivere, registrare.

La scena italiana si sta aprendo solo negli ultimi anni alle donne che fanno il tuo stesso genere. Pensi che l’essere donna e l’urban, l’R&B, siano due rette parallele in Italia? Hai mai subito discriminazioni, anche solo sui social, per questo motivo?

All’inizio per questa cosa ci soffrivo parecchio, leggevo vari commenti di alcuni utenti su gruppi Facebook trap/urban in cui mi sminuivano, offendevano, quindi sì, ho subito discriminazioni. Ora, onestamente, non mi interessa nemmeno sapere cosa la gente scrive su di me. Ho superato questo periodo! Però sì, ricordo addirittura che non sapendo cosa fare chiedevo al mio manager dei consigli su come e se rispondere, perché alla fine, loro vogliono solo questo: attirare la tua attenzione.

Quando hai iniziato a pubblicare i tuoi primi pezzi su Souncloud come Lil Jolie avresti mai pensato di arrivare fin qui?

Assolutamente no! Ricordo che mio padre mi regalò, per la promozione al quarto liceo, una scheda audio ed un microfono. Andammo ad un negozio vicino casa e gli dissi chiaramente “Pa’, io voglio cantare, voglio pubblicare le mie canzoni”. Da allora iniziai a registrarmi a casa da sola con basi prese da YouTube, scrivevo un pezzo e dopo mezz’ora stava già online. Non avrei mai potuto immaginare tutto quello che poi è successo, non l’ho fatto assolutamente con nessuno scopo, volevo solo divertirmi.

Quindi i tuoi ti hanno appoggiato in questa scelta?

I miei non si aspettavano minimamente una cosa del genere. All’inizio quando ho iniziato a viaggiare, dopo l’arrivo delle prime proposte discografiche, loro erano molto preoccupati, dopotutto avevo solo diciotto anni! E’ stato difficile farglielo realizzare, ma adesso sono i miei fans numero uno!

Sei stata contattata da Close Listen dopo averti sentita su SoundCloud, hai intrapreso un po’ di collaborazioni da lì a poco, qual è stato il momento preciso in cui hai pensato:“Ok, forse ce la posso fare”?

Forse è stato proprio quello il momento: quando Close mi ha scritto. Io ero super fan della Tauro e ricevere un suo messaggio ha mandato il mio cervello in tilt per qualche secondo. Poi lui mi ha fatto conoscere il mio manager, lì davvero ho pensato “forse stiamo muovendo qualcosa!”.

Nel tuo primo singolo ufficiale Farsi Male parli di una storia finita male, la quale ti ha portato a soffrire d’ansia. Che cosa consiglieresti ai ragazzi che si trovano in questa situazione e che non riescono a lasciar andare un amore tossico? Prima o poi ci passiamo tutti.

Per me quello di Farsi Male è stato un periodo davvero triste (che attualmente ritengo superato, fortunatamente). Io consiglierei di trovare una distrazione e non commettere il mio stesso errore di rimurginarci troppo. Io ho passato un anno, forse anche di più, a pensare la stessa cosa. Stavo entrando in un loop di pensieri negativi, mi stavo letteralemente autodistruggendo. Mai mettersi in secondo piano, anzi, se avete una passione distraetevi con quella: scrivete, cantate, suonate.
Io, guardandomi indietro, mi ritengo cresciuta, non solo personalmente, ma anche a livello musicale. Paradossalmente, anche quel periodo mi ha aiutata molto.

Tra le collaborazioni recenti, spicca quella con Ketama. Come lo hai conosciuto? E perché hai scelto proprio lui per Panico?

Con Ketama ci conosciamo da due anni, abbiamo il manager in comune. Ci siamo spesso trovati a cena insieme oppure in giro per Roma, a me è sempre piaciuto molto musicalmente. Quando ho scritto Panico mancava proprio una strofa per chiudere il pezzo e dissi subito al mio manager:”Ma questa canzone potrebbe piacere a Piero?”. Il beat è abbastanza rock/punk e mi sembrava fosse adatto al tipo di musica di Ketama. Gli girai il pezzo direttamente su Whatsapp, pensai: “Ecco, se non risponde vuol dire che non gli piace proprio”, invece gli piacque e mi inviò la strofa poco dopo. Stava per concludersi la quarantena dell’anno scorso, urlai per casa ed ero felicissima.

Proprio qualche giorno fa, invece, è uscito un pezzo con Carl Brave, Regole, com’è stato collaborare con lui? Vuoi raccontarci un aneddoto divertente nato da questo feat?

Io e Carlo ci siamo conosciuti l’anno scorso ad una festa e ci siamo scambiati i numeri di telefono. Quando sono stata in studio con lui per ultimare il brano, mentre ascoltavamo la canzone in loop, arrivati al momento in cui lui dice “Tu chiama l’ambu” (l’ambulanza) disse:”Ma perché non ci mettiamo una sirena qua?”. Aggiungere i suoni realistici è stato molto divertente, anche il fatto che si sia registrato le doppie voci più alte delle voci normali, poi sentire il suo “EHI” iconico da vicino è stato bellissimo.

C’è qualche altro artista italiano con cui ti piacerebbe collaborare?

Ascolto tanto cantautorato, vorrei conoscere Elisa Toffoli e magari farci un pezzo insieme. Sarebbe il sogno di una vita!

Se invece dovessi pensare più in grande, quale artista internazionale sceglieresti?

Direi The Weeknd!

Quali sono i progetti futuri di Lil Jolie?
Ci sarà un album o un EP che conterrà tutte le tracce uscite o ci sorprenderai con qualche nuovo inedito?

In programma c’è un EP o un album che racchiuda tutto quello fatto finora, che per me è un capitolo. Io scrivo tantissimo, ho davvero molti pezzi sul mio pc, voglio farveli ascoltare, non voglio che rimangano lì.

Quando ti piace scrivere? Cosa ti ispira? Parti prima dal testo o immagini una base per poi iniziare la stesura del brano?

Di solito quando voglio scrivere un pezzo ed ho appena vissuto una giornata pienissima, non vedo l’ora di tornare a casa e buttare giù qualcosa. O chiamo i miei produttori e dico loro di mandarmi un beat oppure, se non è possibile, ascolto tanta musica e inizio a canticchiare registrando tutto nelle memo vocali, così posso riascoltarle in studio.

Ti ispiri a qualcuno in particolare?

Come punto di riferimento musicale, per i miei testi, mi son lasciata ispirare dai cantautori del passato. Da poco è morto Franco Battiato, uno degli artisti preferiti di mio padre, che sin da piccola ho ascoltato molto. Per il sound influenze prettamente americane e dagli artisti oltreoceano. Mi piace mischiare le due cose.

Qual è il palco a cui aspiri di più e come immagini Lil Jolie tra 10 anni?

Il palco a cui aspiro di più è l’Arena di Verona. Tra dieci anni mi vedo fare gli stadi. Spero di realizzare tutto quello che ho in mente, perché voglio realmente vivere di questo.

A livello di live penserai anche tu ad organizzare qualcosa, come stanno già facendo molti dei tuoi colleghi?

Io non vedo l’ora di suonare, se posso suonare, suono ovunque! L’adrenalina che ho prima di salire sul palco non è paragonabile a nulla.

La Playlist di Cromosomi