“Cartoni” dei Santateresa è il decadentindie

da | Mar 28, 2023 | Recensioni singoli

I Santateresa pubblicano il loro secondo singolo, Cartoni, un brano intenso, colmo di pathos e che graffia l’anima. Cartoni è il contrappasso dei Santateresa in cui l’avvolgente e armonica melodia si contrappone nettamente al testo malinconico e tagliente. La band cosentina segna questo limes che nel mondo musicale si era perso con una forte idea […]

I Santateresa pubblicano il loro secondo singolo, Cartoni, un brano intenso, colmo di pathos e che graffia l’anima.

Cartoni è il contrappasso dei Santateresa in cui l’avvolgente e armonica melodia si contrappone nettamente al testo malinconico e tagliente.

La band cosentina segna questo limes che nel mondo musicale si era perso con una forte idea di contrasti tra parole e musica. Il disegno di Cartoni è quello di una società giudicatrice. E’ un insieme sociale in cui le ansie, i malumori e i sentimenti canonicamente sono condannati. Vi è una crisi d’identità in cui l’accettazione di sé e delle proprie inclinazioni diventa uno strumento di distruzione.

Un sistema che perde la sua principale funzione di processo vitale e positivo. C’è una maturità artistica da parte della band cosentina in Cartoni: strutturare un ritmo inversamente proporzionale al tema è un vero e proprio esercizio artistico.

“viviamo grandi amori

che durano due minuti

ancora meno delle canzoni

beviamo anche le delusioni

e ci disegnano in faccia un sorriso proprio come nei cartoni…”

La canzone nei temi è decadente. L’epicentro silenzioso è una situazione di non ritorno da cui è pressoché impossibile uscire.

Complesso è, al contempo, sbrogliare le sovrastrutture che sono imposte dalla società. Molto melodico è il bridge forsennato nella parte finale della canzone in cui vengono riassunti essenzialmente i punti finali del brano. Una serie di fotografie scattate in movimento in cui la vita diventa un’istantanea di piccole e tristi emozioni.

“sta volando il tempo, sto piangendo spesso, sto perdendo il senso dell’orientamento.

Non ci sto più dentro, cado e non mi reggo, sta partendo il treno mentre resto fermo,

sta facendo notte, mi hai messo alle strette, il duca grida forte e chiede sigarette,

ti aspetto alle 7, lanci già saette, il mondo non mi sente, non può farci niente…”

Cartoni è l’identità dei Santateresa. Una vera e propria esplosione di missili balistici in note. Un bel brano che abbraccia e avvolge il diverso modo di comprendere e capire la società. La band si incunea, infine, in un contesto musicale più ampio e reale e molto meno distaccato dal racconto e dalle situazioni verosimili. In ultima battuta si cita l’attenzione alla copertina: un volto bianco, ormai deturpato, privo della sua purezza, contaminato dalle mode dei tempi.

Come se quel viso stesse ad indicare il rapporto dicotomico tra il dentro e il fuori, il sacro e il profano, l’introspezione e l’estrema esposizione che oggi ci viene quasi imposta. Una società basata sull’apparenza, che poco bada alla sostanza.

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