Figli del futuro è l’urlo della generazione di MOBRICI

da | Mar 8, 2023 | Recensioni singoli

Un po’ nostalgici lo siamo tutti, sempre. In molti rimpiangiamo i bei tempi di Avete ragione tutti dei Canova, o dei Thegiornalisti prima dei successi radiofonici. Lo so, anche tu che leggi in questo momento, se sei su questo sito. Ma ci pensa MOBRICI. MOBRICI soddisfa questa nostra voglia: il 3 marzo fa uscire Figli […]

Un po’ nostalgici lo siamo tutti, sempre. In molti rimpiangiamo i bei tempi di Avete ragione tutti dei Canova, o dei Thegiornalisti prima dei successi radiofonici. Lo so, anche tu che leggi in questo momento, se sei su questo sito. Ma ci pensa MOBRICI.

MOBRICI soddisfa questa nostra voglia: il 3 marzo fa uscire Figli del futuro, il suo nuovo singolo.

Prendi fiato. Fai un respiro profondo. Chiudi gli occhi. Hai 17 anni (o almeno, li avevo io quando ho conosciuto i Canova), sei in cameretta con le cuffie nelle orecchie. Premi play sul cellulare e vieni travolto dall’allegria e dalla spensieratezza di Portovenere.

Ma questa è la recensione di Figli del futuro!

Lo so, ma la sensazione che mi ha dato è stata la cara, vecchia e piacevole di una volta. Il ritmo così upbeat, un indie pop colorato e corale: MOBRICI ci sa fare da sempre. Anche questo pezzo è tutto da cantare, in macchina, sotto la doccia, con gli amici, alle feste, da soli, in cameretta, mentre si fanno le pulizie, mentre si va in bici. Ovunque.

Come al solito, dietro le sonorità bubblegum e vivaci sta un testo parecchio in contrapposizione. Questa volta, MOBRICI ci parla di un problema che non affligge solo lui, ma una generazione intera, quella dei Millennials. Ma anche la Generazione Z sta iniziando ad affacciarvisi, a dirla tutta.

La questione principale è quella della famiglia di oggi, dei famosi Figli del futuro, che forse non esisteranno mai.

Noi siamo tutti figli di qualcuno, come dice il cantautore. Tutti i nostri genitori hanno potuto fare dei figli, dopo aver trovato una sistemazione stabile e un lavoro più o meno sicuro. Non lo stesso potremo dire noi, probabilmente. Con la precarietà che attanaglia le nostre esistenze, molto più di quella che avevano i nostri genitori e i nostri nonni, non è facile fare nulla. Né mettere su famiglia, né accasarsi, né fare programmi a lungo termine.

La precarietà ci ammazzerà, o forse no. Come dice MOBRICI, forse è meglio dimenarsi un po’. Vabbè, balliamo.

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