«Squadra che perde non si cambia»: parola di Tananai a pochi giorni dal ritorno sul palco dell’Ariston 

da | Feb 4, 2023 | Interviste

Abbiamo incontrato Tananai in occasione della presentazione stampa del brano in gara alla 73esima edizione del Festival di Sanremo dal titolo Tango. Alberto inizia a familiarizzare, non solo con l’idea di tornare sul palco che un anno fa l’ha visto esultare in ultima posizione, ma anche con lo scenario dell’incantevole Città dei Fiori. La venue […]

Abbiamo incontrato Tananai in occasione della presentazione stampa del brano in gara alla 73esima edizione del Festival di Sanremo dal titolo Tango. Alberto inizia a familiarizzare, non solo con l’idea di tornare sul palco che un anno fa l’ha visto esultare in ultima posizione, ma anche con lo scenario dell’incantevole Città dei Fiori. La venue dell’incontro, infatti, è un “giardino” al coperto nel cuore della city: il Mint Garden Cafè in Porta Venezia a Milano: un intimo bistrot dove fiori e piante ricreano la giusta atmosfera preFestival.

«Sono felice di essere qui stasera perché il mio archivio Instagram mi ricorda che un anno fa come oggi andavo a Sanremo a fare la performance migliore della mia vita.»

Spirito sagace e ironico, occhi espressivi: Tananai piace e ha fatto di queste peculiarità la chiave del suo successo generato da un preliminare, apparente, flop sanremese. 

«Il mio modo di essere rimane quello perché è difficile cambiare a 27 anni per quanto, comunque, sia stato un anno intenso. Sono l’Alberto che è arrivato sul palco l’anno scorso con un po’ di consapevolezza in più. Però, tendo a tenere separate la mia musica dal mio modo di pormi per quanto so che, in realtà, le due cose vanno a braccetto: ed è stata anche la mia fortuna l’anno scorso.»

Certamente un anno intenso: RAVE, ECLISSI primo album di inediti certificato disco d’oro, la hit ABISSALE disco di platino, SESSO OCCASIONALE doppio disco di platino e BABY GODDAMN triplo disco di platino. Artista multiplatino, insomma, che non si spoglia però della naturalezza e di una certa incoscienza rispetto a ciò che sta facendo.

«Oggi prendo più seriamente questa esperienza, non che prima non lo facessi, ma magari non lo facevo nel modo giusto. Sono contento di tornare a Sanremo perché quest’anno son successe tante cose. Sono andato molto in giro e, soprattutto, ho tenuto fede alla promessa fatta all’ultima serata del Festival quando ho detto che avrei preso lezioni di canto. L’ho fatto.»

Se Alberto si dice maturo e consapevole rispetto all’anno scorso, lo stesso possiamo dire del suo brano in gara. Tango è scritto da Tananai in collaborazione con Paolo Antonacci, Alessandro Raina e Davide Simonetta che affianca Alberto nella produzione. Lontano da SESSO OCCASIONALE nel contenuto e nel sound, che si avvicina alla musica pop inglese contemporanea e impreziosito da una grande componente orchestrale.

«Sono contento di portare sul palco un pezzo in cui credo molto che è diametralmente opposto a quello che ho fatto l’anno scorso perché diciamo che sono figlio del mio tempo, no? Lo scorso Sanremo volevo portare una completa leggerezza, la voglia di dimenticarci che avevamo passato due anni in pieno covid, quindi volevo portare puro intrattenimento. Quest’anno, invece, che è tornato tutto alla normalità ho avuto modo di guardarmi dentro quindi di ritornare a fare canzoni più introspettive. Sono tra l’altro felice che ho iniziato a fare questo con ABISSALE. Dopo SESSO OCCASIONALE, BABY GODDAMN, LA DOLCE VITA e PASTA avevo bisogno di ritornare a quella dimensione lì che, poi, alla fine è la dimensione dove io mi trovo più a mio agio proprio perché penso che per quanto in realtà io sia molto leggero, un po’ un cazzone nella vita di tutti i giorni, ho bisogno di controbilanciare con le altre robe.»

Brano dal carattere introspettivo e un nuovo approccio alla scrittura mai sperimentato prima d’ora: Tananai non parla in prima persona, ma racconta di uno dei temi forse più contemporanei: la distanza fisica, ma anche emotiva nelle relazioni. 

«Tango parla di una relazione a distanza, anche nella stessa città perché la distanza molte volte è proprio una concezione mentale più che una questione di kilometraggio. Quindi porto sul palco questo Tango che non ha niente a che vedere alla fine con un tango. Sono contento perché è la prima volta che scrivo un pezzo in cui non parlo di me in prima persona ed è una cosa che avrei sempre voluto fare, ma che non sono riuscito a fare all’interno di RAVE ECLISSI. Era quasi una sfida, per me, riuscire a parlare di situazioni che non avevo vissuto. Quando poi arrivò la domanda fatidica: “Ma ci presentiamo a Sanremo?” Per me era fondamentale portare qualcosa in cui credessi, avere un pezzo di cui  andassi fiero perché per via di quello che è successo l’anno scorso e, per via di quello che è successo durante quest’anno, mi sono reso conto che le cose arrivano con tanta velocità e con altrettanta velocità possono sfumare quindi non mi corre dietro nessuno…bisogna far le cose sensatamente e lanciarsi quando si hanno le carte giuste: e Tango, credo sia la carta giusta perché porto una versione di me che non ho mai espresso prima e che non sono riuscito a fare neanche nell’album.»

Dirige l’orchestra il Maestro Fabio Guriàn, come l’anno scorso. 

«Sì, come l’anno scorso. Anche il team autoriale è lo stesso: squadra che perde non si cambia!»

L’incontro ha in serbo una sorpresa: all’immancabile domanda relativa alla serata delle cover,  Alberto accentua un sorriso ammiccante e si appresta a “scarcerare”, finalmente, Biagio Antonacci dallo sgabuzzino (considerando che la venue del nostro incontro è un bar) che, una volta fuori, ci parla con tanto affetto di Tananai e della collaborazione.

Biagio Antonacci: «Vabbè comunque non volevo fare quello che sbucava all’improvviso e che se la tira!» 

Tananai: «Eh ormai l’hai fatto! Però, eri in uno sgabuzzino di 3mq.»

È risaputo: la serata delle cover è la più attesa! Tananai porterà la sua versione di Vorrei cantare come Biagio di Simone Cristicchi accompagnato da Don Joe, storico componente dei Club Dogo e l’ospite d’eccezione sarà, dunque, Biagio Antonacci.

Tananai: «È nata così…noi del team parlavamo di che cosa fare la serata delle cover e sono uscite diverse idee, ma poi ho pensato: “Vabbè raga quanto spaccherebbe…Vorrei cantare come Biagio con Biagio Antonacci!” e loro si son messi a ridere. Alla fine abbiamo sentito qui il Biagione nazionale ed eccoci qua! Per me è un sogno.»

Biagio Antonacci: «Tananai ha l’energia giusta! Un ragazzo di 27 anni che ha preso la musica con leggerezza che secondo me è proprio il picco più alto del sentimento…e lui ce lo ha fatto vedere l’anno scorso arrivando ultimo e voi sapete, poi, il percorso che ha fatto quest’anno. Tananai mi ricorda il Biagio giovanissimo che faceva le cose, ma non si rendeva conto di quello che stava facendo. E questa è una grandissima cosa perché poi gli artisti, invecchiando, perdiamo questa leggerezza. Però, io canterò con te questo pezzo perché so che mi sentirò leggero, forse riusciremo a volare in quel momento.»

Tananai: «Vabbè io sto iniziando già a volare adesso. Sono stracontento di fare questa cosa con te e con Don Joe. Per me siete stati due capostipite.»

Biagio Antonacci: «Sono venuto qua stasera per dirvi quanto sono felice! Io a Sanremo ho fatto tutto: il Giovane nell’88, il Big nel ’93, tre volte il Super Ospite e mi mancava essere ospite della cover e mi piace il fatto che ci ha pensato lui. Ciao e buon lavoro a tutti! Torno nello sgabuzzino.»

Un brano diverso dal Tananai che l’Italia ha conosciuto su quel palco con SESSO OCCASIONALE e un ospite d’eccezione del calibro di Biagio Antonacci. Se a questo aggiungiamo l’intenzione del caparbio Alberto di arrivare 27esimo piuttosto che 28esimo, direi che le aspettative nei suoi confronti ce le abbiamo!

«Vado bello tranquillo perché mi basta fare meglio dell’anno scorso. Però, io tanto lo capisco, eh!  Se le cose vanno male…cioè l’ultima sera, se capisco che tira come l’anno scorso…faccio: “vabbè raga, bella! Ciao squalificatemi pure!” Oppure sai che cosa sarebbe incredibile? Andare lì e cantare “Le brutte intenzioni, la maleducazione” e gliela canto tutta giusta!»

Il preFestival è stressante più di tutti e cinque i giorni, ma un’accurata preparazione può fare la differenza.

«Detto davanti ad un bicchiere di prosecco fa sicuramente ridere…però, faccio delle corsette, due nuotatine, oltre alle garantite lezioni di canto. Fine. Ah, ho smesso di fumare sigarette! Fumo ogni tanto quella elettronica. Fumavo quaranta sigarette al giorno: quindi ho fatto un gran Sanremo l’anno scorso! Infine, una skincare routine che fa invidia alle modelle.»

Poi, che Alberto abbia un debole per la sua mamma ce lo ha dimostrato l’anno scorso quando l’ha salutata in diretta dopo la sua prima esibizione al Festival.

«Non lo so ancora se i miei genitori verrano a Sanremo, magari vogliono farmi una sorpresa…il punto è che se io vedo mia mamma, mi metto a piangere per terra perché vederla lì…boh! Già quando l’ho vista al Fabrique, che mentre stavo sul palco ho incrociato il suo sguardo, io per dieci minuti non ho cantato a nessun altro che a lei, capito?»

C’è chi aspetta Sanremo e chi il FantaSanremo.

«Il FantaSanremo è un gioco e il gioco e l’intrattenimento fanno parte del nostro mestiere. Mi fa piacere di essere stato scelto anche perché l’anno scorso mi ha dato tanto…è stato un modo molto carino per potermi interfacciare con un pubblico più grande.»

Tananai è la dimostrazione che il Festival di Sanremo è una grande occasione, ma rimane una parentesi: le date della tournée, inizialmente prevista nei club, ha raggiunto il sold out complessivo ed è stata spostata nei rispettivi palazzetti. Da maggio 2023 avrà inizio il TANANAI – LIVE 2023 – PALASPORT e questo è quanto che ci ha anticipato a riguardo. 

«Abbiamo spostato le date nei palazzetti e, CristoDio, chi ci avrebbe mai pensato!!! (risata isterica di chi se la sta facendo sotto, ndr.). Con lo scorso tour ho avuto modo di suonare in tanti posti e di rendermi conto di quanto effettivamente la mia musica sia arrivata a più persone: quindi non vedo l’ora di rendermi conto di quale sarà la sensazione nel momento in cui andrò a suonare nei palazzetti davanti a tutte quelle persone. Ovviamente la scenografia e la produzione sarà un altro mondo rispetto a quello che abbiamo fatto quest’anno…le cose vanno conquistate! Quindi mi sto conquistando questa produzione più tosta. Faremo, sicuramente, dei bei contenuti video. A me piacerebbe anche avere l’opportunità di riprendere le persone che sono lì perché, come ripeto molto spesso, il punto focale di tutte le esibizioni sono loro.»

Io vado a sentirlo, magari passa la techno. 

«Sicuramente come abbiamo fatto quest’anno farò esprimere la mia parte di produttore, dj se così vogliamo chiamarla quindi farò sicuramente della musica elettronica, della musica inedita che si sentirà solo in quei contesti e, poi, ci saranno tanti ospiti perché un’altra delle figate che sono successe quest’anno è che sono riuscito a lavorare con artisti che ho sempre stimato e quindi portare sul palco quelli con cui ho collaborato e quelli con i quali collaborerò quest’anno, sarà fighissimo! Certo…dipende tutto da come va ‘sto Sanremo: mi può seppellire.»

Ma…peggio di essere ultimo in classifica che cosa potrebbe succedere?

«L’anno scorso ero 25esimo perché eravamo in 25. Se ora arrivo 28esimo sono tre posizioni in meno, eh! Peggio. Si può fare sempre peggio!».

In bocca al lupo, Albi! Con un’indole così hai già vinto nella vita.

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