Quei signorini eleganti dei SANTI FRANCESI conquistano il Duel di Napoli

da | Gen 30, 2023 | #Cromosomiintour

È partito il 18 gennaio da Torino il tour che sta portando nei club delle principali città d’Italia i SANTI FRANCESI, il duo vincitore di X Factor 2022. Finalmente sabato sera è stata la volta di Napoli, nella cornice del Duel Club che è una location multifunzionale, uno spazio per la musica e le arti visive, […]

È partito il 18 gennaio da Torino il tour che sta portando nei club delle principali città d’Italia i SANTI FRANCESI, il duo vincitore di X Factor 2022.

Finalmente sabato sera è stata la volta di Napoli, nella cornice del Duel Club che è una location multifunzionale, uno spazio per la musica e le arti visive, un ambiente ampio e dinamico, capace di ospitare in contemporanea eventi separati.

I SANTI FRANCESI sembrano cauti, il loro andamento “tomo tomo“, ma sanno quello che fanno e come far ballare la platea, si emozionano, sono sinceri, schietti, signorini eleganti dal cuore ancora troppo limpido per il mondo affamato della musica. 

X Factor non ha ben reso l’idea, era chiara la loro sostanza, ma la loro musica fuori dagli schermi televisivi e esperita dal vivo come è giusto che sia per un concerto, offre una visione del mondo alternativa, parafrasata da un cinismo colorato che oscilla tra uno slancio vitale collettivo e la necessità di autoisolamento. Quei bravi ragazzi sono felici nell’attitudine, e purtroppo per loro, lo trasmettono bene. 

Il concerto si è aperto con Giovani Favolosi, il brano con il quale i due ragazzi si erano aggiudicati la vittoria dell’edizione 2021 di Musicultura, per poi passare a brani di vecchia data, che il pubblico canta comunque.

Arriva poi il turno di Creep dei Radiohead, uno di quei brani che già ai live del programma ci aveva lasciato una certa magia addosso, quello di ieri un momento molto intimo da vivere con grande intensità alla luce di fiammelle che oscillano: non c’è modo migliore per omaggiare una delle band che ha fatto la storia dell’alternative rock.

Non sono mancati gli intermezzi strumentali e Mario Francese è tanta roba. Cori, tastiere, synthesizer e basso elettrico, sono le sue protesi streganti. Timido il ragazzo, ma alla musica non fa sconti, c’è un momento tutto suo in cui si prende ogni applauso possibile.

 

Non si può dire che il pop elettronico dei SANTI FRANCESI non sia contagioso e innovativo, dimostra, senza ombra di dubbio, che anche partendo da una piccola città di provincia si può ottenere un certo risultato.

Durante il concerto c’è stato anche tempo per scherzare intrattenendo il pubblico, per scambiarsi feedback e occhiatine, ma anche quei ringraziamenti meritatissimi di un duo che prima di tutto condivide una profonda amicizia e compatibilità di intenti. Il tutto ovviamente, in perfetto stile SANTI FRANCESI, in una maniera così imprevedibile e limpidamente genuina da non comprendere il labile confine tra serietà e ironia.

Ti voglio dell’intramontabile Ornellona è il pezzo degli ormoni in pappa e della libido scarcerata. I SANTI FRANCESI non trattengono la gioia e un pezzo così non si può fare a meno di cantarlo con una certa sensualità.

Ad un momento euforico e pure erotico, si sa, ne segue quasi sempre uno estremamente riflessivo. Ecco allora che Alessandro De Santis scende dal palco e si siede in mezzo al pubblico cantando Il Pagliaccio, un brano che è la celebrazione del dolore e delle insicurezze, e che a detta sua, è quello che più parla di lui, forse di loro come entità unica. 

Una scelta mirata alle corde delle emozioni, profondo e scambievole di sensazioni importanti in cui per un attimo tutte le barriere si sono abbassate e lui è riuscito a mostrare senza timore la sua parte più vera. Tutti eravamo nudi in quel momento, pur restando vestiti, tanto che quella solitudine cantata nel brano è sembrata quasi irreale. 

Quella dei SANTI FRANCESI è un’identità nitida e lo capiscono anche i muri, potrebbero sempre stucchevoli, acerbi, troppo imbarazzati, eppure hanno il potere di risultare estremamente sinceri.

Musica e attitudine parlano chiaro: Mario e Alessandro sono capaci di trasmettere una grande energia, pura prestanza, a prescindere dal Duel Club di Napoli, a prescindere dal format di X Factor, quei signorini ci fanno la corte… e bene.

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