Aiello è tornato e ci porta direttamente in PARADISO – o quasi – come dice il titolo del suo nuovo singolo uscito venerdì 29 aprile.
Nei giorni in cui i vari tour hanno preso finalmente il via, non manca Aiello che torna a salutare il suo pubblico regalando una nuova canzone, prodotta da Brail insieme al capofila del pop Michele Canova.
Tra le influenze del cantante ci sono sicuramente l’R&B e i grandi artisti della musica italiana, ma Aiello è uno di quelli che preferisce la riservatezza condividendo molto poco della sua vita privata.
È uno di quelli che negli anni ci ha cantato un amore che aveva il sapore di arsenico, ci ha portati a bere tequila, sale e limone e ci ha fatto capire come qualsiasi canzone alla radio potesse ricordarci la persona che ci manca, per poi rifugiarci nel sesso ibuprofene.
Ma non è un po’ troppo adesso?
PARADISO racconta gli inizi di una storia d’amore, quel momento in cui l’entusiasmo e la fiducia sono ai massimi livelli, ma finiscono per scontrarsi spesso con quella paura irrefrenabile di farsi del male. I primi imbarazzi, le prime volte che ti mostri buffo mentre mangi, che macchi la quotidianità dell’altro con la tua, che chiedi se è tutto ok almeno 10 volta all’ora, e di come tutto sia tremendamente diabetico.
Ma se tutte le prime volte continueranno a trasformarsi in canzoni, non avremmo più canzoni con la C maiuscola.
È tanto che ci manca la consuetudine, quella metà di vita quotidiana che è un dovere e uno spazio e un tempo dove accade quasi tutto. Perché non manca solo la felicità, l’euforia, la sensazione di avercela fatta a stare nel mondo; ma manca almeno mezza vita, adesso. E allora tutto diventa prima volta: l’aereo verso Ibizia, il pogo dei concerti, gli esami all’università e anche l’amore che pensavamo di conoscere.
Chiunque ascolti le canzoni di Aiello si rende conto di quanto miele ci sia nella sua attitudine alla scrittura. Canzoni malinconiche, tristi e il più delle volte canzoni d’amore, che ci fanno venir voglia di spegnere l’internet e guardare tutta la filmografia di Dario Argento per 72 ore di fila:
Non odiarmi se non ho
la tua stessa disinvoltura a letto
ti dico smetti invece voglio
il tuo buongiorno bello
arrossisco ma poi rido
mi passi un condom
non so dire no
mi faccio rosso in viso, semaforo
Ma Aiello non si preoccupa, è molto consapevole del suo percorso – anche se troppo tutto – e così facendo cerca non solo di trovare la sua strada, ma anche di non chiudersi in un unico genere.
Commettiamo l’errore di chiudere le carezze, le coccole e le parole dolci nel cassetto del passato, cadendo così nella comodità delle supposizioni.
Nel momento in cui supponiamo, pensiamo e siamo convinti di qualcosa, l’amore perde la sua forza, perde efficacia.
Allora, forse, serve qualcuno come Aiello che fa a modo suo, che ci ricorda quanto zucchero c’è ancora nel mondo, necessario, perché anche i dolci sono importanti.
E, che ci piaccia o no, qualche volta, anche noi meritiamo il PARADISO.










