5 ragioni per cui Mannarino è meglio di Bad Bunny

da | Lug 25, 2026 | #Cromosomiintour

E perché il Lake Sound Park è meglio dell’Ippodromo Snai

I paragoni non piacciono a nessuno. Partono sempre da basi fallaci, poco oggettive, e fondamentalmente non hanno alcun senso di esistere.

Quando esposti in maniera molto convinta, però, possono far vacillare convinzioni di ferro, o quantomeno avviare una riflessione profonda che si risolverà prima o dopo in un nulla di fatto.

Quindi, ecco le 5 ragioni per le quali il concerto di Mannarino al Lake Sound Park è stato molto meglio di quello di Bad Bunny all’Ippodromo.

Mannarino si espone da prima che andasse di moda farlo

Mannarino è politico. È politico da sempre, si espone con le sue canzoni dall’inizio della sua carriera e trasmette le sue idee e la sua filosofia non solo con la sua musica. Tocca tanti argomenti, trascende i confini, parla di vita e di morte, di dubbi esistenziali, ironizza sulle controversie delle religioni. Lo fa adesso e l’ha fatto anche quando esporsi non equivaleva ad essere ben visti dalle masse.

Il pubblico di Mannarino conosce bene cosa sta ascoltando

Nonostante sia uno dei migliori cantautori italiani da una ventina d’anni, Mannarino si è sempre visto poco sui circuiti mainstream. Eppure, nel tempo è riuscito a creare un pubblico sempre più grande e soprattutto affezionato a dismisura. Tante età diverse, ma tutta gente che canta, balla, si fa coinvolgere e si gode l’esperienza in mezzo ad un gruppo che sa veramente di grande famiglia. Insomma, non ci sono influencer dal corpo scolpito che sperano soltanto di avere i propri 15 minuti di celebrità in una casita tutta rosa.

Mannarino è obiettivamente molto figo

La notorietà di Bad Bunny è cresciuta esponenzialmente e parallelamente alla sua fama da sex symbol. Ha 15 anni in meno ed è un po’ più alto di Mannarino, ma qui vogliamo premiare un altro dettaglio: la costanza. Prendete una foto del 2009 di Mannarino, o del 2016, o del 2026 con il nuovo taglio di capelli: pur con qualche variazione, lo stile è coerente e mantiene l’immagine di un cantautore obiettivamente figo. Si può dire lo stesso di Bad Bunny? Lasciamo alle vostre ricerche su Google l’amara verità.

Inoltre, a 46 anni Mannarino può permettersi serenamente di esibirsi per mezzo concerto a petto nudo senza alcun imbarazzo. Sinceramente slay.

Meno hype, più fruizione

Certo, la grandinata sulle teste del pubblico non potrà mai essere colpa di Bad Bunny né dell’Ippodromo. Però, tralasciando il lato economico, ci sono migliaia di fan che aspettavano questo concerto con un’aspettativa estrema e inenarrabile. Fan che erano riusciti miracolosamente ad accaparrarsi un biglietto per la data italiana e che adesso dovranno cercare di andare all’estero per vedere il concerto di Bad Bunny, oppure aspettare che torni in Italia chissà quando (nella migliore delle ipotesi, almeno un anno). Il tutto poi dovendo affrontare nuovamente la lotta per il biglietto, senza certezza di uscirne vincitori.

Se invece dovesse capitare disgraziatamente una cosa del genere in una data di Mannarino? Beh, basta prendere il biglietto per un’altra data italiana, magari sfruttando l’occasione per un weekend in un posto più godibile di Milano in estate. Tipo il 6 agosto a Spezia, o il 9 agosto a Locorotondo. Ma anche Alghero, Roccella Ionica, Pescara, Mantova, Napoli, Aosta o Catania. C’è anche Milano, a settembre, quando si sta un po’ meglio in città.

Un’esperienza piacevole e serena, non una battaglia

Qua c’è poca ironia: il Lake Sound Park è davvero un gran bel posto per godersi i concerti. A un’oretta da Milano, questo parco a ridosso del Lago di Como ha tutto quello che serve per un’esperienza molto vicina a quella di un concerto ideale. All’ingresso c’è un mercatino con vinili, vestiti e tante altre cose interessanti. L’area food ha diversi stand di qualità, con tavoli e panche per mangiare e bere qualcosa in una posizione che permette di vedere senza problemi il palco e sentire benissimo.

L’area è spaziosa e permette di godersi il live sotto ogni aspetto in ogni posizione, senza ostacoli, barriere o punti che consentono soltanto di immaginare cosa sta succedendo sul palco. Ci si può muovere serenamente per prendere da bere o andare in bagno senza il terrore di non riconquistare mai più la posizione che si era conquistata.

Nota dolente il parcheggio di fronte all’ingresso, che è una comodità che si paga salatissima: 25€. Ci sono però un sacco di alternative gratuite, basta camminare un po’.

Insomma, ogni tanto è bello ricordare che i concerti non devono essere per forza una lotta all’ultimo sangue per conquistarsi ogni minimo dettaglio dell’esperienza, tra cui il poter andare in bagno e bere un po’ d’acqua.

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