Abbiamo avuto l’occasione di guardare in anteprima Amy Winehouse – Anima Ribelle: un documentario che, a 15 anni dalla scomparsa della giovane artista, racconta le testimonianze delle persone a lei più care.
Realizzato dalla BBC e disponibile dal 22 luglio su Sky Arte, in streaming su Now e On Demand, il film non è una biografia romanzata come il celebre Amy, quanto un confronto con la sua famiglia e i suoi migliori amici, che aprendo un vecchio armadio pieno di vestiti e ricordi, ripercorrono la vita di una delle migliori voci della storia, ma prima di tutto di una giovane, troppo presto vittima di un mostro più grande di lei.
“Lei vibrava ad una frequenza diversa dagli altri.”
Racconta Janice, la madre, e mentre parla le brillano gli occhi, come se Amy in qualche modo fosse ancora accanto a lei. La presenza costante nella vita della donna e dell’ex marito Mitchell è molto forte e viene più volte menzionata.
L’obiettivo del documentario non è ripercorrere la vita di Amy, ma sensibilizzare in merito ad un problema spesso troppo grande rispetto alla fragilità umana: la dipendenza. A differenza, di quanto spesso criticato dalla stampa, la famiglia dell’artista le è sempre stata molto vicino, fin dall’infanzia, non a caso i problemi di Amy peggiorano nel periodo in cui la madre si ammala e la nonna muore.
Dietro la musica ed è il successo ci sono le difficoltà di una ragazza che improvvisamente si ritrova sotto tutti i riflettori, e la sua personalità complessa la porta a fuggire prima nelle droghe e poi nell’alcool. Parlare apertamente di questi temi è sicuramente l’obiettivo del progetto, che mostra tanti lati inediti che fanno parte della vita dell’artista. Le amiche più care di Amy in particolare riflettono sul fatto che prima la salute mentale fosse ancora considerato un taboo, ed è questo uno dei motivi per cui la cantante sceglie delle soluzioni letali al problema.
Anima ribelle non è solo un documentario, ma un mezzo per far sì che la morte di Amy e il suo ricordo possano aiutare e salvare delle altre vite in futuro. Spesso la colpa non è della famiglia, o della mancanza d’amore, ma ci sono dei momenti in cui è la propria testa a far rumore, ed è importante chiedere aiuto.










