C’è un luogo dove il tempo sembra sospeso, dove la musica incontra la storia e il patrimonio culturale dialoga con la contemporaneità . È l’Anfiteatro degli Scavi di Pompei, che torna a essere protagonista con la terza edizione di BOP – Beats of Pompei.
La rassegna è iniziata ieri con grande successo e durearà fino al 27 luglio, portando in Campania alcuni dei nomi più prestigiosi della scena italiana e internazionale.
In appena tre edizioni, il festival si è affermato come uno degli appuntamenti più interessanti dell’estate musicale italiana, grazie a una proposta capace di unire cultura, spettacolo e valorizzazione del territorio.
La musica torna che dialoga con la storia: ecco il calendario ed i protagonisti del BOP 2026
Ad aprire la manifestazione, ieri 24 giugno, sono stati gli Of Monsters and Men, formazione islandese diventata celebre grazie al suo inconfondibile mix di indie folk e sonorità nordiche.
Il 2 luglio sarà la volta di Riccardo Cocciante, autore di alcuni dei brani più amati della musica italiana, capace di attraversare oltre cinque decenni di carriera mantenendo intatta la propria forza interpretativa.
Il 6 luglio salirà sul palco Pat Metheny, uno dei più influenti chitarristi della storia del jazz contemporaneo, musicista che ha saputo abbattere i confini tra generi e linguaggi.
Il 10 luglio toccherà agli Opeth, storica formazione svedese che ha ridefinito il concetto di progressive metal grazie a una continua ricerca sonora.
L’11 luglio arriverà Coez, in gioro con il suo ultimo lavoro From the rooftop 3, tra gli artisti che meglio hanno saputo fondere rap, pop e cantautorato, diventando uno dei punti di riferimento della musica italiana degli ultimi anni.
Il 13 luglio sarà protagonista Vinicio Capossela, autentico narratore musicale capace di trasformare ogni concerto in un viaggio tra letteratura, folklore e immaginazione.
Particolarmente atteso è sicuramente il live di Tropico, che ha addirittura dovuto raddoppiare la data ed è vicino al secondo sold out. L’autore e interprete che negli ultimi anni ha contribuito a ridefinire il linguaggio del pop italiano contemporaneo è atteso al BOP il 16 e 17 luglio.
Il 18 luglio spazio all’eccellenza della musica classica con Riccardo Muti, figura simbolo della direzione d’orchestra a livello internazionale.
A seguire, il 22 luglio, salirà sul palco Marcus Miller, leggenda del jazz-funk e tra i bassisti più influenti della musica moderna.
Il 24 luglio toccherà a Charlie Puth, autore e produttore statunitense che negli ultimi anni ha conquistato le classifiche internazionali grazie alla sua raffinata scrittura pop.
Gran finale con i Marillion il 25 e 26 luglio, storica band del rock progressivo britannico, e con Savatage with Orchestra il 27 luglio, appuntamento che unirà la potenza del metal sinfonico alla dimensione orchestrale.
Un cartellone che attraversa le generazioni
Uno degli aspetti più interessanti di BOP 2026 è la sua capacità di rivolgersi a pubblici differenti.
Difficile immaginare artisti più lontani per linguaggio, storia e riferimento generazionale ad esempio di Cocciante, Coez e Tropico, eppure la loro presenza nello stesso cartellone racconta perfettamente la filosofia del festival.
Da una parte troviamo protagonisti che hanno segnato la storia della canzone italiana, dall’altra artisti che rappresentano il presente del pop e dell’urban nazionale.
Un dialogo generazionale che si estende non solo nel panorame italiano ma anche internazionale e parla linguaggi diversi ma trasversali rivolgendosi anche agli appassionati di jazz, rock progressivo, musica classica e pop internazionale.
L’Anfiteatro di Pompei, un luogo simbolo della musica mondiale
La grande forza di BOP risiede anche nella sua splendida cornice.
L’Anfiteatro di Pompei non è soltanto uno dei monumenti più importanti del patrimonio archeologico mondiale, ma rappresenta anche un luogo iconico nella storia della musica dal vivo.
Il suo nome è legato indissolubilmente ai Pink Floyd, che nel 1971 scelsero proprio questo spazio per realizzare lo storico film-concerto Live at Pompeii, destinato a diventare una delle opere più influenti nella cultura rock del Novecento.
Ma non solo Pink Floid, come non citare anche David Gilmour (2016), Elton John (2017) e Jean-Michel Jarre (2018).
Tutto questo conferma quanto il sito archeologico ha ospitato numerosi artisti di rilievo internazionale, trasformandosi da sempre in un luogo d’incontro tra passato e presente, tra memoria storica e creatività contemporanea.
Quando la cultura incontra il territorio, un festival che cresce
BOP non è soltanto una rassegna di concerti. È un progetto che mette al centro la cultura come esperienza condivisa, valorizzando uno dei luoghi più importanti del patrimonio italiano attraverso il linguaggio universale della musica.
Per oltre un mese, Pompei tornerà così a essere non soltanto una meta archeologica di straordinario valore, ma anche uno spazio vivo, aperto all’incontro tra generazioni, linguaggi e sensibilità diverse.
Sarà un luogo che si trasforma, non più attraversato da migliaia di turisti ma anche di spettatori e da artisti provenienti da percorsi diversi, ma accomunati dalla volontà di confrontarsi con uno scenario unico.
Con la sua terza edizione, BOP – Beats of Pompeii conferma così la propria ambizione: fare dell’incontro tra musica, cultura e patrimonio storico un’esperienza capace di guardare al futuro senza dimenticare il passato. Un festival che continua a crescere e conferma come la grandezza della storia possa ancora essere il palcoscenico ideale per raccontare il presente.
Stay tuned e proveremo a raccontarvelo anche dagli spalti!










