Il club non è solo uni spazio di svago e consumo, ma anche un luogo politico, un posto di aggregazione e un incubatore di potere collettivo. MURIEL pubblica venerdì 19 giugno “PERREO FEMINISTA”, il nuovo progetto discografico in uscita su tutte le piattaforme digitali a sei mesi esatti dal precedente EP “ESOTERICA”.
Con quest’opera, l’artista italo-spagnola firma una netta dichiarazione d’indipendenza rispetto alle dinamiche edulcorate del mercato pop tradizionale, traducendo le rivendicazioni sulla libertà sessuale e di genere in un’estetica sonora cruda, viscerale e dal respiro internazionale. Il dancefloor viene così trasfigurato in una vera e propria zona franca, un’area protetta in cui i corpi, l’identità e i desideri possono finalmente sottrarsi alle gabbie del controllo sociale.
Scritto dalla stessa Muriel e composto a quattro mani con il produttore Lorenzo Di Gemma, il tessuto sonoro del disco aggredisce l’ascoltatore unendo mondi apparentemente inconciliabili. Le martellanti pulsazioni hardgroove e le spezzature ritmiche della breakbeat si fondono con le cadenze calde dell’alternative latin, generando un suono denso, materico e pensato specificamente per dominare i volumi dei grandi impianti.
Questa urgenza espressiva e politica si riflette in modo speculare anche sulla direzione creativa del progetto. L’intero impianto visivo, immortalato dagli scatti del fotografo Mattia Simonini, affida la scena a performer, modelli e figure di spicco appartenenti alla comunità LGBTQ+. Un atto politico volto a celebrare l’occupazione fisica ed emotiva dello spazio pubblico e artistico.
Nomadinismo europeo e attitudine da DJ: l’universo fluido di Muriel, una figlia d’arte
Nata nell’anno di pubblicazione di un disco epocale come “OK Computer” dei Radiohead, Muriel (all’anagrafe Muriel Bassi) è una figlia d’arte cresciuta respirando musica sin dai primi anni di vita. Se l’approccio iniziale avviene attraverso le corde di una chitarra, è l’adolescenza nomade trascorsa nelle capitali europee della club culture a dare la spinta definitiva al suo percorso.
Il lungo soggiorno all’estero tra i club di Londra, la cultura underground di Berlino e la scena urban della Spagna le permette di imporsi come DJ in contesti internazionali e di sviluppare un bilinguismo naturale. Attraverso anni di sperimentazione e rigorosa autoproduzione lontano dall’Italia, l’artista ha assimilato estetiche e linguaggi complessi. Al suo ritorno, tutta questa enorme eredità ha trovato una sintesi in una proposta musicale fluida, radicata nel cambiamento e nata con il solo obiettivo di sovvertire i canoni del pop convenzionale.










