Sorprese e certezze, Olivia Rodrigo e Gorillaz chiudono il Primavera

da | Giu 8, 2026 | #Cromosomiintour

Il giorno 3 del Primavera Sound ci mette davanti a diversi dubbi: futuro o passato? Cultura o scoperta? Alla fine, qualsiasi cosa si scelga, avere rimpianti è quasi impossibile.

Se i primi due giorni del Primavera Sound erano stati piuttosto clementi per quanto riguarda le sovrapposizioni tra artisti, il sabato ci complica un po’ di più la vita.

Le scelte ci portano sotto il palco dei Sophs, che arrivano da Los Angeles e portano una sorta di sintesi della storia del rock: in quasi ogni loro pezzo si coglie un’ispirazione a pezzi che ci sono già piaciuti in passato. Nel pubblico qualcuno dice “in un paio d’anni questi suoneranno nei palchi grossi”. Siamo d’accordo.

Di fronte a loro, poco più tardi, arriva Gelli Haha. A lei ti avvicini per lo show esagerato e rimani per la musica: un elettropop divertente, leggero, che funziona con coerenza in ogni pezzo. Sul palco Gelli non sta ferma un attimo, con continue coreografie e balletti eseguiti insieme ad altre due performer. Quasi un’opera teatrale, ma in mezzo allo show la musica non è per niente un dettaglio.

I Big Thief sono una magia delicata, ma il contesto in cui si esibiscono forse non li fa apprezzare appieno: sul palco principale, quando il sole è ancora alto, mentre gran parte del pubblico è distratto, aspetta gli headliner, parla, sbraita. Restano una band capace di emozionare con poche note: la voce di Adrianne Lenker dal vivo è tagliente.

Le norvegesi Smerz hanno un fascino elegante: la loro You got time and I got money è un capolavoro e ricorda in certi passaggi Bitter Sweet Symphony. Dal vivo danno l’impressione di non aver ancora trovato una forma definitiva, ma anche che ogni possibile evoluzione possa funzionare.

Olivia e Robert

La sorpresa grossa arriva alle 22:25 sul palco Occident, annunciata solo poche ore prima: Olivia Rodrigo. In poco meno di un’ora di show ci fa capire chiaramente perché il suo pop-rock ha conquistato il mondo: sul palco è semplicemente perfetta, ha un’espressività eccezionale, si muove da una parte all’altra coinvolgendo continuamente il pubblico. I suoi pezzi ti entrano subito in testa, insomma, c’è tutto il meglio che il pop possa proporre. Olivia Rodrigo però non si accontenta e decide di eseguire per la prima volta al mondo il suo nuovo pezzo, what’s wrong with me, insieme a Robert Smith dei Cure. Vederli insieme sul palco è davvero bello, un’unione di due generazioni lontane che si parlano e si guardano negli occhi.

Tornando ai palchi principali, gli XX ci regalano un viaggio che inizia da Crystalized e si chiude con Intro. Un viaggio che ripercorre i loro tre album in un’alchimia costante e bassi sempre più forti che fanno vibrare la cassa toracica. Dal vivo è ancora più forte l’effetto paradossale del loro minimalismo, che riesce sempre a toccare corde inesplorate.

Il genio di Damon

Come sempre, ci sono momenti che valgono un festival intero, e quest’anno è difficile non legare questo momento al live dei Gorillaz. Prima del loro spettacolo c’è spazio per qualche parola dell’attivista palestinese Aarab Barghouti, prima di gettarci a capofitto nella mente geniale di Damon Albarn. I nuovi brani dal sapore orientale di The Mountain riescono in qualche modo ad arricchire ancora la meraviglia sonora e visiva che contraddistingue i Gorillaz da più di 20 anni. Pezzi di qualche anno fa come Rhinestone Eyes possono passare inosservati in cuffia, ma dal vivo raggiungono vette inaspettate. La festa si completa con ospiti come Moonchild Sanelly, Yasiin Bey e Little Simz (protagonista poco prima sullo stesso palco). La magia del Primavera arriva insieme all’intenso odore del mare che ci avvolge e provoca anche un commento dallo stesso Damon Albarn.

Dando un’occhiata ai video dall’alto e fidandoci della sensazione mentre usciamo, probabilmente non avevamo mai visto l’area principale del Primavera Sound così sovraffollata: non è assurdo pensare che i Gorillaz abbiano messo d’accordo i gusti di più o meno tutti i presenti (287.000 persone in totale nei 3 giorni di festival, età media 32 anni).

Come sempre, il Primavera Sound non finisce nell’ultimo giorno di festival ma ci accompagnerà nei prossimi mesi grazie alle nuove scoperte che ci ha regalato. L’appuntamento è nel 2027 per la sua 25a edizione, le date da segnare sul calendario sono dal 3 al 5 giugno.

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