Dopo le due edizioni tenutesi al Monk di Roma, lo SprEco Festival arriva con uno spin off. L’appuntamento, organizzato da Indiepanchine, si è tenuto il 4 e 5 giugno nella cornice della Città dell’altra Economia, prendendo parte alla rassegna di Testaccio Estate, uno dei cuori pulsanti della Capitale durante i mesi estivi. Prodotto in collaborazione con UniTelma Sapienza e Radio Kaos, lo SprEco Festival, giunto ormai alla sua terza edizione, tiene i riflettori puntati sul tema della sostenibilità ambientale. Le scorse edizioni hanno registrato grandi risultati in termini di risparmio di acqua e Co2, grazie alle best practice adottate dal festival e dai suoi partecipanti.
Da sempre spazio aperto per i talenti emergenti, Indiepanchine ha selezionato per le due serate due lineup differenti ma decisamente interessanti, mettendo la musica e l’anima degli artisti al centro di tutto.
Il nostro racconto dello SprEco Off
Day 1: Il potere del Sud, cinismo pop e ipnosi deep house
Il Day 1 mette in riga tutto il potere del Sud Italia. A incendiare il palco per primo ci pensa Vins, talento pugliese da Fasano. Dopo la viralità su TikTok con “NON TI SEI MAI DIVERTITA COSì” si è guadagnato un posto in “MAYA” di MACE, firmando la traccia “MAI PIÙ” insieme a Fabri Fibra e Fulminacci. Reduce dal viaggio di “MAISON BOY”, Vins è tornato sul palco con i nuovi brani che anticipano il prossimo capitolo. Tra pezzi catchy come “bby che male c’è” e “IL CHIACCHIERONE”, ha scaldato l’atmosfera di Testaccio Estate come si deve.
Subito dopo sale Labadessa: fumettista, artista, cantautore, un concentrato di cinismo e onestà brutale. Il suo live è un corpo a corpo con l’ansia: la sbatte in faccia al pubblico per abbassare le aspettative e non deludere nessuno – sia mai. “Una canzone gioviale e poi una triste, una gioviale e una triste, avete capito come funziona questo live no?”. E tra pezzi manifesto come “Colline di Jeans”, “Montesanto” e un gin Redbull d’ordinanza, Labadessa si prende la folla, regalando pure qualche spoiler sui pezzi in uscita. Quando? “Forse tra due anni”, a detta sua. Noi aspettiamo, sempre senza crearci aspettative.
A chiudere la prima notte ci pensa Mhatt, producer partenopeo che fa dialogare deep house e dialetto. Il suo set parte da un racconto intimo, la storia di chi ha mollato tutto per la musica, per poi spiazzarti con l’ultimo singolo “Che pensi di mangiare Stasera?”. La risposta non si può scrivere, ma il consiglio è uno solo: andatevelo ad ascoltare.
Day 2: cantautorato, elettronica e identità mutevoli
Il Day 2 cambia rotta, con un mix di cantautorato, elettronica e indie-pop. Si parte con Sammartino: tecnica pura, sensibilità e una voce che oggi è merce rara in un panorama musicale che troppo spesso premia l’immagine a scapito del suono.
Poi è il turno di @gabriele e del suo ultimo album “IL SOLE è ROSSO”. Una bellissima deriva electro-pop che porta una ventata di freschezza e originalità sul palco romano. Seguono i Kinder Garden, ex collettivo oggi evolutosi nel progetto solista di Francesco Menna. Sul palco porta un set solido tra le hit storiche e i nuovi pezzi di “Ormoni”, il suo ultimo disco, fuori dallo scorso ottobre.
L’headliner che chiude questa edizione dello SprEco Festival è Piccolo, fuoriclasse del collettivo bnkr44 e artista a tutto tondo dall’estro unico. Ha portato live il suo progetto solista “Stellar-Boy”, un viaggio tra sonorità lo-fi e venature indie rock. La maschera è uno degli elementi portanti della performance: prima un trucco da scheletro, un volto coperto che si svela a inizio show, e poi, nella seconda parte, il cambio d’abito e la maschera di “Stellar-Boy”, che non è solo il titolo del suo ultimo album, ma anche il protagonista del suo fumetto, lanciato in contemporanea con il disco.
Oltre alla nuova era, Piccolo fa un regalo ai fan nostalgici con un tuffo nel passato, ripescando perle da “Amaranto” e persino da “Cobalto”, l’EP cult che non è mai uscito da SoundCloud. Dai nuovi arrivati ai fedelissimi della prima ora, Piccolo mette d’accordo tutti con un live emozionante, che dimostra tutta la sua crescita artistica.
SprEco Off, il bilancio finale
Con questo spin-off, Indiepanchine dimostra che si può fare un festival con i piedi piantati nel futuro, dove la sostenibilità non è uno slogan ma una pratica reale condivisa da pubblico e artisti. Due giorni di musica vera, divertimento e talento, che rendono lo SprEco Festival uno degli appuntamenti fondamentali della stagione romana.
Buona la terza, rimaniamo in attesa del prossimo capitolo.










