Elisa ha scelto la RCF Arena di Reggio Emilia per celebrare i suoi trent’anni di carriera, fissando la data di Soundtrack ’97-’27 per l’11 settembre 2027. Non si tratta di un semplice anniversario da catalogo, ma di una scommessa logistica che punta a trasformare l’area di Campovolo in una città temporanea attiva dalle nove del mattino fino a notte fonda. La scelta della venue emiliana, come spiegato durante la conferenza stampa sbloccata allo scoccare della mezzanotte, risponde a criteri di ecosostenibilità nativa che l’artista friulana persegue dal 2022. Il ritorno su quel prato ha il sapore del cerchio che si chiude, riallacciando il filo con quel 2005 in cui Luciano Ligabue le offrì un battesimo del fuoco davanti a una marea umana mai vista prima.
L’architettura del festival prevede aree dedicate allo yoga, alla meditazione, spazi cinema con filmati d’archivio inediti e persino una piccola rampa da skateboard, retaggio della passione dell’artista già esibita sui palchi dei palazzetti. La produzione introduce per la prima volta su larga scala l’uso dell’HVO, un biocarburante di ultima generazione capace di abbattere le emissioni di gas serra del 70%. Il manager Ferdinando Salzano e il team organizzativo di Friends & Partners e Double Trouble Club hanno strutturato l’evento per renderlo accessibile alle famiglie tramite formule di Family Tickets agevolati, incentivando la mobilità attiva con parcheggi speciali per le biciclette e treni notturni coordinati. Sul fronte musicale, la scaletta della serata sarà anticipata dalle esibizioni di giovani artisti della nuova generazione, mentre gli ospiti ufficiali rimangono blindati per questioni di riservatezza istituzionale.
Il pretesto della festa serve anche a introdurre le tracce del nuovo album, un concept autobiografico incentrato sui temi del dolore e della rinascita che uscirà entro l’anno, interrompendo un silenzio discografico che durava da quattro anni. L’inedito Fomo 2, presentato in anteprima, lancia un’invettiva lucida contro le derive dei social media e le dipendenze da dopamina gestite dai poteri forti. La musica d’autore rivendica il proprio ruolo sociale rifiutando il silenzio complice di fronte alle ingiustizie della cronaca contemporanea. Elisa rigetta le posizioni più conservatrici di colleghi come Francesco De Gregori, rivendicando il diritto alla manifestazione pacifica e ricordando le radici partigiane della propria famiglia come bussola morale. Campovolo si appresta a diventare il racconto definitivo di una storia che ha unito l’italiano e l’inglese, il pop e l’elettronica, dimostrando che l’arte non può prescindere dalla realtà .











