Sono le 8 del mattino e a Milano è già caldissimo, ma l’Idroscalo inizia a riempirsi. C’è chi è stato al Mi Ami anche le sere precedenti e chi partecipa solo la domenica. Sì, l’ultimo live della 20esima edizione si tiene la mattina e soltanto su un palco: nessuna corsa da un live all’altro, sono – anzi, siamo – tutti lì per Cosmo.
Cosmo e la sua band desideravano provare a fare qualcosa di diverso da tanto tempo e quest’anno, con il tour de “La fonte”, ci sono riusciti, anche grazie al supporto di festival come il Mi Ami che hanno supportato la loro visione. Il risultato di questo primo matinèe? Quattro ore di musica, voci e corpi in movimento. È stato bellissimo.
Cosmo al Mi Ami 2026 per tornare alla nostra fonte
Il viaggio di Cosmo inizia con un dj set che ci dà il benvenuto, poi a un certo punto la band decide che è il momento di passare al concerto, di iniziare a cantare.
Sono le 9 e la voce di Cosmo intona l’inizio di “Tornare alla fonte”:
“C’è
Non c’è
Un punto d’inizio, un tasto
Qualcuno che preme
Sorgente, radice, scintilla, matrice
La forza motrice che è ancora qui, dentro di me
È scritto ma non sulle pagine
È un seme, un disegno, una musa un po’ fragile
Tornare alla fonte, scoprire l’origine
Se c’è”
Il suo è un invito a trovare quella forza motrice anche dentro noi stessi, per iniziare questo viaggio insieme.
Il concerto continua poi con brani più recenti come “La Fine” e “Totem e tabù”, che live sono ancora più belli, ma anche con quelli dell’iconico disco “Cosmotronic”, uscito ormai 8 anni fa. Di quest’ultimo non potevano mancare “Tutto bene”, “L’amore”, “Quando ho incontrato te” e “Sei la mia città” (bellissima, ogni volta è letteralmente un colpo al cuore): non c’era una singola persona che non le conoscesse. Peccato per “Tristan Zarra”, magari nelle prossime date ci sarà.
E dopo un medley e tante canzoni (menzione onorevole a “Regata 70” che è sempre bella come la prima volta che l’ho ascoltata) è arrivato il momento di una delle su canzoni più famose, “L’ultima festa”, in una versione inedita in cui le percussioni fanno da padrone. Inutile dire che le voci di Cosmo e Pan Dan (chiamata anche “l’usignolo” dal cantante) hanno contribuito a rendere speciale questa versione, forse la più bella realizzata fino ad ora.
Vedere così tante persone a un concerto sotto il sole è stato emozionante. Il punto è proprio “vedersi”: la luce ci ha fatto accorgere dell’altro, di chi avevamo accanto, ci ha fatto divertire e cantare tutti insieme. Ed era proprio questo lo scopo di Cosmo e della sua band, farci divertire e divertirsi insieme a noi.










