“Sana e Robusta Costituzione”: Silvestri torna a dirci come la pensa

da | Apr 15, 2026 | Flash News, Recensioni singoli

La vena romantica e la partecipazione al destino comune coesistono felicemente nelle note e nelle parole di Daniele Silvestri, che ha scelto di fare uscire un singolo dedicato alla nostra Costituzione. Una scelta coraggiosa, ma certo meno anacronistica di quanto i tempi odierni vorrebbero suggerire.

Lanciato da un palco d’opposizione in concomitanza con a chiusura della campagna referendaria che ha portato al voto gli scorsi 22 e 23 marzo, Sana e Robusta Costituzione è il nuovo singolo di Daniele Silvestri. Tra i leader incontrastati del cantautorato degli anni ‘90, è stato poi celeberrimo anche nel trio con gli amici Niccolò Fabi e Max Gazzè. Daniele Silvestri a trent’anni dai suoi esordi non riesce a rinunciare alla sua sensibilità e al suo impegno politico. 

Daniele Silvestri, la Costituzione e l’impegno politico

Nasce così, dolce e quasi struggente – seppur non priva di ironia- la volontà di fare una dedica alla nostra Costituzione. Una musa antica eppure inedita, una fonte d’ispirazione per tanti inattesa e impronosticabile, ma non così fuori dalle righe per un personaggio simile. Un artista forse vecchia scuola, ma Daniele Silvestri di società, dolore e politica ha sempre parlato: in pochissimi ricordano che nel 1999, alla sua seconda partecipazione a Sanremo arrivò nono con “Aria”, struggente storia di un ergastolano dell’Asinara. E di nuovo nel 2013 partecipò con “A Bocca chiusa”, brano recentemente tornato in auge grazie a “C’è Ancora Domani”, film di Paola Cortellesi in cui si narra dello storico ottenimento del voto femminile nel 1948. E curiosamente anche in quell’occasione di mezzo c’era un referendum (monarchia vs Repubblica). 

Daniele Silvestri forse resta un romantico idealista, templare indefesso de “l’Italia che resiste” di cui parlava de Gregori. Si indigna e si emoziona ancora a ripensare al sangue e al dolore dei nostri nonni per arrivare alla stesura del testo costituzionale. Col dolore della guerra negli occhi.

Un cerchio che si chiude affondando nelle proprie radici

Di certo non è fuori tempo, non è fuori luogo e merita comunque il suo spazio. Ben distante ormai dal mainstream e dalla massima popolarità (dei tempi di Salirò, Sanremo 2002) e dall’ultima partecipazione all’Ariston con Rancore e la loro “Argentovivo” del 2019, In un mondo di vorticose novità, Silvestri celebra la certezza. La stasi granitica, l’inscalfibilità come virtù della nostra Costituzione, che per l’appunto, è sana e robusta. Dopotutto difficile da cambiare, a giudicare dagli esiti. Daniele gioca sul doppio senso della parola Costituzione, trovando il modo di farle coincidere nel suo pezzo. Lo fa peraltro ponendo l’enfasi sul pacifismo e il ripudio della guerra, sancito incontrovertibilmente all’articolo 11.

Contro la linearità del tempo, nel caos odierno, Daniele Silvestri vuole ricordarci che a volte i migliori antidoti contro le ansie del divenire sono tra le pagine del passato. Perché la storia può – a saperla leggere-  determinare anche una traiettoria (preferibilmente sana e robusta).

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