Meravigliosa incoscienza è il secondo passo di Dimartino verso “L’improbabile piena dell’Oreto”, il suo quinto disco solista.
Dimartino torna sulla scena musicale come solista dopo ben sette anni: due partecipazioni al Festival di Sanremo, tre dischi e tantissimi concerti, sempre al fianco di Colapesce. Il tempo è passato e le cose sono cambiate, ma “L’improbabile piena dell’Oreto” sembra già molto vicina al Dimartino del 2019, quello di “Afrodite”: “L’oro del fiume” e Meravigliosa incoscienza lo dimostrano.
La Meravigliosa incoscienza che canta Dimartino ci accompagnerà per sempre
Sì, l’incoscienza ci accompagnerà per sempre. Potrà essere un ricordo o parte di noi, ma ci sarà, e sarà meravigliosa perché sarà solo nostra.
Dimartino canta la sua Meravigliosa incoscienza con un’eleganza innata e diretta, quasi come se la penna e la voce procedessero da sole; non è un caso che sia una delle prime canzoni che l’autore ha scritto per il disco in uscita l’8 maggio.
Meravigliosa incoscienza, spiega Dimartino, “è la storia di due adolescenti che si avventurano alla ricerca di un mostro”. È anche la storia di due adolescenti che non sono più tali, ma che ritornano al mostro per essere ancora un po’ incoscienti: ecco, è così che l’incoscienza diventa meravigliosa.
Nei primi secondi del videoclip Dimartino, tramite una breve nota, racconta: “mio nonno mi raccontò che vicino al fiume viveva u sigghiu, un rettile anfibio lungo due metri e alto cinquanta centimetri con il corpo di lucertola e la testa con sembianze umane. Ogni tanto vado a cercarlo perdendomi nelle campagne”.
Dunque gira tutto intorno a un sentimento semplice: la nostalgia. Nostalgia di casa, di come eravamo, addirittura di un mostro, perché tutto questo ha fatto parte del nostro percorso, è la strada su cui abbiamo camminato. È la nostalgia della vita così com’è: il tempo passa e porta con sé anche le cose belle, che diventano tali solo una volta vissute; e allora ci si rende conto di quanto fosse bello quel momento che non tornerà più, ma che verrà comunque cercato, rincorso.
Dire, non dire, cadere poi
Sempre nello stesso fiume
Fare pace col mostro
Poi, senza paura, camminare sul fuoco
Coi piedi bruciati, senza dolore
Guariti in un giorno di meravigliosa incoscienza
La Meravigliosa incoscienza di Dimartino è proprio questo: una cosa semplice, come una passeggiata al fiume, ma speciale, come la ricerca di un mostro che rimarrà inevitabilmente impressa nella memoria.










