Trend, social e algoritmo: gli artisti oggi sono schiavi della viralità?

da | Apr 4, 2026 | News

Oggi essere un artista non ha più a che fare “semplicemente” col fare musica. C’è bisogno di altro (purtroppo). Di fatto, nel 2026 gli artisti sono costretti a sviluppare un ventaglio di competenze di comunicazione, marketing e soprattutto a piegarsi a logiche social che li vogliono a cavallo dell’algoritmo.

Poche cose come i social media hanno rivoluzionato l’industria musicale. Teoricamente, i social offrono una grande possibilità agli artisti emergenti: quella di uscire dalla propria bolla ed entrare in una risonanza maggiore che gli consentirebbe di farsi conoscere a un nuovo pubblico.

In teoria.

In pratica, però, questa possibilità si è rapidamente trasformata in boomerang dal sapore amaro. Se da una parte è vero che i social offrono a tutti la possibilità di farsi conoscere, dall’altra è anche vero che da qualche anno a questa parte (da quando, cioè, l’uso dei social è diventato azione quotidiana), gli artisti devono combattere una duplice battaglia:

  • Quella per l’attenzione, scontrandosi contro un pubblico sempre più disattento e superficiale, che regge a malapena pochi secondi di video prima di scrollare;
  • Quella per uno spazio di visibilità occupato da centinaia, se non migliaia, di altri artisti emergenti.

Oggi quasi tutti gli artisti che cercano di emergere grazie ai social hanno familiarità con le logiche di Instagram e TikTok, sanno cos’è un hook e seguono regolarmente pagine che spiegano il marketing anche a chi vorrebbe fare tutt’altro nella vita.

Social media marketing per artisti emergenti: ha senso? La verità (secondo noi)

Recentemente il caso Eddie Brock, diventato famoso e arrivato addirittura a Sanremo grazie a una canzone virale su TikTok, ha convinto un po’ tutti che i social abbiano ancora la possibilità di elevare all’olimpo della musica qualcuno che prima era sconosciuto. È vero o no? È stata solo fortuna o c’è dietro un metodo?

Rispondere non è così semplice. Ma in realtà non è, o non dovrebbe essere, nemmeno questo il punto focale del discorso “social media marketing per artisti”.

Essenzialmente, per gli emergenti che riescono a farsi notare sui social ci sono 2 possibili strade:

  1. Quella che potremmo chiamare la “via Eddie Brock”, ovvero l’esplosione di viralità dal giorno alla notte con una canzone
  2. La costruzione progressiva e metodica di una presenza social, giorno per giorno

E c’è da dirlo: chi ce la fa con la prima via è numericamente inferiore a chi invece riesce a guadagnarsi qualcosa con la seconda.

Perché l’utilità dei social oggi non è solo quella di guadagnare visibilità, ma anche quella di costruire quello che in gergo tecnico si chiama “Personal Brand”. L’obiettivo per un emergente in questo caso non è solo quello di farsi scoprire da qualche nuovo ascoltatore, ma anche di creare la migliore immagine pubblica possibile, in modo da arrivare preparato (dal punto di vista dell’immagine) al contatto con chi potrebbe portarlo fuori dalla bolla emergente, ad esempio un’etichetta o un investitore.

Conclusione: sì, avere dei social e soprattutto avere dei social ben curati serve ancora. Se poi sei un artista che non sa come utilizzarli in modo strategico, tra piano editoriale e contenuti sponsorizzati, puoi contattare il nostro ufficio stampa per farci una chiacchierata!

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