7 brani da ripassare prima del tour di Venerus

da | Apr 1, 2026 | News

Il panorama è sempre più bello quando si riescono a vedere i contorni

Delicatezza, speranza, fiducia, abbracci, amore. Parole che si sentono poco in giro di questi tempi, parole che si respirano nell’aria un po’ troppo di rado. Parole fondamentali nella vita artistica di Venerus, in particolar modo nell’ultimo album. Il tour di aprile diventa quindi un’occasione per riempire i palazzetti di tutta Italia con parole e sentimenti di cui abbiamo disperatamente bisogno.

L’Estragon di Bologna è già sold-out, mentre si preannunciano due grandi feste all’Atlantico di Roma, dove la musica di Venerus ha iniziato a prendere vita, e soprattutto a Milano, per un gran finale nella sua città natale.

Questo il calendario completo delle date del tour:

  • Venerdì 3 aprile 2026 – Perugia – Afterlife (Data Zero)
  • Martedì 7 aprile 2026 – Padova – Hall
  • Venerdì 10 aprile 2026 – Torino – Teatro Concordia (Venaria Reale)
  • Sabato 11 aprile 2026 – Bologna – Estragon (Sold Out)
  • Lunedì 13 aprile 2026 – Firenze – Viper Theatre
  • Mercoledì 15 aprile 2026 – Roma – Atlantico
  • Giovedì 16 aprile 2026 – Napoli – Duel Club
  • Sabato 18 aprile 2026 – Molfetta (BA) – Eremo Club
  • Martedì 21 aprile 2026 – Milano – Alcatraz

Le sonorità magnetiche di Venerus rischiano quasi di far passare in secondo piano la cura dei suoi testi, che riescono a mettere a fuoco momenti e sensazioni con poche parole.

Il live è senza dubbio il momento migliore per godersi appieno il viaggio onirico a bordo della musica dell’artista, ma arrivarci preparati potrebbe farci apprezzare anche qualche sfumatura in più tra le pieghe dei suoi testi.

Tra i nuovi pezzi di Speriamo e le canzoni che ci hanno fatto innamorare di Venerus, insomma, è tempo di ripassare per arrivare pronti a un concerto di luce e salvezza.

La chiave

Avete presente quella sensazione di leggera ansia quando qualcuno deve entrare in casa vostra? Assicurarsi che tutto sia in ordine, pulito, sistemato. Però poi quel qualcuno arriva quando meno ve l’aspettate, inizia a far parte del vostro disordine e va benissimo così.

Il richiamo del tuo respiro annulla ogni mio piano

Che io, come uno scemo, preparo prima di incontrarti

Ma le parole che scrivo per te ogni giorno

Sono una luce nel mio diario

Quante cose che non so 

Quasi non so più sorprendermi 

Ma tu non sai quanto vorrei

Fosse più facile parlarti di quello che vivo

Ogni volta che sei qui 

Quasi non ci posso credere

Perdona il mio disordine

Non pensavo che sarebbe entrato più nessuno

Stazione Bovisa

La delicatezza c’è anche qui, ma gioca un po’ a nascondino dietro a una cassa dritta tiepida ma persistente. Come quando volete dire qualcosa di bello ma sentite addosso un mix di paura e imbarazzo, e allora lo dite un po’ scherzando, un po’ con ironia. Venerus nasconde così, in mezzo a un pezzo da discoteca, uno dei suoi testi più belli.

Ogni tanto vorrei solamente riempirti di baci

Aspetto che dormi

Per poter sussurrarti parole che non so prometterti 

Quanto durerà questo valzer?

Camminare con te sulla spiaggia e voltarmi e scoprirе felice che lе impronte non sono soltanto le mie

E così, per me, può durare per sempre

Chiamami “folle” se questo non è amore

Ci ho immaginati viaggiare e tu mi dormivi accanto

E se un giorno ricevessi il dono di saper volare

Sarebbe facile per me rinunciarci

Per restare qui al tuo fianco

Impossibile

Anni ‘80 at its finest, ritornello pronto per un tormentone da stadio. Venerus strizza l’occhio al pop con un brano che, però, non va sempre nella direzione in cui ti aspetti.

Quando mi guardi sento che

Siamo un ricordo

Un cuore che batte

Nella voglia di amarci ancora

Ti ho visto correre

Ti ho visto piangere

Per strade con dei nomi da dimenticare

Ci siamo abbracciati, feriti, distrutti, legati

Alla voglia di non rovinare

Tutto quello che ci siamo promessi

Ho paura di sentirti vicino

Con un segreto che non si può svelare

Ti penso

Un anno fa Venerus ci aveva fatto capire in meno di tre minuti la direzione che stava prendendo. O meglio, quella in cui ci stava portando. Il mondo non è certo migliorato da quel momento, ma a seconda di dove volgiamo il nostro sguardo possiamo migliorare noi. Le dediche che scegliamo di fare, le persone a cui decidiamo di dare attenzione.

Eri come il sole in questo posto, che il ricordo è spento

Ho immaginato la mia vita che ti gira attorno

Non ho più smesso di pensarlo da quel giorno

Tu mi hai guardato, mi hai capito, ti ho capito

E ci penso sempre, in ogni angolo della città

Che, da quando ti ho incontrato, sono solo a metà

Sembra impossibile, ma era già deciso

Dopo una vita a cercare, ti ho trovato in un sorriso (E ti penso)

Canzone per un amico

Ecco, a proposito di dediche. Solo dal titolo vi verrà in mente qualche persona speciale a cui mandare questo brano altrettanto speciale. E sicuramente almeno un’altra persona a cui vorreste mandarlo ma non lo farete. “Conta il pensiero”, certo, ma quando è espresso così forse conta un po’ di più.

È dura pensare se guardi il soffitto

Per non guardar dentro te

Ma niente può cambiare

Se non vuoi cambiare tu

Con questa canzone

Vorrei ricordati che

Se vuoi, puoi chiamarmi amico

Quando avrai più bisogno

Ci sarò sempre per te

Se tutto ti sembra andar male

Pensa ai sogni più grandi

Avran bisogno di te

Quando ti ho incontrato

Guardavo i tuoi modi

Volevo anch’io esser così

E può sembrar banale

Ma poche persone

San così tanto di me

E se mi senti un po’ lontano

Non è perché non ci sono più

Sto spiccando il volo

Voglio tu sia con me

Ogni pensiero vola

Probabilmente il manifesto di Venerus. Un mondo raccontato in maniera limpida in ogni virgola, in ogni nota. L’attacco del primo ritornello “Forse è che appartengo a un mondo un po’ magico” e della seconda strofa “Se chiudi gli occhi non sei più qui” fanno trasalire al primo ascolto come al milionesimo. Uno di quei brani semplicemente perfetti.

Perché niente mi è mai chiaro visto da vicino

Perché forse mi conosci solo tu

Che poi è un attimo che sfugga tutto all’improvviso

Un altro mondo già ci attende un po’ più su

Forse è che appartengo a un mondo un po’ magico

Vorrei volare via lontano da qui

E a volte sento tutto attorno un po’ strano

Chissà se qualcun altro è fatto così

Se chiudi gli occhi non sei più qui

Scompaiono i confini del corpo

E tutto ciò che ti circonda

Sei acqua

Amplificare e dare una forma ancora più definita all’universo cesellato da Venerus è impresa quasi impossibile. I Calibro 35 sono forse gli unici ad esserci riusciti in maniera eccelsa, lasciando un’impronta indelebile in un brano da pelle d’oca. Se ci dicessero che è un testo scritto da Gino Paoli, non faremmo fatica a crederci.

Ed ogni volta che ci immaginiamo più vicini

Io quasi sento il tuo respiro su di me

Tu non mi baci mai se non lo faccio io

Scappi un po’ dal tuo umore, se vuoi ti presto il mio

Se questo non è amore, di certo ci somiglia

Perché pensiamo troppo, ma il cuore non si sbaglia

Ed ogni volta che rivedo in foto la tua bocca

Io sogno di esser gocce d’acqua per te

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