Negli ultimi anni il costo dei biglietti dei live è arrivato alle stelle, raggiungendo livelli elevatissimi, trasformando quella che un tempo era un’esperienza accessibile in qualcosa di elitario, per pochi. Fan di età e generi diversi si trovano, infatti, a fare i conti con questo sistema di pricing che ha superato ogni aspettativa, generando accesi dibattiti tra appassionati, artisti e operatori del settore. L’aumento dei prezzi, senza alcun dubbio, non è casuale; diversi fattori contribuiscono a questa tendenza: l’inflazione globale, costi logistici alti, produzioni spettacolari che richiedono tecnologie molto avanzate e personale molto preparato. A questo si aggiunge, ovviamente, la crescente domanda (soprattutto per gli artisti più popolari) che fa sì che gli organizzatori possano alzare i prezzi senza ridurre le vendite.
L’impatto della pandemia sui biglietti dei live
Tra le cause principali di questo rapidissimo fenomeno va considerato anche l’effetto della pandemia di COVID-19. Durante i lunghi periodi stop, il settore ha subito perdite e danni economici ingenti: concerti annullati, lavoratori fermi e eventi sospesi. Subito dopo la ripresa, gli operatori e gli esperti del settore hanno cercato di recuperare parte di queste perdite alzando i prezzi dei biglietti. Inoltre, le nuove misure di sicurezza e i cambiamenti derivati dalla pandemia hanno contribuito ad alzare ancora di più i prezzi. Tuttavia ci si chiede perchè, una volta recuperate parti di queste perdite, non si sia assistito ad un passo indietro, con un ritorno a prezzi più accessibili. Una delle risposte sta nel fatto che il mercato ha dimostrato di potere sostenere queste cifre, dal momento che la domanda risulta ancora estremamente alta.
Il ruolo delle piattaforme di vendita e le nuove disuguaglianze
Un altro elemento fondamentale che ha contribuito è, sicuramente, è il ruolo delle piattaforme di ticketing online. Mentre da un lato hanno semplificato l’acquisto dei biglietti per gli eventi, dall’altro hanno introdotto dinamiche controverse come il ‘dynamic pricing’, ovvero la variazione dei prezzi in tempo reale. Questo sistema fa sì che i prezzi varino in base alla domanda e fa sì che per alcuni fan sia impossibile acquistare biglietti, creando parecchie disuguaglianze ed ingiustizie all’interno del gruppo di ascoltatori e sostenitori. La musica live rischia così di diventare un qualcosa d’élite, negando l’opportunità soprattutto a giovani e famiglie. Questo fenomeno, inoltre, rischia di causare problemi e divari a livello sociale, trasformando la cultura in privilegio di pochi, mettendo in discussione il suo ruolo di bene condiviso.
Possibili soluzioni
Per cercare di contrastare questa problematica, si stanno proponendo e iniziando ad attuare alcune soluzioni, tra cui: limiti ai prezzi, maggiore trasparenza nei costi, lotta al bagarinaggio online e iniziative che partono dagli artisti stessi per mantenere prezzi più accessibili. Tuttavia trovare una soluzione davvero efficiente per mantenere intatto l’equilibrio tra costi di produzione e accessibilità risulta ancora molto complesso. Questo tema, comunque, solleva una domanda fondamentale: la musica dal vivo dovrebbe essere un privilegio o un diritto culturale? Trovare una risposta a questo quesito non è semplice, ma nel frattempo prepariamo il portafogli per il prossimo live del nostro artista preferito!










