Mobrici e l’uccisione dei Canova

da | Mar 12, 2026 | #Cromosomiintour

Una lunga storia che riparte dall'Alcatraz con un'energia diversa.

Mercoledì 11 marzo 2026 Mobrici è tornato sul palco dell’Alcatraz di Milano. È il suo primo concerto dopo quasi tre anni, di nuovo nello stesso posto, nella sua città.

Nel frattempo sono successe un po’ di cose e soprattutto è uscito Supernova, il suo terzo disco da solista. Un album partorito dopo un periodo di pausa e di incertezza, in cui non era affatto scontato che Mobrici continuasse (e volesse continuare) a fare musica. Per questo il ritorno di Mobrici all’Alcatraz è il punto in cui una storia personale e artistica rifiorisce.

Per capire perché questo concerto conta così tanto bisogna tornare indietro di qualche anno, quando Mobrici è il cantante dei Canova e fa parte di una scena musicale che sembra sul punto di cambiare il pop italiano.

La stagione dell’indie italiano

A metà degli anni Dieci la generazione di cantautori e band indie conquista un pubblico sempre più ampio. Riguardo a questa definizione abbiamo parlato fin troppo; dieci anni dopo possiamo dire che l’indie racconta più un’attitudine che un genere preciso. 

I Canova diventano rapidamente una delle band più riconoscibili di quella scena.

Per qualche anno sembra davvero l’inizio di qualcosa di nuovo. Molti artisti partono dai piccoli club e arrivano alle radio nazionali e ai festival più grandi. L’idea, più o meno esplicita, è che questo modo genuino di scrivere canzoni, con un linguaggio quotidiano e poco edulcorato, possa cambiare il pop italiano.

Con il tempo però il sistema dell’industria musicale assorbe quella scena. Le etichette investono di più, le aspettative crescono. L’energia spontanea dei primi anni si trasforma gradualmente in un nuovo mainstream.

La parabola dei Canova racconta bene questo passaggio. Il primo disco nasce con pochi mezzi e con un approccio molto diretto; il secondo arriva dentro una macchina produttiva molto più grande. Non ottiene lo stesso risultato e poco dopo la band si scioglie.

Dai Canova a Mobrici

Quando Mobrici inizia a pubblicare da solo, porta con sé quell’esperienza ma prova anche a prenderne le distanze. I suoi primi due dischi raccontano già una fase di trasformazione.

Con Anche le scimmie cadono dagli alberi, pubblicato nel 2021, parla soprattutto del momento in cui un frontman deve ridefinire la propria identità dopo la fine della band. Con Gli anni di Cristo, del 2023, riflette invece su una fase più incerta e sospesa, una specie di passaggio verso l’età adulta artistica.

Poi arriva una pausa. L’ultimo concerto all’Alcatraz, il 30 novembre 2023, chiude quel periodo. Nei mesi successivi non c’è un progetto chiaro. Il contratto discografico finisce, il calendario dei concerti si svuota e per la prima volta Mobrici prende seriamente in considerazione l’idea di smettere.

New York e gli Oasis

In quel momento decide di allontanarsi. Viaggia molto: Londra, Grecia, Spagna. Tra tutte le città ce n’è una che rappresenta meglio di altre quel momento di sospensione: New York.

A New York l’idea è semplice: provare a vivere una vita diversa. Lontano dalla scena musicale italiana e lontano anche dall’identità di cantautore. Inizia a immaginare la possibilità di restare negli Stati Uniti e fare un lavoro qualsiasi. Tra le ipotesi più concrete c’è quella di lavorare in un ristorante. Non è un gesto romantico ma una possibilità reale: smettere con la musica e ricominciare da capo. Non con tristezza ma con pura curiosità di cambiare e fare qualcosa di diverso.

Questa idea nasce da una stanchezza accumulata negli anni precedenti. La fine dei Canova, la pressione della carriera solista, il rapporto complicato con l’industria musicale contribuiscono a creare la sensazione di essere arrivato a un punto fermo.

Il momento che cambia la direzione delle cose arriva quasi per caso, grazie alla reunion degli Oasis che di colpo distrugge la noia a cui Mobrici si stava abituando.

Il titolo e l’immagine della supernova, l’esplosione di una stella, iniziano a funzionare come una metafora personale. Una supernova è un fenomeno che segna la fine di qualcosa ma allo stesso tempo l’inizio di qualcos’altro: dalla distruzione di una stella nascono nuovi elementi e nuove forme.

Quell’immagine diventa il modo più semplice per interpretare ciò che gli sta succedendo. Se una stella deve esplodere per trasformarsi, forse anche una carriera musicale può passare attraverso una fase di distruzione prima di ricominciare.

A poco a poco l’idea di smettere lascia spazio a un’altra possibilità: ripartire in modo diverso.

La nascita di Supernova

Quando torna a scrivere, Mobrici riparte dal metodo che conosce meglio. In pochi mesi accumula circa quaranta canzoni. Alla fine però si accorge che qualcosa non funziona: gli sembrano tutte variazioni di qualcosa che ha già fatto.

Decide allora di cancellarle e cambiare approccio. Per la prima volta non lavora da solo ma insieme ad altri autori e amici della stessa scena musicale. Tra questi ci sono Calcutta, Gazzelle, Fulminacci e Dimartino, mentre la produzione è affidata a Federico Nardelli.

Il disco che nasce da questo processo prende il nome di Supernova. L’immagine dell’esplosione stellare diventa il modo più immediato per raccontare quello che succede: la fine di una forma e l’inizio di un’altra.

L’uccisione dei genitori, l’uccisione dei Canova

Il percorso di Mobrici può essere letto anche attraverso una metafora psicologica abbastanza nota: quella della simbolica uccisione dei genitori. In psicoanalisi indica il momento in cui una persona smette di definire se stessa attraverso le aspettative di chi l’ha cresciuta e costruisce una propria identità autonoma.

Nel suo caso i genitori non sono letterali ma artistici. I Canova sono stati sia i figli che i genitori di Mobrici, rappresentano il punto di origine: la band con cui impara a scrivere canzoni, a stare su un palco e a costruire un rapporto con il pubblico. Allo stesso tempo rappresentano anche una forma precisa da cui è necessario uscire per continuare a crescere.

La carriera solista, con le sue difficoltà e i suoi momenti di crisi, può essere letta proprio in questo modo: separarsi da quell’identità senza cancellarla. 

Se nei primi due (splendidi) album di Mobrici si percepiva ancora una sorta di “Erasmus” da solista ancora nell’orbita dei Canova, Supernova sembra essere il taglio netto che completa l’uccisione.

Ripartire dallo stesso palco

Per questo il concerto dell’11 marzo 2026 all’Alcatraz ha un valore particolare. Tornare esattamente nello stesso posto in cui quasi tre anni prima si chiude un ciclo rende visibile il passaggio da una fase all’altra.

L’apertura del concerto (con orari rispettati alla perfezione) è affidata a Scar: sogni e disincanto raccontati in modo crudo e diretto, con qualche atmosfera anni ‘80 che sta bene un po’ con tutto. Nulla di travolgente o mai sentito prima, ma un pop molto gradevole e una voce interessante.

Alle 21:30 spaccate arriva sul palco Mobrici senza lustrini: essenziale, vestito di nero e, soprattutto, senza occhiali. Un dettaglio forse casuale e insignificante, ma che in qualche modo racconta una volta in più la trasformazione artistica e personale degli ultimi tempi.

Il pubblico è in parte lo stesso che segue Mobrici dai tempi dei Canova. Intorno però il contesto musicale è cambiato parecchio. La stagione dell’indie italiano degli anni Dieci si è trasformata per non dire stravolta, il mercato è più veloce e frammentato.

In questo scenario continuare a scrivere canzoni personali e relativamente lontane dalle logiche più immediate del mercato diventa una scelta artistica coraggiosa. Supernova rappresenta il modo in cui quella scelta prende forma, un modo per essere ancora indie nel 2026.

Curioso che l’aspetto più sorprendente del concerto dell’Alcatraz si trovi proprio nei nuovi brani, usciti da pochissime settimane: il pubblico è esaltato da pezzi come Astri, Con la lingua o Che serata stupida. Conosce il testo, li canta a squarciagola. Sembra che il nuovo album di Mobrici sia entrato nelle orecchie e nei cuori dei fan a tempo record.

Il fatto che questa storia ricominci nello stesso posto in cui si era fermata nel 2023 la rende più facile da leggere: la fine, l’esplosione, il nuovo inizio.

Ma adesso non mi fermo più.”

Bentornato Mobrici.

La scaletta del concerto di Mobrici all’Alcatraz di Milano, giovedì 11 marzo 2026

  1. Fede
  2. Astri
  3. Che serata stupida
  4. Luci del colosseo
  5. Santamaria (Canova)
  6. Con la lingua
  7. Kaiserkeller
  8. 20100
  9. Anna Meraviglia
  10. Expo (Canova)
  11. Interstellar
  12. Luna
  13. Threesome (Canova)
  14. Sono pazzo
  15. Portovenere (Canova)
  16. Amore mio dove sei
  17. 14 sigarette (Canova)
  18. Per te (Canova)
  19. Primavera totale
  20. Un bacio
  21. Manzarek (Canova)
  22. Canzoni per la notte
  23. Piccola
  24. Povero cuore
  25. Vita sociale (Canova)

La Playlist di Cromosomi