Il Festival di Sanremo numero 76 parte con numeri importanti e una fotografia chiara del suo peso nel sistema televisivo italiano. La prima serata registra 9 milioni e 600 mila telespettatori con uno share del 58%, confermando il Festival come uno degli eventi mediatici più seguiti degli ultimi quarant’anni.
Il dato certificato da Auditel racconta una total audience che tiene conto di tutti i contenuti televisivi, inclusi i cosiddetti small screen e le integrazioni digitali. La rilevazione oggi combina metodo campionario sui televisori tradizionali e rilevazione censuaria sui device connessi. Anche RaiPlay è pienamente monitorabile, elemento che permette una fotografia più ampia e realistica delle abitudini di visione.
La media di permanenza davanti allo schermo è stata di 229 minuti, un tempo significativo che indica coinvolgimento e fedeltà. In media, durante la messa in onda, 9 milioni e 600 mila persone seguivano il Festival.
Il confronto con gli ultimi anni
Ecco i dati della prima serata nelle ultime edizioni:
• 2025: 12.180.000 spettatori e 65,3% di share
• 2024: 10.561.000 spettatori e 65,1% di share
• 2023: 10.757.000 spettatori e 62,5% di share
• 2022: 10.911.000 spettatori e 54,7% di share
• 2021: 8.363.000 spettatori e 46,6% di share
• 2020: 10.058.000 spettatori e 52,2% di share
Rispetto allo scorso anno il totale delle persone che hanno seguito almeno un minuto del Festival passa da 18 milioni e mezzo a 16 milioni. Un calo medio di circa 2 milioni e 600 mila individui nel bacino complessivo, ma con uno share che rimane altissimo e una posizione storica rilevante. Quello attuale è infatti il quarto Festival più visto di sempre.
Il contesto è fondamentale. Oggi l’offerta televisiva è frammentata, le piattaforme sono molteplici, gli schermi si moltiplicano. Eppure il Festival continua a catalizzare l’attenzione collettiva, mantenendo una centralità culturale prima ancora che numerica.
In conferenza stampa Carlo Conti si è mostrato sereno. Ha parlato di grande affetto e grandi numeri, sottolineando come il Festival viva di spontaneità e di un equilibrio delicato tra tradizione e presente.
Seconda serata di Sanremo 2026, programma e ospiti
La seconda serata prevede l’esibizione di 15 artisti in gara e le sfide delle Nuove Proposte. A votare saranno il Televoto e la Giuria delle Radio, una combinazione che potrebbe cambiare gli equilibri rispetto alla sola percezione televisiva.
Tra gli ospiti annunciati il coro Anffas di La Spezia e Fausto Leali. I co-conduttori saranno Pilar Fogliati, Lillo Petrolo e Achille Lauro. Sul palco Suzuki salirà Bresh, mentre sul palco nave si esibirà Max Pezzali.
La suddivisione degli artisti, non in ordine di esibizione, comprende:
Bambole di Pezza
Chiello
Dargen D’Amico
Ditonellapiaga
Elettra Lamborghini
Enrico Nigiotti
Ermal Meta
Fedez e Masini
Fulminacci
J-Ax
LDA e Aka 7even
Levante
Nayt
Patty Pravo
Tommaso Paradiso
Gli altri 15 si esibiranno nella terza serata.
Intanto prende il via anche la gara delle Nuove Proposte con le sfide tra Filippucci e Blind, El Ma e Soniko e tra Angelica e Mazzariello. Ad accompagnare uno dei confronti ci sarà Gianluca Gazzoli.
Assente dell’ultima ora Arianna Fontana, bloccata da 40 di febbre.
Achille Lauro e la scelta di cambiare
Uno dei momenti più attesi è l’intervento di Achille Lauro, protagonista anche nella suddivisione della serata insieme a Pilar Fogliati e Lillo Petrolo. Lauro avrebbe dovuto proporre il brano dello scorso anno, ma dopo quanto accaduto a Crans-Montana ha deciso di cambiare i piani e portare Perdutamente.
Classe, stile ed eleganza sono le parole che circolano in sala stampa. Il rapporto tra Lauro e il Festival continua a evolversi, tra presenza scenica e consapevolezza mediatica. Intanto è già fissato un appuntamento per il 16 marzo insieme a Laura.
Polemiche e posizionamenti a Sanremo
Non manca la discussione sulla distribuzione degli artisti nella scaletta. Alcuni cantanti vengono collocati in posizioni centrali, considerate più favorevoli in termini di attenzione televisiva. Si parla, ad esempio, di una sedicesima posizione per Fedez e Masini. Resta il tema della valutazione televisiva che potrebbe favorire chi si esibisce in orari più pregiati, quando la curva degli ascolti è più alta.
Il Festival però vive anche di questo. Di percezioni, di equilibri sottili, di narrazione collettiva. E mentre i numeri certificano un risultato solido, è la seconda serata a promettere nuove dinamiche e possibili ribaltamenti.
Sanremo continua a essere un rituale nazionale. Cambiano gli schermi, cambiano i metodi di rilevazione, cambiano le generazioni davanti alla tv. Ma per 229 minuti, ancora una volta, l’Italia si è fermata.










