La “Musa” di Roshelle

da | Feb 23, 2026 | Recensioni singoli

Un uomo triste, uno come un altro, musa di notte, alba e tramonto. Un dipinto, un sogno. Irrequieto è il desiderio di contemplarlo.

Rossella Discolo, in arte Roshelle, nasce a Lodi nel 1995.

Attraverso lo studio di pianoforte e chitarra, inizia piano piano a costruirsi un’identità musicale che la permetterà di farsi notare su YouTube nel 2014 per poi arrivare dritta alla finale del talent X-Factor, come scelta di Fedez.

Don Joe le produce il singolo “Tutti Frutty” nel 2018, collabora con Lele Blade in “Mama” e con Emis Killa in Rosa Naturale, canta sul beat di Andry the Hitmaker nel brano “00:23”.

 Arriva finalmente l’EP “Sentimental Season” nel 2021, che vanta i featuring di Guè e Mecna in “Ti amo, ti odio.

Interessantissime tracce pubblicate nel 2023-2024 “Nella tana del mostro”, “Melancholia” e “Caffè e lacrime” a cui segue un silenziosissimo hiatus.

Il singolo “L’origine del mondo” sembrerebbe la traccia d’apertura della sua nuova opera musicale intitolata “Mangiami pure” in uscita il 27 marzo.

Giovedì 19 febbraio ci dà un altro assaggio dell’album: pubblica su Youtube una live session di Musa, la cui registrazione avviene nel laboratorio della pasticceria Martesana di Milano.

Tra dolcetti e torte di ogni dimensione e richiami al video musicale apri-pista diretto dall’iperbolico Tommaso Ottomano (vedi la piccola chiave portata sul petto, all’altezza del suo cuore ed i piccoli bon bon) la voce di Roshelle echeggia in un laboratorio.

Il filo conduttore passa anche per un nuovo look sulle tonalità oscure che paradossalmente raccontano un’agrodolce consapevolezza echeggiata da una voce soave, come quella di una musa. Eppure non si tratta di lei.

Era tutto un sogno? Era, forse in fondo, solo un uomo triste, uno come un altro?

Allora perché “ti ho sognato un’altra volta”?

Vederlo un giorno e rappresentare simbolicamente l’idea di lui, spogliandolo della sua umanità, eternandolo ad inquilino della sua mente.

Sublimarlo ad un dipinto per poterlo osservare ancora un po’, per potergli conferire i colori che non sa o non crede di possedere. Lui è “alba e tramonto”.

Sfidarlo per risvegliargli l’eco di un’emozione. È la sua “musa di notte”.

Sei tu quello che voglio” suona come la sua opera d’arte: una confessione eterna e violenta riservata non ai giorni che passano, ma a quell’istante che fa vibrare il cuore.

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