È uscito oggi 30 gennaio per Universal Music Quasi Blu, il nuovo brano di Davide Petrella, per tutti Tropico, Già dal titolo si presenta con il colore a cui siamo soliti associare il mare, e infatti anche questa volta la metafora del mare non è solo poetica, ma un riferimento reale in cui tuffarsi con Tropico per perdersi e naufragare (semi cit.).
Ci ha abituati troppo bene il caro Davide e le sue lunghe attese celano sempre tante sorprese, forse troppe. Questa volta, però, l’attesa non è stata troppo lunga, ma a poco più di un mese dalla fine del tour, e a 4 dall’uscita dell’ultimo album, ci sorprende con un nuovo viaggio in un mare sconfinato di parole, emozioni, riflessioni in cui spesso ci perdiamo per poi ritrovarci, probabilmente più forti.
Con Quasi blu, Tropico torna a parlare d’amore scegliendo la via più fragile e sincera: quella dei “quasi”, delle promesse che sembrano sempre sul punto di compiersi ma finiscono per sfuggire di mano.
Quasi blu: mood e tecnicismi di una ballad malinconica
È una ballad delicata, ma tutt’altro che fragile sul piano artistico. Tropico si conferma artista a tutto tondo, penna indiscutibile che in Quasi blu lavora insieme a Davide Simonetta per una produzione minuziosa, pensata per valorizzare ogni sfumatura del brano.
Il singolo si apre con un pianoforte malinconico, non suoni “tecnologici” e futuristici, ma ancora una volta suoni genuini, legati al passato, che trasportano l’ascoltatore e lo introducono al viaggio intimo delle parole. Nulla è lasciato al caso.
Il risultato è un suono ampio, “largo”, che respira, costruito con arrangiamenti curati, strumenti dal vivo e un’attenzione quasi maniacale al dettaglio. Come afferma lo stesso Tropico:
“Per rendere più preziosa questa canzone abbiamo cercato di alzare l’asticella a livello di suono, arrangiamenti, registrazione degli strumenti dal vivo e mix.“
D’altronde Davide dice sempre che nella cura della sua musica è un perfezionista: non il classico songwriter, ma autore scrupoloso, regista e creator di livello con un team che segue le sue follie e le rende fighissime!
Non a caso il brano è accompagnato dal video girato a per l’occasione a Parigi. Sofisticato, in bianco e nero, che ricorda vecchie pellicole, insomma un videoclip che è quasi un corto, una storia tutta da immaginare.
Un cerchio che si chiude, una preannunciata maturità autobiografica
Questo brano è stato annunciato come l’ultimo tassello a chiusura dell’ultimo album pubblicato da Tropico, “Soli e disperati nel mare meraviglioso”, pur essendo nata cronologicamente prima, ma solo oggi era giunto il suo momento per chiudere idealmente un cerchio emotivo e narrativo iniziato con l’album, ed ha decisamente tutte le carte in regola per emozionare e chiudere in bellezza.
Ancora una volta sono le parole del cantautore napoletano a spiegarci al meglio questo lavoro:
“Sentivo che era uno dei brani più ‘grossi’ e ‘larghi’ che avessi mai fatto, ma non era il momento giusto per farla uscire: aveva bisogno di più tempo per essere lavorato rispetto agli altri. Ero io che avevo bisogno di più tempo“
C’è anche una forte componente autobiografica, dichiarata e accettata, che rende il brano ancora più autentico. Accettare i propri limiti, le proprie fragilità, smettere di nasconderle: Quasi blu nasce da questa consapevolezza maturata nel tempo, dopo essere rimasta a lungo chiusa in un cassetto sotto forma di demo, in attesa del momento giusto. Un’attesa che oggi appare necessaria, perché il brano sembra arrivare esattamente dove deve arrivare, nel modo più giusto possibile.
La forza del pezzo quindi sta soprattutto nella scrittura: sofisticata ma immediata, capace di colpire senza bisogno di artifici.
Quasi blu è la canzone d’amore perfetta per chi vive sospeso, per chi si muove in quella zona grigia fatta di speranze ricorrenti e finali mai davvero definitivi. Tropico racconta relazioni che sembrano sempre sul punto di funzionare, ma che inciampano puntualmente negli stessi errori, trasformando il “quasi” in una condizione esistenziale più che sentimentale.
Tropico, il simbolismo e l’immenso mare in cui ci fa perdere ogni volta
In realtà quella del mare citata in apertura e rievocata sia nel titolo del brano che nel testo, è una metafora che ritorna, in cui Davide si rispecchia da un po’ , come dichiarato espressamente proprio nell’album “Soli e disperati nel mare meraviglioso” e nei vari visual che lo hanno accompagnato, è un elemento imprescindibile che non manca mai (lo confermano i vari release party in barca su cui ci ha spesso accolto).
Il mare resta quindi il fil rouge che unisce un po’ di pezzi che stiamo ricostruendo pian piano, in un puzzle decisamente metaforico con riferimenti a molti “mondi” interiori e non solo.
I simboli non mancano mai nei brani e nel tessuto narrativo di Tropico, segni più o meno espliciti del proprio universo. D’altronde, il cantautore non nasconde la sua passione per il cinema e per la sua amata città e anche la sua comprovata scaramanzia altro non è che un insieme di simboliche piccole “verità” a cui ci affidiamo ogni giorno.
Quello che sorprende ogni volta nella musica di Davide è che riesce sempre con i tessuti sonori, ma soprattutto con la sua penna, a tirare fuori pensieri sparsi in ognuno di noi, ricordi, paure, con suoni ancorati al passato ma fortemente incastrati nell’oggi e proiettati al futuro. In un modo o nell’altro, in ogni traccia troviamo ancora una volta “pezzi” di vita vissuta, emozioni forti, amicizie, amori, racconti, pagine di un diario segreto che ci ricorda quello che siamo oggi, che siamo stati ieri, che saremo domani. Felicità non andartene cit.
Art-work, frammenti e contesti
Questa storia dei pezzi da ricostruire come in un puzzle in realtà la ritroviamo anche da sempre nel suo concept grafico affidato alle sapienti mani di Vittoria Piscitelli, creator anche della cover di questo brano, oltre che di tutti i visual precedenti di Tropico,
Forse più che ad un puzzle, le cover degli album e dei singoli spesso ricordano dei “collage”, dei frammenti di vita come strappi da ricucire e incollare tra foto reali e pennelli dal tratto dolce ma deciso. Come l’occhio malinconico che anche in questa nuova cover ci osserva tra le pennellate blu.
Donna, amore, mare sono infatti gli stessi elementi dell’artwork di “Soli e disperati nel mare meraviglioso”, lo ricordiamo bene con il primo singolo estratto dall’album “Perché mi sono innamorato di te“, un visual che quindi sta accompagnando il progetto fin dall’inizio, anch’esso di una forza disarmante e profonda, come solo il mare sa essere.
E il naufragar m’è dolce in questo mar… con Tropico
Perchè Tropico riesce a “immergerci” così emotivamente nei suoi viaggi? Cos’è che fa davvero la differenza?
Forse sentirsi complici, partecipi e “uguali” a chi si nasconde tra le tracce e nei testi di un disco ci rende meno fragili e ci fa sentire parte del viaggio onirico sulla barca che Petrella prepara sapientemente ogni volta, e magari ci permetterà di ritrovare la nostra Partenope laggiù in fondo che da tempo è smarrita… (ogni riferimento a cose, luoghi, persone è assolutamente casuale!)
Lì dove bravura, esperienza ed arte si fondono nasce il genio e, come per il disco, il risultato anche in questo brano è decisamente un successo ben oltre le aspettative, ricco di spunti, di emozioni, di melodie intense e malinconiche, magari sognando di guardare il mare col vento tra i capelli e un tramonto all’orizzonte.
Con questa uscita, Tropico conferma ancora una volta il ruolo di cantautore tra i più interessanti e riconoscibili della sua generazione, capace di portare nella propria musica una profondità emotiva unica, diversa da quella che da anni mette al servizio delle grandi hit italiane firmate come Davide Petrella.
E mentre Quasi blu si prepara a trovare il suo spazio nel cuore degli ascoltatori, lo sguardo non può che andare avanti: dopo il bellissimo tour invernale che lo ha visto protagonista nei club italiani, l’idea di rivedere Tropico dal vivo anche la prossima estate appare sempre più concreta.
E quindi abbandoniamoci all’ascolto, proviamo a “guardare” all’orizzonte, lasciamoci cullare dai suoni di questo mare immenso che è la musica di Tropico, tuffiamoci e naufraghiamo insieme…










