FRESH TALENT: ANTONIA

da | Gen 13, 2026 | FRESH TALENT

Shakespeare direbbe che indossa il suo cuore sulla manica, e Antonia è proprio così. Tanta consapevolezza, ma anche tanta dolcezza e grinta. Quattro chiacchiere insieme alla persona dietro l'artista.

L’abbiamo conosciuta molto bene ad Amici, o almeno così credevamo. Antonia, però, non smette di sorprendere e, senza rallentare, ha messo sul tavolo molti assi in pochissimo tempo. Un percorso che racconta crescita, talento e una scoperta costante. Una delle tappe più recenti è il palco di Sanremo Giovani, dove ha presentato il brano Luoghi Perduti, accolto con favore.

Un’esperienza che segna la giovane donna, ma soprattutto l’artista. Un palco tutt’altro che semplice da affrontare, per il peso simbolico che porta con sé. Quando l’amore per quello che fai è così forte, però, finisci per prenderti la scena, anche con le gambe che tremano.

E di amore per la musica e per il palco, Antonia ne ha da vendere. Abbiamo avuto modo di parlarne con lei, ripercorrendo le tappe della sua crescita artistica. Shakespeare direbbe che porta il cuore sulla manica, e in effetti Antonia è così: consapevole, dolce, determinata.

Ciao Antonia! Innanzitutto, volevo farti i complimenti per il tuo percorso e, soprattutto, per Luoghi Perduti. Come stai dopo quest’ennesima, bellissima esperienza? Tra l’altro non ti sei fermata un attimo: Amici, poi negli ultimi mesi la pubblicazione di Relax, la reinterpretazione di “Genie in a Bottle” per Spotify Singles e infine l’approdo a Sanremo Giovani…

“Sono contenta di questa domanda, che non è mai scontata. È stato davvero un anno pieno, forse il più pieno della mia vita: mi sento viva, ho tra le mani il mio futuro (come ognuno di noi) e prima di ora non mi è mai sembrato più vero di così. A volte anche la paura di perdere qualcosa di importante ti fa sentire vivo e spero di poterlo provare tutti i giorni perché è quello che mi dà la grinta e la forza per continuare.”

Come dicevamo, negli ultimi mesi hai fatto tantissime cose, tra cui anche una reinterpretazione di “Genie in a Bottle” per Spotify Singles. Hai lavorato su un brano amatissimo e conosciuto in tutto il mondo, quindi la critica era inevitabilmente dietro l’angolo: un bel rischio. E invece hai preso il pezzo di Christina Aguilera e lo hai trasmutato in qualcosa di profondamente tuo (ed è venuta fuori una cosa straordinaria). Come mai la scelta è ricaduta proprio su questo brano? Cosa ti lega a “Genie in a Bottle”?

“È un brano che sicuramente sento molto mio sia per l’epoca a cui appartiene sia per il genere. Ho scelto proprio ‘Genie in a Bottle’ perché cantarla mi dà soddisfazione, mi diverto e mi rappresenta, ma il punto non è solo questo: Christina Aguilera è stata un vero e proprio idolo per me da quando sono piccola. Credo che il momento in cui vidi Burlesque per la prima volta sia stato quello in cui ho capito davvero che volevo fare questo e sicuramente ha avuto un impatto su tutta la mia vita. Quindi credo che dedicare il mio Spotify single a Christina fosse anche un po’ parte della chiusura di questo cerchio, un grazie a chi mi ha dato modo di scoprire di avere un sogno da inseguire.”

C’è una frase di Lewis Carroll, in Alice nel Paese delle Meraviglie, che dice: “So chi ero quando mi sono svegliata stamattina, ma da allora devo essere cambiata diverse volte“. Cambiamo continuamente e non smettiamo mai di crescere, e alla tua età questo processo è ancora più naturale. Da Relax è passato un po’ di tempo: c’è qualche brano dell’EP che oggi, riascoltandolo, ti fa pensare “Antonia è cresciuta”, perché magari, con i mesi e le esperienze che hai vissuto dopo, lo avresti affrontato in modo diverso in fase di lavorazione?

“Penso che chiunque, guardandosi alle spalle, possa vedere una differenza tra ieri e oggi, sicuramente succede anche a me, ma io vorrei guardare al domani: non vedo l’ora di mostrare al pubblico quello a cui sto lavorando, chi sono e ciò che voglio, anche caratterizzato dalle varie sfaccettature e sfumature della mia personalità.”

Giusto! Ma è importante anche viversi a pieno le cose belle del presente, quindi ora voglio sapere tutto su Luoghi Perduti. Come nasce questo brano? Amo le storie che si nascondono dietro le canzoni, il processo creativo che le attraversa prima che diventino nostre. Quindi, ahimè, ti tocca raccontarmelo…

Luoghi perduti nasce da un sentimento di transizione, di cambiamento. La mia vita è cambiata radicalmente in un battito di ciglia e qualsiasi direzione prenda un cambiamento per me è sempre difficile accettare il nuovo e lasciar andare il vecchio, perciò, cercando di gestire tutte le dimensioni del cambiamento, ho finito per incasinarne qualcuna. È una canzone che ti insegna a sbagliare e a guardare agli errori come qualcosa da cui ripartire per migliorare.”

Sanremo Giovani è senza dubbio una vetrina importantissima. Al di là della competizione, in che modo questa opportunità ti ha aiutata a crescere come artista e quali sfide senti di aver affrontato?

“Sanremo Giovani sicuramente è stata un’altra grande esperienza. Oltre ad avermi permesso di esprimere la mia nuova direzione artistica con Luoghi Perduti, mi ha anche arricchito a livello d’esperienza: tutti questi momenti importantissimi sono fatti soprattutto per imparare, perché prima di Amici non cantavo su palchi veri, e avere la possibilità di farlo ora, non è assolutamente scontato.”

Guardando oltre questa esperienza, quali sono i progetti o le direzioni musicali che senti più urgenti o importanti da esplorare nel futuro più immediato?

“Sento il bisogno di esprimere i miei sentimenti più profondi, ciò che provo per il mondo, per la vita, il modo in cui vedo l’amore, quello in cui vivo la nostalgia, raccontare ricordi importanti o storie memorabili… Sicuramente tutto questo in chiave R&B e soul, che è sempre stata la mia musica sin da piccola e spero di poter rendere onore a questo genere musicale.”

Infine, come se fosse un libro, lascio sempre una “pagina vuota” all’artista, dove può “scrivere” le proprie considerazioni o qualsiasi cosa ritenga importante: un messaggio ai coetanei, agli artisti, o semplicemente ciò che desidera comunicare a chi legge. Cosa scrivi sulla tua pagina vuota?

“Credo che per l’età che ho io sia una persona fin troppo riflessiva, non mi sento a mio agio nei discorsi superficiali e cerco emozioni da provare in ogni angolo. Allo stesso tempo, accanto a questo lato più “adulto”, porto con me una parte molto leggera e spontanea che mi permette di restare legata sempre alla me bambina. Ho sempre pensato che, nella maggior parte dei casi, i bambini siano migliori degli adulti: non hanno pregiudizi, né cattiveria o malizia. Soprattutto, hanno coraggio. Il coraggio di sognare e di credere, senza paura dell’ignoto. Quello che voglio dire, quindi, è di non lasciare indietro il bambino che è in ognuno di noi, ma di crescere insieme a lui. Perché la speranza del bambino è quella che lotta contro la rassegnazione dell’adulto, ed è sempre l’ultima a morire.”

La Playlist di Cromosomi