Amuri Luci Tour 2025 – Carmen Consoli canta la luce dell’amore

da | Dic 21, 2025 | #Cromosomiintour

Identità e culture che si incontrano, mescolandosi senza sosta: “Amuri Luci” risuona al Teatro Massimo di Cagliari come il suono di un’eco.

“Amuri luci

Pi nun dimenticari ‘nzoccu semu

Amuri luci

E nun nni fa trimari mancu ‘u ‘nfernu

Amuri luci

Finchì n’arresta ‘nfilu i vuci”

Inizia così la terza – e ultima – data cagliaritana di Amuri Luci Tour, tenutasi ieri, 20 dicembre: proprio con l’omonimo brano, nel tentativo di preservare la memoria e di rendere giustizia. La voce di Carmen Consoli crea, in questo modo, un filo rosso tra Sicilia e Sardegna, tra isolani; l’amore per la propria terra, la propria lingua e le proprie radici è lo stesso, fatto di quel sentimento di nostalgia perenne che solo chi vive in un’isola può capire.

E le strade delle due isole si incontrano anche grazie a “La terra di Hamdis”, un suggestivo dialogo tra le voci di Carmen e Mahmood, il cui volto viene proiettato su un fondale mobile: l’identità sicula e quella sarda comunicano tra loro e si intrecciano inevitabilmente.

“Amuri Luci” al Teatro Massimo di Cagliari 

Lo spettacolo si sviluppa in due atti: il primo è interamente dedicato ad “Amuri Luci”, l’ultimo disco (da cui prende nome il tour, per l’appunto), mentre il secondo ripercorre la carriera della cantautrice catanese.

La prima parte attraversa epoche diverse, tenendo sempre a mente l’impegno della memoria e della giustizia: Carmen passa dall’omaggio a Giovanni Impastato in “Amuri Luci” al tormento del poeta Ignazio Buttita in “Mamma Tedesca”, per poi arrivare al gioco delle tre carte con “3 oru 3 oru”.

Poi, improvvisamente la voce piena e forte di Carmen Consoli riempie il teatro con la melodia della lingua greca: “Galáteia” crea un momento sacro, in cui nessuno osa fiatare. Il mito diventa oggetto di indagine moderna su un sentimento malato, scambiato spesso per “amore”: la gelosia.

Invece, in “Parru cu tia” (feat. Jovanotti) emerge il desiderio di combattere l’oppressione: le immagini delle proteste pro Pal sui fondali non lasciano spazio all’immaginazione, sono dirette e attuali, una battaglia del nostro – sì, di tutti noi – quotidiano.

Un tuffo nel passato – l’ultimo bacio, mia dolce bambina

La seconda parte del concerto attraversa la carriera di Carmen Consoli, attingendo agli album più recenti – “Volevo fare la rockstar” (2021) – a quelli più longevi – “Due Parole” (1996). La dolcezza delle parole di una mamma che spiega a suo figlio l’arrivo di una pandemia paragonandola a un alieno – “Imparare Dagli Alberi A Camminare”-  si affianca, senza cozzare, all’ingenuità e alla delusione di una poco più che ventenne in “Amore Di Plastica”.

Non possono mancare “Parole Di Burro” e, ovviamente, “L’Ultimo Bacio”, ballata malinconica per eccellenza.

Dopotutto, l’ultimo bacio – per ora – di Carmen alla Sardegna non poteva che finire con una standing ovation.

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