“via lattea” di centomilacarie: identità, immaginazione e vulnerabilità

da | Dic 1, 2025 | Recensioni singoli

Un viaggio tra sogni e atmosfere sospese, in cui immaginazione e vissuto si mescolano in un racconto musicale fuori dal comune.

via lattea è il nuovo singolo di centomilacarie, prodotto da MACE e Francesco Massidda per Maciste Dischi. Un brano che segna un ulteriore passo nella crescita dell’artista, dopo l’album “IO, NESSUNO” e il singolo “acqua santa“.

Il brano si concentra su una figura femminile complessa, raccontata attraverso contrasti che la rendono viva e sfuggente: fragile ma determinata, ferita ma capace di elevarsi sopra tutto ciò che la trattiene.

“via lattea”: tra identità, immaginazione e vulnerabilità

Sul suo profilo Instagram, l’artista scrive “Ora saprete la mia vera identità”, una frase che si collega al senso del brano: via lattea non è solo la storia di un personaggio immaginario, ma un modo per mostrare una parte nascosta di sé . Il brano stesso riprende questo tema nel testo: “La tua vera identità / In pochi la sanno”, sottolineando il carattere segreto e personale della protagonista.

Nel brano questa figura prende le sembianze di una supereroina che attraversa il cielo come se appartenesse a un mondo diverso. La distanza che la separa dal narratore non è vista come una mancanza, ma come qualcosa di naturale, legato alla sua aspirazione a spingersi oltre i limiti.

“Ma se volerai altissimissima
Toglierai qualsiasi nuvola
Invincibile da sola”

Questa è un’immagine che sintetizza la sua forza e al contempo l’inaccessibilità. E proprio questa irraggiungibilità diventa il centro emotivo del racconto.

L’origine del racconto

L’origine dell’immaginario è chiara e dichiarata dall’artista, centomilacarie infatti racconta così la nascita del pezzo:

“Per questa canzone mi sono ispirato ai fumetti di Invincible e alla serie animata. In quei giorni ero in studio: io e Cecco stavamo buttando giù qualche idea e abbiamo registrato una demo con una strofa su una supereroina. Era una stripper affascinante, insoddisfatta, stanca e finita in giri difficili, che si drogava sui macchinoni degli spaccini delle mie zone, per poi diventare una supereroina che sfrecciava nel cielo, nell’infinità della Via Lattea. Io, innamorato di lei, la vedevo irraggiungibile, perché io alla fine sono solo un mortale. La canzone però non ci convinceva. Odio il novanta per cento delle cose che faccio specialmente all’inizio, e quella ci sembrava quasi ridicola. L’ho mandata a MACE, che è un caro amico, come faccio sempre con le demo. Lui ne è rimasto colpito. Da lì io, Cecco e MACE abbiamo chiuso il pezzo e ci siamo divertiti un sacco a sentirci supereroi per un giorno.”

Il testo stesso porta avanti questa idea con immagini evocative, mostrando come la protagonista influenzi e affascini chi la osserva senza essere mai pienamente raggiungibile.

“Se mi preghi in ginocchio
Non so dire di no
Hai soffiato la paura
Tra le tue unghie bianco blu”

Dal punto di vista sonoro, via lattea mantiene un equilibrio costante tra intimità e apertura. La voce rimane vicina, diretta, mentre la produzione costruisce un ambiente sospeso. L’elettronica leggera, le melodie e il ritmo seguono la logica del racconto, creando uno spazio che sembra espandersi man mano che la storia si alza verso l’alto.

Il brano si inserisce nel percorso di un artista che sta consolidando un’identità personale e riconoscibile, fatta di riferimenti diversi e di un modo molto diretto di trasformare esperienze e immagini in musica. Con via lattea, centomilacarie aggiunge un nuovo tassello al suo universo narrativo, confermando una scrittura capace di unire semplicità emotiva e immaginazione visiva. E proprio in questa tensione tra realtà e fantasia, tra umano e supereroe, c’è la potenza di via lattea: un invito a lasciarsi trasportare.

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