Dopo aver conquistato il pubblico europeo con il suo primo tour internazionale, Mannarino annuncia il ritorno in Italia. Le date estive, da giugno a settembre, disegnano un percorso preciso: portare la sua musica nei luoghi dove prende vita, tra platee all’aperto e festival che accolgono identità e storie. Non è una nostalgia di casa, è l’idea che il live sia ancora lo spazio più autentico della sua poetica.
Sedici appuntamenti, dall’apertura del 25 giugno allo Sherwood Festival di Padova fino alla chiusura l’11 settembre al Parco della Musica di Milano. In mezzo, città simbolo come Roma, Napoli, Pisa, Locorotondo, Cernobbio: un tragitto che sembra costruito secondo una logica emotiva, quasi geografica, in cui ogni luogo dialoga con un pezzo del suo repertorio. Mannarino non cerca la spectacularità sterile: preferisce il contatto diretto, la voce che graffia, la chitarra che disegna ritmi mediterranei e l’eco della gente che canta.
L’artista è attualmente in studio. C’è nuova musica in arrivo, ma nessuna promessa pubblicitaria: solo la costanza di chi ha scelto un linguaggio personale, lontano dalle formule usa e getta. Nei suoi concerti l’intimità non è posa, è struttura. Brani come “Vivere la vita” o “Apriti cielo” non vengono eseguiti, vengono consegnati: un passaggio di emozioni tra palco e platea.
Il tour 2026 — prodotto da Vivo Concerti con Concerto Music e VignaPR — rappresenta una scelta chiara: festival, piazze storiche, luoghi aperti dove la musica respira. Un ritorno dopo tre anni, un’estate intera per ritrovare la propria comunità artistica.
I biglietti saranno disponibili dal 3 dicembre alle ore 14:00 su Ticketone.it e, dall’8 dicembre, nei punti vendita autorizzati.










